anarchici roma parco degli acquedotti bomba sara ardizzone e alessandro mercogliano

GLI ANARCHICI MORTI A ROMA VOLEVANO METTERE UNA BOMBA ALLA SEDE DELLA POLIZIA? IL POLO ANTICRIMINE TUSCOLANO, CHE OSPITA ANCHE L'ANTITERRORISMO, DISTA POCHE CENTINAIA DI METRI DAL CASOLARE CROLLATO MENTRE SARA ARDIZZONE E ALESSANDRO MERCOGLIANO STAVANO ASSEMBLANDO UN ORDIGNO – LE ALTRE IPOTESI È CHE I DUE APPARTENENTI AL GRUPPO ANARCHICO PRO ALFREDO COSPITO VOLESSERO COLPIRE UNA CASERMA DEI CARABINIERI SEMPRE AL TUSCOLANO, OPPURE UNO SNODO FERROVIARIO O IL CPR DI PONTE GALERIA – LA TENSIONE È ALTA NELLA CAPITALE. SCRITTE CON MINACCE SONO APPARSE ALLA STAZIONE DELLA METRO MARCONI: “LA NOSTRA VENDETTA SARÀ TERRIBILE” – CINQUE ANARCHICI PERQUISITI NEL TENTATIVO DI INDIVIDUARE COLLEGAMENTI…

1. ANARCHICI MORTI A ROMA, LA PISTA DELLA BOMBA CONTRO LA SEDE DELLA POLIZIA

Estratto dell’articolo di Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”

 

esplosione di un casolare al Parco degli Acquedotti a roma - morti due anarchici

Il Polo anticrimine Tuscolano dista solo poche centinaia di metri dal Casale del Sellaretto. Dalle macerie del nascondiglio degli anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, morti giovedì sera nell’esplosione dell’ordigno che stavano confezionando, è ben visibile il complesso con le vetrate scure che ospita i più importanti uffici investigativi della polizia a livello nazionale, comprese le unità antiterrorismo.

 

Un obiettivo super vigilato, ma anche molto vicino al luogo scelto dagli attivisti al vertice del gruppo pro Alfredo Cospito per assemblare un ordigno ad alto potenziale: un mix di prodotti chimici, come il nitrato di ammonio, con un innesco infilato in una pentola a pressione.

 

Sara Ardizzone

Non si esclude che la coppia puntasse proprio a un’azione contro il Polo - raggiungibile a piedi, magari al buio percorrendo i campi del parco degli Acquedotti - anche se adesso sul tavolo ci sono anche altre ipotesi: una caserma dei carabinieri sempre al Tuscolano, oppure obiettivi di diverso tenore, a cominciare dal Cpr di Ponte Galeria.

 

Comunque un edificio-simbolo per gli anarchici, da colpire con una bomba artigianale, probabilmente alla vigilia del referendum sulla giustizia e in vista delle iniziative annunciate per il 10 e il 18 aprile prossimi nella Capitale a sostegno della campagna contro il rinnovo del carcere duro per Cospito, detenuto a Sassari. Dopo quattro anni, il suo 41 bis scadrà infatti il 4 maggio.

 

alessandro mercogliano

La questione è stata ieri al centro del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica al Viminale, presieduto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Come sempre c’erano anche gli esperti del Comitato di analisi strategica antiterrorismo.

 

Ma la tensione è alta e non si escludono nuove azioni. Solo nella tarda serata di venerdì scritte anarchiche con minacce sono state tracciate da sconosciuti alla stazione della metropolitana Marconi, sempre a Roma: «La nostra vendetta sarà terribile», firmato Acab, con il simbolo dell’Anarchia. Ma anche «Morte agli oppressori», «Carabinieri tutti appesi», «Odio lo stato».

 

[…] polizia e Digos romana ieri hanno effettuato cinque perquisizioni coordinate dalla Procura ad altrettanti esponenti dei movimenti anarchici, sembra anche in carcere, mentre altri due — che farebbero parte dello stesso gruppo di Ardizzone e Mercogliano, sospettato nel 2012 (la sua posizione poi fu archiviata) di aver rubato la moto usata nell’agguato al manager di Ansaldo Energia Roberto Adinolfi compiuto da Cospito e Nicola Gai — sono stati interrogati.

