totti gassman marchisio

SE IL VIP STA COL RIFUGIATO, IL CITTADINO S'INCAZZA – MARCHISIO, TOTTI, GASSMAN, IL CAST DI “UN POSTO AL SOLE”, NESSUNO SFUGGE ALLA FIERA DELLA VANITÀ DEL POLITICALLY CORRECT – MA I SELFIE CON L’HASHTAG D’ORDINANZA PRO RIFUGIATI SCATENANO L’IRA DEI COMMENTATORI: “VOI RADICAL CHIC FATE RIDERE”. “NON SE NE PUÒ PIÙ. LASCIATE CHE SIA SALVINI A…”

Giovanni Sallusti per "Libero Quotidiano"

 

totti

Gli eccessi di fervore della religione buonista, come di ogni culto, possono giocare brutti scherzi all' adepto in preda a momentaneo entusiasmo. È accaduto in questi giorni ad alcune icone del mondo pallonaro, vedi Claudio Marchisio e Francesco Totti, e di quello dello spettacolo, vedi Alessandro Gassman e il cast della sempiterna serie tivù "Un posto al Sole", a proposito della Giornata Mondiale del Rifugiato.

 

Anzi, la #giornatamondialedelrifugiato, come da tormentone Twitter che si è preso le tendenze con l' automatismo ferreo dell' ovvio. Dichiararsi solidale con la figura del rifugiato in sé, dell' autentico uomo in fuga dall' autentica guerra (stando ai numeri attuali, l' 8% di coloro che sbarcano sulle nostre coste), è come dichiararsi per la pace e contro la fame nel mondo. Una tautologia che delinea il confine dell' umanamente accettabile, l' ideale per rompere il ghiaccio a un ricevimento e poco più.

 

marchisio

Diverso, molto diverso, prestare il proprio volto famoso alla canea social che si scatena in giornate come queste, pompata da tutte le cattedrali del politicamente corretto, da quella letterale di Papa Francesco a quella laica delle Boldrini e dei Toscani (nel senso di Oliviero). Anche il calciatore e l' attore sono storicizzati, piaccia o meno, se mettono la propria lussuosa griffe sul diversivo mediatico che la buona società si concede una volta all' anno a favore del dogma accogliente a prescindere (perché questo sono tali ricorrenze comandate), può capitare che l' uscita si rivolti contro.

 

MORALISTI MILIONARI

E allora non è andata benissimo allo juventino Marchisio, che si è immortalato con canottiera chic, cartello ufficiale dell' Unhcr (l' Alto Commissariato Onu per i Rifugiati) e hastag d' ordinanza #WithRefugees, e ha pubblicato lo scatto sulle sue pagine social. A corredo, l' ispirata riflessione: «Io credo sia il momento di chiedere ai leader mondiali delle soluzioni concrete e di stare dalla parte dei più deboli. E tu da che parte stai?».

 

gassmann

Nelle intenzioni era probabilmente una domanda retorica, e invece molti utenti hanno spiattellato il proprio dissenso. Si va dall' annoiato «Ma pure tu? Basta propaganda, avete rotto, visto che sei milionario e stai dalla parte dei rifugiati, dalli a loro i soldi, tu a differenza di molti italiani che fanno la fame li hai» al secco «è facile parlare e fare i moralisti quando si è milionari» fino al drastico «Sono juventino, ma tu da oggi per me non esisti più».

 

Perfino un nume tutelare come Totti cade nella trappola buonista, diffonde la propria foto col #WithRefugees di cui sopra, e innesca una mezza rivolta. «Ha più tempo di Balotelli e Marchisio per fare il leader della sinistra», il commento più dadaista. «Quanti rifugiati ospiti nella tua lussuosa villa?», il più classico. «Totti dice: io sto con i rifugiati. Ma quando noi ci diamo fuoco davanti a Equitalia, lui dov' è?», il più duro.

 

Ovviamente, nemmeno prezzemolini del progressismo cinematografaro nostrano come Alessandro Gassmann si sono lasciati sfuggire l' occasione per tentare l' incasso di like e retweet. Solita immagine, solito cartello, solito hastag.

 

matteo salvini con i migranti

E solita stizza dell' internauta medio, che evidentemente ha ormai abbassato la propria soglia di sopportazione in tema ipocrisia dell' élite (o presunta tale). «Mo pure questo se mette», è lo sfogo popolar-romanesco. Segue invece la critica analitica e oggettiva: «Ok, coi rifugiati veri però! Ci prendiamo il nostro 8% e i clandestini tutti a casa».

E arrivano anche i nostalgici di Tom Wolfe: «Voi radical chic fate ridere, così vendi meglio i tuoi film e le tue fiction?!». A proposito di fiction, sono piovute contestazioni anche sulla pagina Facebook di "Un posto al Sole", per la puntata del 19 giugno, in cui due giornalisti radiofonici danno vita a una tirata immigrazionista chiusa dall' appello «Ricordatevi, aiutare chi è più in difficoltà di voi può solo fare di voi una persona migliore».

 

LASCIATE LAVORARE SALVINI

MATTEO SALVINI

Una genericità tanto corretta quanto vuota, che non dice nulla sull' emergenza odierna e sulla solitudine in cui è stata lasciata l' Italia. Ed ecco che nel giro di pochi minuti la pagina della soap viene invasa da sfoghi come «Spero che vogliate smetterla con questa propaganda cara alla sinistra», «Certi messaggi subliminali politici di parte ve li potreste anche risparmiare», «Non se ne può più ok? Lasciate che sia Salvini ad occuparsi di tutto».

 

salvini rosario

Insomma, per chi ha provato a specchiarsi nella fiera della vanità politically correct, per chi ha voluto rendere edotto il mondo dal proprio divano del proprio profondo sentimento per le pene degli immigrati, non è stato esattamente un successone. La prossima volta, si consiglia astenersi.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…