CHE BRUTTA BOTTA SCOPRIRE D'AVERE LA MOGLIE MIGNOTTA - UN 65ENNE DI VENTIMIGLIA AGGREDISCE LA MOGLIE, 44ENNE BRASILIANA, CON UN COLTELLO E DELLE FORBICI: AVEVA SCOPERTO CHE LEI SI PROSTITUIVA - IL GIUDICE HA DECLASSATO IL REATO DI CUI E' ACCUSATO L'UOMO: NON È TENTATO FEMMINICIDIO, MA "SOLO" TENTATO OMICIDIO, VISTO CHE NON SAREBBE STATO AGGRAVATO DALL'ODIO E DALLA VOLONTA' DI CONTROLLARE LA MOGLIE - PER SFUGGIRE ALL'AGGRESSIONE, LA DONNA HA PROVATO A SCAPPARE GETTANDOSI DAL BALCONE: SI E' AGGRAPPATA A UN CAVO, CHE PERO' NON HA RETTO, ED E' PRECIPITATA (ORA E' RICOVERATA, MA NON E' IN PERICOLO DI VITA)
Estratto dell’articolo di Mattia Mangraviti per "la Stampa"
«L'indagato ha riferito agli operatori della polizia giudiziaria di aver aggredito la moglie poiché aveva scoperto che quest'ultima si prostituiva. Al momento non risulta in alcun modo che la lite da cui è scaturita l'aggressione fosse determinata dall'odio discriminatorio nei confronti della moglie o da un'ossessiva volontà di controllo o dominio».
Un'ordinanza destinata a far discutere quella con cui il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Imperia Massimiliano Botti ha riqualificato in tentato omicidio l'aggressione a colpi di forbici e coltello di un 65enne di Ventimiglia ai danni della moglie, 44 anni, brasiliana, poi precipitata dal terrazzo nel tentativo di sfuggire alla furia del marito. Secondo il giudice non si configurerebbe il reato di femminicidio in quanto la violenza nascerebbe dalla scoperta, da parte dell'uomo, dell'attività di prostituzione della moglie.
L'uomo, difeso dall'avvocato Alberto Pezzini del foro di Imperia, era stato arrestato giovedì scorso a Ventimiglia con l'accusa di aver tentato di uccidere la moglie. La decisione del giudice ha richiesto tre ore di camera di consiglio e, contestualmente, ha portato alla convalida dell'arresto e alla conferma della custodia cautelare in carcere.
Il pubblico ministero Antonella Politi aveva contestato il femminicidio, che sanziona l'uccisione di una donna «quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali».
Secondo il giudice, però, come anticipato, il marito non avrebbe agito per odio discriminatorio o per volontà di controllo, ma per aver scoperto che la moglie si prostituiva. «Appare dubbio che l'esercizio della prostituzione da parte della vittima costituisca espressione di una libertà individuale – si legge nell'ordinanza – tenuto conto che in costanza del rapporto matrimoniale, i coniugi sono tenuti ad obblighi di rispetto e fedeltà reciproci». [...]
L'esigenza cautelare della detenzione in carcere secondo il giudice sussiste per il pericolo di reiterazione del reato. «Se non sottoposto a cautela potrebbe commettere altri delitti della stessa specie di quello per cui si procede», scrive nell'atto. «Depongono in tal senso – aggiunge il giudice – sia la ferocia manifestata dall'uomo nei confronti della persona offesa, che l'atteggiamento cinico mantenuto nei confronti di costei appena precipitata dal balcone, testimoniato da tutti i sommari informatori: invece che soccorrere la moglie, l'indagato si è limitato ad appoggiarsi alla ringhiera e fumare una sigaretta, commentando con sarcasmo le domande del 118». [...]
Nel tentativo di fuggire la donna si sarebbe gettata dal terrazzo tentando di aggrapparsi a un cavo che però non avrebbe retto, causandone così la caduta a terra. La vittima, in prognosi riservata all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, ma fuori pericolo di vita, attende di essere sottoposta a intervento chirurgico per le lesioni alla colonna vertebrale.[...]





