MILEI TIRA UN SOSPIRO DI SOLLIEVO – LA CORTE D’APPELLO DI NEW YORK ANNULLA LA SENTENZA DI PRIMO GRADO CHE CONDANNAVA L’ARGENTINA A PAGARE 16 MILIARDI DI DOLLARI PER LA NAZIONALIZZAZIONE DELLA COMPAGNIA PETROLIFERA YPF, AVVENUTA NEL 2012 – IL GOVERNO DEL TURBOLIBERISTA MILEI PARLA DI “UNA VITTORIA STORICA” NEL CONTENZIOSO GIUDIZIARIO PIU' ONEROSO MAI AFFRONTATO DAL PAESE – LA CAUSA ERA STATA AVVIATA DAI FONDI PETERSEN ED ETON PARK, SECONDO CUI L'ARGENTINA AVEVA VIOLATO LO STATUTO DI YPF DURANTE LA STATALIZZAZIONE, NON RISPETTANDO I DIRITTI DEGLI AZIONISTI DI MINORANZA….
compagnia petrolifera Ypf nazionalizzata dall argentina
(Agenzia_Nova) - La Corte d'appello del Secondo circuito di New York, negli Stati Uniti, ha annullato oggi, 27 marzo, la sentenza di primo grado che condannava l'Argentina a pagare oltre 16 miliardi di dollari per la nazionalizzazione della compagnia petrolifera Ypf nel 2012, in quella che il governo di Javier Milei ha definito una vittoria storica nel contenzioso giudiziario piu' oneroso mai affrontato dal Paese all'estero.
La corte ha revocato la sentenza emessa dal tribunale distrettuale a favore dei ricorrenti per le loro rivendicazioni di inadempimento contrattuale contro la Repubblica argentina, ha confermato il rigetto dei ricorsi contro Argentina e Ypf, e ha rinviato il caso per i procedimenti successivi.
javier milei alla prima riunione del board of peace
Il capo di gabinetto del presidente Milei, Manuel Adorni, ha commentato la decisione con un messaggio sui social network: "Abbiamo vinto: la giustizia degli Stati Uniti ha annullato la condanna nel caso Ypf contro la Repubblica argentina".
La causa era stata avviata nel 2015 dai fondi Petersen ed Eton Park -- quest'ultimo aveva acquistato i diritti di contenzioso dopo il fallimento delle societa' Petersen -- che sostenevano che lo Stato argentino avesse violato lo statuto di Ypf durante la statizzazione, non rispettando i diritti degli azionisti di minoranza.
compagnia petrolifera Ypf nazionalizzata dall argentina
In primo grado, la giudice Loretta Preska aveva accolto le tesi dei ricorrenti, ordinando all'Argentina di versare una compensazione che, comprensiva degli interessi maturati dal 2023, superava i 16,1 miliardi di dollari.
L'Argentina aveva impugnato la sentenza sostenendo, tra le altre cose, che il processo avrebbe dovuto svolgersi in Argentina e che la giudice aveva interpretato erroneamente la normativa societaria argentina. Il dipartimento di Giustizia statunitense si era pronunciato nelle scorse settimane a favore di Buenos Aires.
Tutte le parti conservano la possibilita' di ricorrere alla Corte suprema degli Stati Uniti, anche se osservatori legali ritengono poco probabile che il massimo tribunale accetti di esaminare il caso.
compagnia petrolifera Ypf nazionalizzata dall argentina
