"DAI MIEI COLLEGHI STO RICEVENDO INFAMITÀ. DA ME VOLEVANO IMPARARE" - LO DICE CARMELO CINTURRINO, IL POLIZIOTTO CHE HA SPARATO A UN PUSHER, DISARMATO, DI ROGOREDO. PER GIUSTIFICARE L'OMICIDIO, L'AGENTE HA POSIZIONATO UNA PISTOLA GIOCATTOLO ACCANTO AL CADAVERE - CINTURRINO TENTA DI "VENDERSI" CON UNO "SBIRRO BUONO", MA IL GIUDICE NE HA DISPOSTO IL CARCERE: "DA PARTE SUA METODI INTIMIDATORI. STA CONTINUANDO A MENTIRE" - IL SOPRANNOME ("THOR") AFFIBBIATO A CINTURRINO, CHE PESTAVA PUSHER E TOSSICI CON UN MARTELLO - LA DOPPIA VITA DELL’AGENTE, CHE CHIEDEVA IL PIZZO AGLI SPACCIATORI...
Estratto dell'articolo di Rosario Di Raimondo e Carmine R. Guarino per "la Repubblica"
L'aura da duro, da sbirro di strada che non fa passi indietro, non la perde neanche davanti al giudice. Nessuna intenzione di arretrare: c'è da tenere fede al personaggio costruito in quell'esistenza divisa a metà tra la vita di Carmelo e quella di Luca. O di Thor, il soprannome guadagnato sul campo per le martellate che avrebbe riservato a pusher e tossici in quel mondo di mezzo fatto di droga e disperazione in cui avrebbe sguazzato. E così le voci che da giorni si rincorrono sul suo conto, raccontate adesso dai suoi stessi colleghi, sono «infamità».
Traditori quei colleghi che «da me volevano imparare» e che ora «possono fare le loro dichiarazioni, ma io dichiaro che sono menzogne». Eppure, secondo il gip che ha disposto il carcere con l'accusa di omicidio volontario, a mentire è lui. A continuare a nascondere la realtà è l'assistente capo Carmelo Cinturrino, il poliziotto accusato di aver ammazzato «deliberamente» il ventottenne Abderrahim Mansouri lo scorso 26 gennaio nel bosco della droga di Rogoredo per poi piazzare accanto al corpo una pistola giocattolo.
Una «volontà omicida» e una messinscena che potrebbero costargli l'ergastolo se, come evidenzia il giudice Domenico Santoro, verranno contestate aggravanti. È proprio davanti a lui che "Luca", come i pusher conoscevano il poliziotto, confessa lo sparo e la successiva recita. Nient'altro. Perché nega di aver girato il corpo dell'uomo — a smentirlo sono le pozze di sangue e le ferite sul viso della vittima, caduta di faccia — nega di aver avuto rapporti con Mansouri, capo della piazza di spaccio, aspetto su cui il gip annuncia «dovuti approfondimenti» perché pare che da lui il poliziotto pretendesse droga e soldi.
LA RICOSTRUZIONE DELLA MORTE DI ABDERRAHIM MANSOURI A ROGOREDO
[...] «Dalla data del mio arruolamento sono stato un poliziotto ben visto, mi hanno riconosciuto titoli, ho avuto sempre la stima di tutti», la verità di Cinturrino. «Su questo sono categorico, perché ho operato sempre nel modo previsto, non ho mai preso una lira da nessuno oppure droga», giura. Rispondendo agli altri poliziotti — indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso — che hanno raccontato i "metodi intimidatori" del collega come scrive il gip.
Parla di sé come lo "sbirro buono", Thor. Ma quella che forse è l'ennesima recita non convince il giudice, che tratteggia il ritratto di «un soggetto non sempre in linea con le regole che connotano l'ordinario operare delle forze di polizia anche in contesti difficili», rimarcando il «quadro allarmante circa i metodi di intervento del Cinturrino» e la sua «attitudine a deviare dall'ordinario svolgimento della propria funzione».
Una deviazione che avrebbe preso anche quel 26 gennaio pomeriggio nel fango del boschetto di Milano, la più grande piazza di spaccio d'Italia. E, beffa del destino, il primo ad aprire una crepa, uno squarcio nella versione che Cinturrino si era costruito — «Era molto preoccupato e mi ha chiesto di coprirlo altrimenti avrebbe rischiato la galera», la liberazione del collega mandato in commissariato a prendere la finta arma — è stato uno degli "ultimi" di Rogoredo. [...]
la foto del cadavere di abderrahim mansouri
carmelo cinturrino ripreso nel 2024 durante un sequestro
Abderrahim Mansouri
abderrahim mansouri ucciso dalla polizia a rogoredo 4
CARMELO CINTURRINO


