GLI AMERICANI HANNO ABBANDONATO L'UCRAINA: SARANNO PRONTI A “MORIRE” PER TAIWAN? DI FRONTE ALLE MINACCE NASCOSTE NELLE CITAZIONI DI TUCIDIDE DI XI JINPING, TRUMP NON HA PARLATO DELL’ISOLA CONTESA. È STATO IL SEGRETARIO DI STATO USA, IL FALCO NEO-CON MARCO RUBIO, A METTERCI UNA PEZZA: “LA NOSTRA POLITICA SU TAIWAN NON È CAMBIATA. SAREBBE UN TERRIBILE ERRORE PER LA CINA PRENDERLA CON LA FORZA. CI SAREBBERO RIPERCUSSIONI" – A TAIPEI TEMONO CHE TRUMP SACRIFICHI LA LIBERTÀ DELL’ISOLA, LEADER MONDIALE DEI MICROCHIP, PER STABILIZZARE I RAPPORTI CON PECHINO (E OTTENERE IN CAMBIO UN ACCORDO SULL’IRAN): E SI PREPARANO ALLA RESISTENZA STUDIANDO L’UCRAINA…
LE ARMI PER L’ISOLA, E L’AIUTO SU HORMUZ: I DOSSIER «SOSPESI» E GLI AFFARI MILIARDARI
Estratto dell'articolo di Viviana Mazza per il "Corriere della Sera"
[...] Quello che Xi vuole di più da Trump è ammorbidire l’appoggio politico e militare americano per Taiwan ritardando o riducendo la vendita di armi o ottenendo una dichiarazione da Washington contro l’indipendenza di Taipei.
Non è chiaro cosa abbia risposto Trump, ma Rubio è intervenuto per assicurare che la politica Usa «non cambia»: il segretario di Stato ha detto a Nbc che Xi ha sollevato il tema di Taiwan come fa sempre, ma non è stato centrale nel summit e l’America come sempre ha «chiarito la propria posizione ed è passata ad altro».
XI JINPING STRINGE LA MANO A MARCO RUBIO
Rubio ha avvertito che sarebbe «un terribile errore» se la Cina prendesse Taiwan con la forza: «Ogni forzatura rispetto allo status quo sarebbe negativa per entrambi i Paesi» e «ci sarebbero ripercussioni globali». [...]
USA-CINA: RUBIO, NOSTRA POSIZIONE SU TAIWAN NON È CAMBIATA
(LaPresse) - La politica degli Stati Uniti su Taiwan resta "invariata". Lo ha dichiarato il segretario di Stato Usa Marco Rubio a Nbc News in un'intervista esclusiva, dopo i colloqui tra il presidente Usa Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping. "Le nostre politiche in merito non sono cambiate", ha affermato Rubio.
TEMPTATION ISLAND - VIGNETTA BY ROLLI - IL GIORNALONE - LA STAMPA
"Sono rimaste sostanzialmente invariate nel corso di diverse amministrazioni presidenziali e continuano a esserlo anche adesso", ha precisato. Xi ha avvertito Trump che le tensioni su Taiwan potrebbero compromettere le relazioni bilaterali, portando a "scontri e persino conflitti" se la questione non verrà gestita con attenzione, secondo quanto riportato da Pechino in merito ai colloqui tenuti oggi.
USA-CINA: RUBIO, 'PECHINO PREFERIREBBE INTEGRAZIONE PACIFICA TAIWAN'
(Adnkronos) - La Cina preferirebbe evitare un'azione militare contro Taiwan, pur continuando a rivendicare l'isola e senza escludere, in caso di necessità, l'uso della forza. Lo ha dichiarato a Nbc News il segretario di Stato americano Marco Rubio, al termine del primo giorno della sua visita a Pechino con Donald Trump, sottolineando come, a suo avviso, Pechino punti invece a una riunificazione pacifica.
MAPPA DELLA LINEA MEDANA NELLO STRETTO DI TAIWAN
"Penso che la preferenza della Cina sia probabilmente quella di vedere Taiwan unirsi a loro volontariamente, in modo spontaneo - ha affermato Rubio - In un mondo ideale, ciò che vorrebbero sarebbe un voto o un referendum a Taiwan che accetti l'integrazione". Il tema resta centrale nei rapporti tra Washington e Pechino, soprattutto dopo che il presidente cinese Xi Jinping avrebbe avvertito Trump che le tensioni su Taiwan potrebbero compromettere l'intera relazione bilaterale, fino a provocare "scontri e persino conflitti".
