bucci secolo xix aponte brambilla

PER BUCCI I CONTI NON TORNANO – IL CASO DEL DOSSIERAGGIO AI DANNI DEL “SECOLO XIX” DA PARTE DELLO STAFF DEL GOVERNATORE LIGURE FINISCE DAVANTI ALLA CORTE DEI CONTI: “PER I REPORT SONO STATI USATI SOLDI PUBBLICI” – BUCCI SI PRESENTA IN CONSIGLIO REGIONALE E FA LA VITTIMA: “SI PARLA DI UN’ATTIVITÀ OSCURA, CLANDESTINA E INTIMIDATORIA. QUESTO NON È MAI ACCADUTO. ANZI, SIAMO PARTE LESA” – PECCATO CHE CI SIA LA MAIL RICEVUTA DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO, MICHELE BRAMBILLA, CON LE “RICHIESTE” PER PIEGARE LA LINEA EDITORIALE AI DESIDERATA DEL CENTRODESTRA…

1. SECOLO XIX, BUCCI ATTACCA "INFANGATA LA LIGURIA" IL PD: "USATI SOLDI PUBBLICI"

Estratto dell’articolo di Giulia Mietta per “La Stampa”

 

marco bucci

«Lo dico con nettezza, questo caso non esiste e noi siamo parte lesa. Lo siamo noi, lo sono i cittadini liguri, lo staff di comunicazione e il sottoscritto, perché quando si parla di dossieraggio si evoca un'attività oscura, clandestina e intimidatoria, un abuso di potere, un comportamento incompatibile con le istituzioni». Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci è intervenuto in Consiglio regionale sul caso dei presunti dossier nei confronti del Secolo XIX.

 

I messaggi inviati da Marco Bucci all editore del Secolo XIX con le indicazioni sulla linea da seguire

L'informativa è arrivata su sollecitazione delle opposizioni che da un lato hanno evocato lo scenario delle dimissioni e dall'altro hanno spostato la partita anche sul fronte giudiziario. Il Pd ha annunciato un esposto alla Corte dei conti per il fatto che le «rassegne stampa commentate» che avrebbero messo in cattiva luce il lavoro del quotidiano genovese sono state redatte da uffici stampa pagati con soldi pubblici.

 

Il fascicolo, quindi, si aggiungerà a quello aperto dalla procura di Genova a partire dalla querela per diffamazione del direttore del Secolo, Michele Brambilla, contro Federico Casabella, portavoce di Bucci. Il quale, a sua volta, ha annunciato una controquerela nei suoi confronti.

 

[...]

 

michele brambilla

Intanto ombre si allungano su uno degli elementi chiave della questione, il vademecum recapitato via mail all'editore e direttore del Secolo XIX, e contenente alcuni consigli dello stesso Bucci per equilibrare l'informazione durante la campagna elettorale per le Comunali di Genova.

 

Secondo alcune ricostruzioni di stampa la paternità digitale del documento riporta ad Alfonso Lavarello, uomo d'affari di lungo corso, amico e consigliere del patron di Msc ed editore del Secolo Gianluigi Aponte, ma anche vicino al centrodestra e allo stesso Bucci.

 

gianluigi aponte

Che, però, resta inamovibile: «Non ci sono dossieraggi, non esistono blacklist di giornalisti, non esistono vademecum occulti, non esiste alcuna attività organizzata volta a condizionare l'informazione, esiste invece il puro confronto tra istituzioni e organi di informazione» ed è «assolutamente fisiologico in una democrazia matura, e alzi la mano chi non ha chi non ha mai mandato un'osservazione critica a un giornale».

 

[...]

 

MARCO BUCCI - ALDO SPINELLI - GIANLUIGI APONTE - GIOVANNI TOTI

Non è d'accordo il Partito Democratico, pronto a presentare un esposto alla Corte dei conti. Per il segretario regionale Davide Natale, consigliere dem, «i soldi dei cittadini liguri devono essere spesi per le esigenze dei cittadini liguri e non per fare dossieraggi per colpire l'avversario politico».

 

I report sugli articoli del Secolo XIX, così come di altre testate, sono stati rivendicati da Federico Casabella, portavoce del presidente Bucci, e da Diego Pistacchi, che fa parte dello staff politico del presidente.

 

Ruoli, entrambi, retribuiti con risorse pubbliche come da norma. Sul loro operato resta aperta l'istruttoria dell'Ordine dei giornalisti, che per primo si è occupato del caso sulla base di un esposto anonimo.

 

2. BUCCI: «NESSUNA BLACKLIST SULLA STAMPA». IL GIALLO DEL FILE

Estratto dell’articolo di Claudio Bozza per il “Corriere della Sera”

 

silvia salis e marco bucci

[...] Il governatore della Liguria Marco Bucci, da giorni nell’occhio del ciclone a causa dei presunti «dossier» confezionati per contestare la linea (sgradita) del Secolo XIX, intervenendo in Consiglio regionale tenta il contropiede, per provare a uscire da questa insidiosa bufera politica.

 

[...] Per il governatore, ex sindaco di Genova, «il punto politico è molto chiaro: se segnalare un articolo ritenuto non equilibrato diventa dossieraggio, allora qualsiasi amministrazione di questo Paese sarebbe colpevole. E ripeto, alzi la mano chi non ha mai mandato un’osservazione critica a un giornale, ma non è così».

 

In realtà, quelle inviate da Bucci e dal portavoce Casabella non erano proprio mere «osservazioni», ma documenti molto dettagliati in cui si facevano rilievi su titoli, scelta delle foto e addirittura delle didascalie; le puntute osservazioni erano spesso focalizzate contro Silvia Salis, diventata sindaca di Genova per il Campo largo dopo aver sconfitto Pietro Piciocchi, fedelissimo di Bucci.

 

Michele Brambilla

E soprattutto queste «osservazioni» non venivano recapitate solo a Michele Brambilla, direttore dello storico quotidiano di Genova, ma direttamente anche all’editore Pier Francesco Vago, amministratore delegato di Blue media, società editrice posseduta da Gianluigi Aponte, il più grande armatore del mondo e proprietario di Msc.

 

Il Fatto quotidiano , ieri, ha rivelato che uno dei documenti contenenti le contestazioni al Secolo XIX risulta essere stato scritto con il computer del lobbista Alfonso Lavarello che in passato, grazie all’amicizia con Fidel Castro, riuscì a riaprire Cuba alle crociere e che oggi continua ad avere forte peso politico a Genova, anche grazie alle sue relazioni con Aponte e il medesimo Bucci.

 

marco bucci - foto lapresse

Da segnalare che questo documento viene recapitato all’editore pochi giorni dopo che il direttore Brambilla aveva deciso di rompere i rapporti con il governatore, giudicando le sue pressioni come «inaccettabili». [...]

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