C'E' QUALCOSA CHE NON TORNA NELLA MORTE DI MARIO RUOSO - IL 67ENNE LORIANO BEDIN HA CONFESSATO L'OMICIDIO DELL'87ENNE FONDATORE DI "TELEPORDENONE", MA PER IL NIPOTE DELLA VITTIMA QUALCOSA NON QUADRA: "ERA UN SUO AMICO, NON RIESCO A CAPACITARMI, UN POSSIBILE MOVENTE ECONOMICO MI PARE DEBOLE" - "MIO ZIO MARIO SI ERA LAMENTATO CHE QUALCUNO VOLEVA FARLO FUORI. IO PENSAVO A POSSIBILI CREDITORI O A QUALCHE AVVOLTOIO ECONOMICO. MA ADESSO, INVECE..." - IL KILLER È UN EX TECNICO DI "TELEPORDENONE". IL SUO AVVOCATO: "BEDIN NON HA SAPUTO FORNIRE SPIEGAZIONI AL SUO GESTO CRIMINALE"
«L’ARRESTATO ERA SUO AMICO MA LO ZIO DICEVA SPESSO: C’È CHI MI VUOLE FARE FUORI»
Estratto dell'articolo di Domenico Pecile per il "Corriere della Sera"
«Solo un momento di pazzia potrebbe spiegare l’accaduto, perché questa persona era considerata da tutti noi uno di famiglia. Del resto, se Bedin avesse suonato anche a mezzanotte, zio Mario gli avrebbe aperto tranquillamente».
Alessandro Ruoso, noto motociclista di enduro, è il nipote che ha trovato Mario Ruoso senza vita, ucciso in casa sua. È ancora sotto choc e si dichiara incredulo, distrutto dal dolore, stupito.
Stupito perché il presunto omicida è stato un collaboratore storico di suo zio ed è sempre stato al suo fianco?
«Certamente, e tutti noi lo abbiamo considerato alla stregua di un familiare. Tra l’altro, mio zio lo ha sempre aiutato quando ha avuto bisogno. No, non riesco a capacitarmi, a individuare un possibile movente».
Ma aveva mai sentito che tra loro ci fossero stati dei dissapori?
«No, non ricordo qualcosa che fosse andato oltre le normali discussioni di lavoro. Ma insisto nel dire che un possibile movente economico mi pare debole. Bedin che più volte si è trovato nella necessità di essere aiutato. In officina ci sono ancora auto ferme da tempo magari per bolli non pagati o che ne so».
Rimane il fatto che l’altra mattina Bedin si sarebbe presentato a casa di suo zio con una spranga.
«Certo e non riesco a capacitarmi. Mi riferiscono che il suo legale ha detto che non era intenzione del suo assistito di fare del male e che non ricorda bene l’accaduto. Ha anche aggiunto che nelle parole di Bedin non è mai uscito il movente economico o il perché dell’omicidio».
Allora cosa può avere scatenato la furia omicida?
«Non lo so davvero. Spero di avere informazioni utili dagli investigatori. Se sanno qualcosa me lo dicano, mi diano un punto di riferimento. Sto pensando a molte cose in queste ore e sto facendo qualche ragionamento che non ho mai fatto».
È possibile che ci faccia qualche anticipazione?
«Non so come spiegarmi. A volte lo zio, dopo le note vicende economiche che lo hanno visto protagonista, più volte si era lamentato che qualcuno non gli voleva bene e che volevano farlo fuori. Ma quel “farmi fuori” per me aveva una valenza di tipo economico e quindi pensavo a possibili creditori o a qualche avvoltoio economico. Ma adesso, invece...». [...]
IL PATRON DELLA TV UCCISO IN CASA CONFESSA IL SUO EX COLLABORATORE
Estratto dell'articolo di D. P. per il "Corriere della Sera"
È un ex tecnico di TelePordenone, Loriano Bedin, 67 anni: ieri ha confessato di aver ucciso lui Mario Ruoso, 87, fondatore della stessa emittente, noto imprenditore e proprietario del Garage Venezia appena fuori dalla città friulana. Dopo l’esperienza in tv e la pensione, Bedin era rimasto in ottimi contatti con Ruoso, c’era un’amicizia, si frequentavano spesso, come riconoscono anche i parenti della vittima. Tanto che il movente del delitto è ancora tutto da chiarire. Ruoso era stato trovato da un nipote mercoledì, cadavere, dietro la porta d’ingresso di casa sua. Era riverso nel suo sangue e aveva evidenti ferite alla testa.
Gli investigatori hanno prelevato il presunto omicida nella sua abitazione di Azzano Decimo. Al momento del fermo, con lui in casa c’era anche un’altra persona, un extracomunitario risultato però estraneo alla vicenda. È stata ritrovata anche l’arma del delitto, in un canale di irrigazione nelle vicinanze della casa di Ruoso, a Porcia (fuori da Pordenone). Si tratta di un tubo metallico di 70 centimetri ritenuto compatibile con le contusioni e le ferite: è stato lo stesso Bedin a indicare agli inquirenti dove l’aveva gettato.
Alla base dell’aggressione mortale — come ha confermato il procuratore della Repubblica di Pordenone, Pietro Montrone — ci sarebbero motivazioni economiche risalenti alla collaborazione tra i due a TelePordenone. [...] Nello scorso mese di luglio nell’autoconcessionaria di Ruoso era divampato un incendio poi risultato doloso. Lui nell’occasione aveva parlato di «sistema mafioso».
La tesi del movente economico non convince l’avvocato di Bedin, Valter Buttignol. «Il mio assistito non ha saputo comunque fornire spiegazioni al suo gesto criminale. Ha riferito che nonostante fosse andato dalla vittima con una spranga non era sua intenzione usarla». A incastrare Bedin sono state diverse attività investigative della Squadra mobile tra cui l’analisi dei tabulati telefonici, di dati telematici, i filmati registrati dalle telecamere presenti nella zona. [...]