 

[…]

 

alfredo cospito

«È una guerra» «Nostri compagni fraterni, che siamo fieri di avere per compagni. Sara e Sandro sono morti in azione, sono morti combattendo. La guerra sociale non è una recita, uno stile di vita o una sottocultura. È anzitutto una guerra», è il comunicato pubblicato su alcune piattaforme della galassia anarchica da Carrara a Foligno, da Roma a Cagliari.

 

Non un ricordo delle vittime, ma un riconoscimento del fatto che «Sara e Sandro sono un esempio luminoso dell’inestricabile connubio tra pensiero e azione che ispira l’anarchismo, dei rivoluzionari fino all’ultimo istante della loro vita, e nella morte».  […]

 

L’OBIETTIVO DEGLI ANARCHICI ERA VICINO AL CASOLARE ESPLOSO

Estratto dell’articolo di Giuseppe Scarpa e Luca Monaco per “la Repubblica”

 

Sara Ardizzone

[…]  Il tipo di ordigno, realizzato con fertilizzante e quindi poco stabile, rafforza l'idea di un obiettivo vicino, senza lunghi spostamenti: in quell'area si concentrano uno snodo ferroviario, il polo Tuscolano della polizia e una caserma dei carabinieri. Proprio per la sua instabilità l'ordigno avrebbe dovuto essere utilizzato in tempi rapidi, tra le 24 e le 48 ore.

 

Da qui si muove l'inchiesta del pubblico ministero Mario Dovinola, che insieme alla Digos sta ricomponendo un puzzle complesso: si indaga per detenzione e fabbricazione di ordigni esplosivi con finalità di terrorismo e per attentato.

 

Ieri la polizia si è mossa d'iniziativa: cinque anarchici sono stati perquisiti nel tentativo di individuare collegamenti, contatti e possibili complicità. Ascoltate anche altre due persone, che ruotano nello stesso ambiente.

 

Gli accertamenti passano anche dalle case di Mercogliano e Ardizzone, che erano una coppia. Gli investigatori diretti da Giovanni De Stavola sono entrati nel loro appartamento nel quartiere Alessandrino e hanno sequestrato computer, telefoni e supporti digitali. […]

 

 

alessandro mercogliano

Poi ci sono gli elementi lasciati sul posto. Le bottiglie di diserbanti e fertilizzanti utilizzate per assemblare l'ordigno sono diventate una traccia. Dalle etichette si prova a risalire ai luoghi di acquisto, ai negozi, ai movimenti precedenti. Un lavoro lento, ma potenzialmente decisivo, dove si sono riforniti, quando, se qualcuno li ha visti.

 

Nel passato di Mercogliano compare anche un capitolo già noto agli investigatori. Il suo nome era emerso nell'indagine sull'attentato al manager di Ansaldo Energia Roberto Adinolfi, gambizzato a Genova nel 2012 da Alfredo Cospito e Nicola Gai.

 

In quell'occasione era stato sospettato di aver rubato e nascosto il motorino utilizzato per l'azione, la sua posizione era poi stata archiviata. Un elemento che contribuisce a delineare un profilo legato a doppio filo ai gruppi anarchici più violenti.

Sullo sfondo resta il movente.

 

esplosione di un casolare al Parco degli Acquedotti a roma - morti due anarchici

Non è ancora una certezza, ma è una chiave di lettura che orienta gli accertamenti degli investigatori: la mobilitazione contro il 41 bis e la figura di Cospito, diventata negli ultimi anni centrale per l'area anarchica più radicale. Un filo che riaffiora anche all'esterno.

 

[…]

 

Nelle stesse ore, su alcuni blog riconducibili all'area anarchica, è stato pubblicato un documento firmato da diversi circoli: «Sara e Sandro sono morti in azione, sono morti combattendo». E ancora: «La guerra sociale non è una recita, uno stile di vita o una sottocultura. È anzitutto una guerra». […]

anarchici manifestazioneesplosione di un casolare al Parco degli Acquedotti a roma - morti due anarchicisitin degli anarchici per alfredo cospito davanti alla Cassazioneesplosione di un casolare al Parco degli Acquedotti a roma - morti due anarchiciALFREDO COSPITOesplosione di un casolare al Parco degli Acquedotti a roma - morti due anarchiciesplosione di un casolare al Parco degli Acquedotti a roma - morti due anarchici Sara Ardizzone

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…