"ALBERTO STASI? NON ERO SICURO DELLA SUA COLPEVOLEZZA. NON C'ERANO GRAVI INDIZI, VERIFICATI E PRECISI" - PARLA STEFANO VITELLI, GIUDICE CHE ASSOLSE ALBERTO STASI NEL PROCESSO DI PRIMO GRADO: "ALL'OPINIONE PUBBLICA NON SI RIESCE A FARE DIGERIRE IL RAGIONEVOLE DUBBIO. E INVECE, VA DIGERITO. È UN PRINCIPIO COSTITUZIONALE. ESISTE IL 'NON LO SO'. ESISTE IL GRIGIO" - "È MEGLIO UN COLPEVOLE FUORI, CHE UN INNOCENTE DENTRO" - LE PAROLE DI NORDIO: "SE UNA PERSONA PUÒ ESSERE CONDANNATA SOLO AL DI LÀ DI OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO, COME È STATO POSSIBILE CONDANNARE STASI QUANDO È GIÀ STATO ASSOLTO DUE VOLTE, DA UNA CORTE D'ASSISE (NEL 2009) E DA UNA CORTE D'APPELLO (NEL 2011)?"
Estratto dell'articolo di Niccolò Zancan per "la Stampa"
il ragionevole dubbio di garlasco stefano vitelli
Vuole dire qualcosa sulle parole del ministro Nordio? «No, assolutamente no». Il giudice più evocato d'Italia arriva con dieci minuti di anticipo. Presenta il suo libro, scritto con il giornalista de La Stampa Giuseppe Legato, all'Hotel Principe di Piemonte di Torino. Il titolo del libro è: «Il ragionevole dubbio di Garlasco». Di questo è venuto a parlare. Per questo motivo tutti lo stanno cercando.
Perché il 17 giugno 2009 Stefano Vitelli, allora giovane giudice a Vigevano, assolse Alberto Stasi nel processo di primo grado. Non era convinto delle prove raccolte, non erano sufficienti. Non era sicuro della sua colpevolezza. «Non c'erano gravi indizi, verificati e precisi, tutti insieme. La sommatoria di più zeri non dà luogo all'unità». Dopo tutti questi anni quel suo ragionevole dubbio è quanto mai attuale. C'è un'altra inchiesta e un altro indagato per quello stesso fatto, il femminicidio di Chiara Poggi.
Vitelli risponde alle domande del giornalista Luca Ferrua: «Certi vostri colleghi mi chiedono: "Ma allora per lei Stasi è innocente?". No. Non ci siamo capiti. Non si riesce a fare digerire il ragionevole dubbio. E invece, va digerito. Ecco uno dei possibili insegnamenti culturali che il caso Garlasco ci può dare. Il ragionevole dubbio è una cosa costituzionale. Esiste il "non lo so". Esiste il grigio. Esiste in tutti noi. Esiste e devi assimilarlo. Ma al tempo della polarizzazione estrema non è semplice».
Racconta di aver letto le prime pagine sul caso il giorno successivo alla nascita di suo figlio, appoggiando i fogli sul letto della moglie che aveva appena partorito: «Per dire quanto sia eccezionale, quasi pazzesco questo caso, era il 9 novembre del 2008. Siamo al 14 maggio del 2026. Mio figlio è quasi maggiorenne, e io mi trovo ancora a parlare di Garlasco. Fate voi». [...]
«Qualcosa che non avevo mai visto. È inquietante, tutto diventa bianco e nero. Si formano squadre mediatiche. È difficile fare digerire il ragionevole dubbio, quando si creano le tifoserie». Non parla della nuova inchiesta. Ma ammette che è difficile fare i magistrati sotto pressioni così forti: «Non è che perché vinciamo un concorso noi magistrati siamo immuni dalle aspettative di giustizia che provengono dall'esterno e dalle pressioni mediatiche. C'è il rischio di essere condizionati e disturbati. Bisogna esserne consapevoli».
CLUEDO VERSIONE GARLASCO - MEME BY IACOPO CERVELLI
Chiude ricordando la madre, che aveva la quinta elementare ma gli ripeteva una frase che considera decisiva e ancora lo accompagna: «È meglio un colpevole fuori, che un innocente dentro». [...]
ANDREA SEMPIO
stefano vitelli 1
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ANDREA SEMPIO A ROMA
ANDREA SEMPIO A ROMA
ANDREA STEMPIO - MEME SU ANDREA SEMPIO
MARCO POGGI ANDREA SEMPIO
IL GUP STEFANO VITELLI 2
