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“AI”? AHI AHI! – I BLACKOUT DI “AMAZON WEB SERVICES”, LA DIVISIONE CLOUD DELL’AZIENDA DI JEFF BEZOS, SONO STATI PROVOCATI DAGLI “AGENTI” DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE? – È QUELLO CHE SOSTIENE IL “FINANCIAL TIMES”, CHE HA INTERVISTATO ALCUNE PERSONE INFORMATE SUI FATTI: I PROGRAMMI AVREBBERO APPORTATO MODIFICHE AL SISTEMA DI “AWS” IN MANIERA AUTONOMA, CAUSANDO DEI BLOCCHI, CHE IN UN'OCCASIONE SONO DURATI OLTRE 13 ORE – LA SMENTITA DI AMAZON…

Estratto dell’articolo di Chiara Crescenzi per www.wired.it

 

aws

Gli agenti AI - i modelli linguistici di grandi dimensioni pensati per eseguire azioni di ogni genere in modo del tutto indipendente - sono davvero in grado di prendere decisioni su larga scala senza il supporto umano?

 

Questo il quesito sollevato da un recente rapporto del Financial Times, secondo cui Amazon Web Services (AWS), la divisione cloud che genera circa il 60% dei profitti operativi della compagnia, negli ultimi mesi avrebbe subito due interruzioni causate proprio dai suoi agenti AI.

 

Un'affermazione che Amazon respinge fortemente, addossando la responsabilità di quanto accaduto a un errore di chi ha utilizzato l'intelligenza artificiale. Eppure, stando al racconto di quattro persone informate dei fatti ascoltate dal FT, lo scorso dicembre un sistema di AWS ha subito un'interruzione di ben 13 ore, dopo che gli ingegneri hanno consentito al tool di coding agentico Kiro AI di apportare modifiche in maniera autonoma.

 

amazon intelligenza artificiale

E in un'occasione specifica l'agente AI ha deciso che la soluzione migliore fosse “eliminare e ricreare l'ambiente”, causando così un blocco prolungato del sistema, che pare aver interessato soprattutto la Cina. Un episodio tutt'altro che isolato, stando a quanto riferito dai dipendenti di Amazon, che hanno lamentato più di un'interruzione causata dai tool AI negli ultimi mesi.

 

[…]  Secondo le fonti vicine alla compagnia, infatti, non solo i tool AI hanno ricevuto un livello di autorizzazione pari a quello degli operatori umani ma, in entrambe le interruzioni, gli ingegneri hanno anche evitato di richiedere l'approvazione di una seconda persona prima di apportare le modifiche suggerite dall'intelligenza artificiale, infrangendo così il protocollo imposto dall'azienda.

AMAZON AWS

 

LA GIUSTIFICAZIONE DI AMAZON

In una nota dettagliata, pubblicata sul suo blog ufficiale, Amazon ha fatto chiarezza su quanto riportato dal Financial Times, smentendo quanto riportato dalla rivista. Secondo quanto dichiarato dalla compagnia, infatti, l'interruzione verificatasi a dicembre “è stata un evento estremamente limitato”, che ha interessato il solo servizio AWS Cost Explorer in una delle due regioni della Cina continentale, ma senza “alcun impatto su elaborazione, archiviazione, database, tecnologie di intelligenza artificiale o qualsiasi altro dei centinaia di servizi” gestiti dalla compagnia.

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[…] Infine, la compagnia si è dimostrata molto categorica nel chiarire che non c'è stata alcuna seconda interruzione oltre quella segnalata a dicembre, sostenendo che “l'affermazione del Financial Times secondo cui un secondo evento avrebbe avuto un impatto su AWS è del tutto falsa”.

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