INIZIA LA CACCIA AL PENSIONATO EMIGRATO! DAL 20 MARZO L’INPS AVVIERÀ LA PRIMA FASE DI ACCERTAMENTO PER GLI ANZIANI CHE RISIEDONO FUORI DALL'ITALIA - IN BALLO C’È UN TESORETTO DI 1,75 MILIARDI DI EURO: LA MAGGIOR PARTE DELLE PENSIONI SONO IN EUROPA (62%) SEGUITE DA AMERICA SETTENTRIONALE (20%), OCEANIA (9%), AMERICA MERIDIONALE (6%), E INFINE AFRICA, ASIA E AMERICA CENTRALE CON PERCENTUALI ATTONO ALL'1% - FRATELLI D’ITALIA PENSA A UNA PROPOSTA PER CHI RIENTRA, MA IL PENSIONATO DOVRÀ RIENTRARE IN ITALIA DA UN PAESE EXTRA-UE IN CUI RISIEDE DA ALMENO 5 ANNI E STABILIRSI IN UN COMUNE CON NON PIÙ DI 3 MILA ABITANTI...
Estratto dell’articolo di Paolo Baroni per “la Stampa”
PENSIONATI ITALIANI ALL ESTERO
Novità in vista per i pensionati che vivono all'estero. Dal 20 marzo parte infatti la prima fase di accertamento dell'esistenza in vita per i tanti italiani, circa 340mila sparsi in 160 Paesi, che risiedono fuori dai confini nazionali. In parallelo in Senato avanza un disegno di legge promosso da Fratelli d'Italia che punta a favorire il rientro di quanti, soprattutto in anni più recenti, si sono spostati all'estero per risparmiare sulle tasse ed approfittare di costo della vita più basso del nostro.
In ballo c'è una partita che nel complesso vale all'incirca 1,75 miliardi di euro. La maggior parte di questi pagamenti sono localizzati in Europa, dove viene erogato quasi il 62% delle pensioni, seguita dall'America settentrionale con circa il 20%, Oceania col 9%, America meridionale col 6%e infine Africa, Asia e America centrale con percentuali attono all'1%.
A partire dalla prossima settimana il fornitore del servizio di pagamento delle pensioni al di fuori del territorio nazionale, ovvero Citibank N.A, curerà la spedizione delle richieste di attestazione dell'esistenza in vita nei confronti dei pensionati residenti in America, Asia, Estremo Oriente, Paesi scandinavi, Stati dell'Est Europa e paesi limitrofi. «Per ridurre il rischio di pagamenti di prestazioni dopo la morte del beneficiario [...]»
Gli attestati andranno restituiti a Citibank entro il 18 luglio 2026. Se entro questa data l'attestazione non viene però prodotta il pagamento della rata del prossimo agosto, se possibile, avverrà in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza. In caso di mancata riscossione personale o nel caso non venga prodotta l'attestazione di esistenza in vita al più tardi entro il 19 agosto, il pagamento delle pensioni sarà sospeso a partire dalla rata di settembre.
[...] Ma è possibile far rientrare in Italia almeno una quota dei tanti pensionati che negli ultimi anni hanno trasferito all'estero la loro residenza fiscale andando alla ricerca di nazioni che assicuravano loro un regime fiscale di favore ed un costo della vita più basso del nostro? È una sorta di operazione reshoring quella che sta prendendo corpo in Senato su iniziativa di Domenico Matera di Fratelli d'Italia [...]
l'idea è quella di offrire anche da noi un regime fiscale di favore sottoforma di un'Irpef sostitutiva al 4% su tutti i redditi non già tassati in Italia, pensione compresa ovviamente, applicabile per 15 anni successivi al ripristino sul suolo nazionale della loro residenza fiscale.
PENSIONATI ITALIANI ALL ESTERO
Per accedere a questo beneficio, però, il pensionato dovrà rientrare in Italia da un paese extra-Ue in cui risiede da almeno 5 anni e stabilirsi in un piccolo comune italiano con non più di 3 mila abitanti. L'obbiettivo della proposta è infatti duplice: da un lato recuperare base fiscale tassata altrove o addirittura non tassata del tutto e orientare i rientri verso le aree interne più colpite dallo spopolamento.
Tra il 2018 ed il 2025 i pensionati che percepiscono un assegno negli Stati Uniti sono calati del 40%, -50% Canada e Australia, di contro la Tunisia ha fatto segnare un +255% toccando quota 2.123 soggetti, +144% il Portogallo (che però nel 2024 ha abolito le agevolazioni fiscali per gli stranieri residenti), +75% la Spagna a quota 5.624, e +63% (e 1.100 pensionati residenti) la Romania. [...]
PENSIONATI ITALIANI ALL ESTERO
In dettaglio: 22.530 risiedono in Europa (+38,4% rispetto al 2018), 4.777 in Nord America (-42,8%), 2.075 in Oceania (-51,6%), 2.970 in Sud America (+73,9%), 1.874 in Centro America (-24,1%), 586 in Africa (+16,75) e 624 in Asia (+33,6%).
«Negli ultimi 8 anni vi è stato un notevole rimescolamento delle destinazioni preferite, dovuto principalmente al mutamento delle convenienze economiche, probabilmente imputabili alle fluttuazioni dei tassi di cambio e del conseguente costo della vita nei diversi Paesi ospitanti, o all'adozione, da parte di alcuni di essi, di politiche fiscali particolarmente favorevoli (nei confronti dei pensionati o, più in generale, di chiunque decida di trasferirsi)» è scritto nella memoria presentata dall'Inps che ha dato via libera al progetto «dal momento che non produrrebbe effetti negativi».