Rubio ha inoltre riconosciuto la crescente pressione militare cinese sull'isola, inserita in un più ampio processo di modernizzazione delle forze armate. "Questa crescita delle forze militari cinesi negli ultimi dieci anni non ha precedenti", ha dichiarato, aggiungendo che Pechino "sta investendo miliardi e miliardi di dollari" e che, pur restando "ancora indietro rispetto agli Stati Uniti" nella capacità di proiezione globale, l'esercito cinese è ormai il secondo più potente al mondo.
L'ISOLA CONTESA
Estratto dell’articolo di Lorenzo Lamperti per “La Stampa”
Due chilometri e mezzo. È la distanza che, nel punto più vicino, separa Kinmen da Xiamen. La prima è una piccola isola amministrata da Taiwan. La seconda è una metropoli della Cina. Non c'è nemmeno uno stretto a separarle, solo una striscia di mare. Se mai Stati Uniti e Cina cadranno nella "trappola di Tucidide", rischiano di farlo proprio qui, un tempo avamposto militare dei nazionalisti di Chiang Kai-shek e oggi quasi dimenticato "territorio di confine".
Dietro la «prima linea rossa» indicata da Xi Jinping a Donald Trump, c'è la Storia. C'è il "secolo delle umiliazioni" durante il quale la Cina fu ridotta a semi-colonia delle potenze straniere. Taiwan rappresenta, nella narrativa del Partito comunista, l'ultima ferita rimasta aperta.
Con il tempo, Taipei è diventata una spina nel fianco a causa del suo avvicinamento agli Stati Uniti e al Giappone. Per questo, il dossier viene vissuto a Pechino come un tema di identità nazionale e persino di dignità storica. Ma Taiwan è anche utile, vista la sua leadership mondiale nella fabbricazione e assemblaggio dei microchip di qualità più avanzata, cruciali nella competizione tecnologica globale.
MARCO RUBIO NELLA SALA DEL POPOLO A PECHINO
[…] Il governo di Taipei ha ringraziato Marco Rubio, che in serata ha affermato che Trump non cambierà la sua politica sull'isola. Ma la Casa Bianca ha evitato di citare Taiwan nel proprio resoconto ufficiale del summit. Pechino invece vi ha insistito in modo ossessivo.
[…] Per Washington, Taiwan è parte di una strategia indo-pacifica più ampia. Per Pechino, è la questione centrale (e ritenuta interna) attorno a cui ruota tutto il rapporto bilaterale. Taipei osserva ogni frase, omissione o sfumatura.
TAIWAN - PARATA DI NAVI DA GUERRA AMERICANE
«Meglio non essere menzionati piuttosto che vedere appoggiate le richieste di Xi» , si ripete nelle tv. Il problema è che Taiwan non è stata citata nemmeno nell'ultima strategia di difesa nazionale del Pentagono. […]
La paura del governo di Taiwan è che gli Stati Uniti, per stabilizzare i rapporti con Pechino, possano progressivamente ridurre il loro sostegno. Anche per questo, Taipei si mostra attiva nel rafforzare le proprie difese. Alla vigilia del summit, si è svolta un'esercitazione a fuoco vivo proprio a Kinmen in cui sono stati utilizzati per la prima volta missili anticarro Javelin acquistati dagli Stati uniti.
Al contempo, Taiwan punta a sviluppare le sue capacità di guerra asimmetrica, tanto da provare a diventare un hub strategico per la produzione di droni[…]
ESERCITAZIONI MILITARI CINESI INTORNO A TAIWAN
Ma dentro Taiwan esiste anche un'altra corrente di pensiero. Il Kuomintang, partito d'opposizione che ha la maggioranza in parlamento, vorrebbe un riavvicinamento a Pechino. La scorsa settimana, ha approvato un budget speciale di difesa, tagliando però di un terzo i fondi richiesti dal governo che la Cina considera "secessionista".
La leader del partito, Cheng Li-wun, è stata ricevuta da Xi appena un mese fa. «Taiwan non deve diventare una nuova Ucraina e non può scivolare verso una guerra», dice. «Incontrerò Xi anche cento volte se questo può aiutare a mantenere la pace» . […].



