A PALAZZO CHIGI SI INCROCIANO LE BRACCIA! – I DIPENDENTI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO VANNO VERSO LO SCIOPERO CONTRO IL TAGLIO DELLO SMART WORKING – I SINDACATI FANNO SAPERE CHE IL TENTATIVO DI “CONCILIAZIONE”, AVVIATO DOPO LE ASSEMBLEE PUBBLICHE CHE AVEVANO DECISO LO STATO DI AGITAZIONE, SI È RISOLTO IN UN “TOTALE FALLIMENTO, IMPUTABILE ESCLUSIVAMENTE ALLA INTRANSIGENTE CHIUSURA DELL’AMMINISTRAZIONE” – LA VICENDA SI TRASCINA DA MESI E IL PUNTO CENTRALE È LA DECISIONE DI RIDURRE A UN GIORNO ALLA SETTIMANA LA POSSIBILITÀ DI LAVORARE A DISTANZA…
Estratto dell’articolo di Gianni Trovati per “il Sole 24 Ore”
giorgia meloni con i dipendenti di palazzo chigi
A questo punto solo un colpo di scena, con un intervento politico in extremis, può evitare lo sciopero dei dipendenti di Palazzo Chigi, che contestano il taglio alle giornate di lavoro agile. Il confronto di ieri, con il tentativo di conciliazione avviato dopo le assemblee pubbliche che avevano deciso lo stato di agitazione [...], si è risolto in un «totale fallimento, imputabile esclusivamente alla intransigente chiusura dell’amministrazione», nella sintesi offerta dal comunicato delle principali sigle sindacali della presidenza.
A scriverlo sono state Snaprecom, Usb, Flp e Sipre, che raccolgono oltre il 76% della rappresentatività: in calce al documento manca, per ora, la firma della sola Cisl.
La vicenda si trascina da mesi, con una temperatura salita in particolare da dicembre alla prima assemblea pubblica dei dipendenti.
A scaldare gli animi è la decisione di ridurre a un giorno alla settimana la possibilità di lavorare a distanza, con una mossa che secondo i sindacati dimezza per molti dipendenti la quota di smart working e cancella le priorità riservate a categorie come i genitori di figli fino a 14 anni, i disabili, i caregiver e così via. [...]
PALAZZO CHIGI
GIORGIA MELONI CON I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI
