daniela santanche processo giudici giustizia

“DANIELA SANTANCHÈ ERA IL DOMINUS E IL BILANCIO ERA PIENO DI PASTICCI” – AL PROCESSO MILANESE PER PRESUNTO FALSO IN BILANCIO SU "VISIBILIA", CHE VEDE IMPUTATA LA MINISTRA DEL TURISMO E ALTRE 15 PERSONE, HA TESTIMONIATO L’EX CONSIGLIERE E DIRETTORE FINANZIARIO DI UNA DELLE SOCIETÀ DEL GRUPPO EDITORIALE, FEDERICO CELORIA (CHE HA GIÀ PATTEGGIATO 2 ANNI) –  IL MANAGER HA PARLATO DI “FATTURE DA SVALUTARE, DISORDINE AMMINISTRATIVO E MOLTA CONFUSIONE. MA SANTANCHÈ DECISE CHE NON BISOGNAVA SVALUTARE PERCHÉ GIÀ IL BILANCIO ERA APPESANTITO DA PERDITE...”

daniela santanche alla camera foto lapresse 2

(ANSA) - MILANO, 05 MAR - "Daniela Santanchè era il dominus e il bilancio era pieno di pasticci, di fatture da svalutare, c'era disordine amministrativo e molta confusione". Sono passaggi della deposizione in aula - nel processo milanese per presunto falso in bilancio su Visibilia a carico della ministra del Turismo e di altri 15 imputati - dell'ex consigliere e direttore finanziario di una delle società del gruppo editoriale, Federico Celoria, che ha già patteggiato 2 anni, pena sospesa.  

 

In particolare, Celoria, che era stato nel cda di Visibilia Editore tra il 2014 e il 2016, rispondendo alle domande dei pm Marina Gravina e Luigi Luzi, ha fatto riferimento alla voce nel bilancio di Visibilia srl, la concessionaria della pubblicità, che riguardava "i crediti per fatture da emettere" che avrebbe dovuto essere "svalutata", a suo dire.

 

daniela santanche canio mazzaro

"Era un bilancio pieno di pasticci, ma Santanchè decise che non dovevano essere svalutate ed era lei il dominus - ha detto il teste - Secondo me, decise così perché già il bilancio era appesantito da perdite".    Riguardo al cda di Visibilia Editore, Celoria ha riferito, poi, che "c'era anche Canio Mazzaro" (tra gli imputati ed ex compagno della senatrice di FdI), "lui era un po' il 'deus ex machina' della Editore, le decisioni alla fine le prendeva Santanchè su consiglio di Mazzaro".   

 

VISI-BILE - VIGNETTA BY MANNELLI

Oggi hanno anche testimoniato Marco Pacini e Stefano Guarnieri del Nucleo di Bankitalia "a supporto dell'autorità giudiziaria" e che, in qualità di consulenti della Procura milanese, depositarono due relazioni nell'aprile 2024 sul gruppo Visibilia, già agli atti.

 

E hanno parlato, dunque, anche di quei due finanziamenti bancari, ottenuti uno nel 2012 e l'altro nel 2020, il primo per Visibilia srl e il secondo per Visibilia Concessionaria e garantiti da "fondi statali". Il secondo "da 740mila euro" dal fondo di garanzia per le imprese "colpite dagli effetti della pandemia Covid".

 

Celoria, che patteggiò nel gennaio 2025 davanti al gup quando gli altri imputati furono mandati a processo, ha raccontato che lasciò Visibilia nel 2016 per contrasti sul "piano industriale, che non andò a buon fine, perché Santanchè decise di acquisire Visto e Novella2000, due testate inutili che non facevano ricavi".

 

Daniela Santanche canio mazzaro 45

Per Celoria avrebbe dovuto essere svalutata anche la voce "crediti per imposte anticipate", una di quelle al centro del processo assieme all'avviamento, ma sempre Santanchè, a suo dire, decise di non farlo.

 

"Se fossero state svalutate quelle poste - ha detto - avrebbero influito in modo netto sul patrimonio netto e sul capitale sociale".    Dalle due testimonianze dei consulenti dei pm, poi, sono emersi tutti i temi trattati nelle due relazioni agli atti e già venuti a galla nelle indagini.

 

"Tra il 2017 e il 2023 - ha spiegato Pacini - Visibilia Editore ha presentato costantemente perdite, da 450mila euro fino a 3,5 milioni, e ha proceduto, a fronte di queste perdite, a tre aumenti di capitale nel 2017, 2019 e 2020". Poi, attraverso il caso noto dei prestiti obbligazionari e della conversione di azioni, "nel 2019 Visibilia Editore aveva 64 milioni di azioni, a fronte di un capitale di qualche milione: un numero elevatissimo di azioni che perdevano valore nominale e di mercato, fino al 98%, con danni per i soci".   

 

daniela santanche

Poi, Guarnieri ha parlato di quei due prestiti bancari coperti "all'80 e al 90% dallo Stato": un mutuo da 2 milioni chiesto nel 2012 avvalendosi dei "fondi pubblici per l'accesso al credito delle piccole e medie imprese" e un altro nel 2022 con i "fondi Covid".

 

A proposito del primo, in particolare, il consulente ha spiegato che "se fossero stati valutati i bilanci effettivi" delle società del gruppo "poteva esserci, in ipotesi, qualche problema per concedere quei fondi".

daniela santanche dimitri kunz 1

 

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