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FAMO ER POKERINO! IN ITALIA E’ BOOM DI GIOCATORI E CAMPIONI MILIONARI (JEFFREY LISANDRO IN CARRIERA HA VINTO PIÙ DI 5,4 MILIONI DI DOLLARI) – LE TELEFONATE DI AGNELLI A MALAGO' (CHE HA VINTO FORTUNE), IL PERDENTE MORANDI. E POI CLOONEY, TOTTI E ROBIN WILLIAMS AL TAVOLO VERDE – QUELLA PARTITA TRA NUTI, BENIGNI, MONNI E TROISI…- VIDEO

 

 

 

 

Martina Marinelli per la Verità

 

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L' Italia è sempre più un paese per pokeristi. Oggi si contano più di 1 milione di persone che giocano regolarmente. Solo online il poker ha un giro di affari di 138 milioni di euro, il 13% del mercato complessivo.

 

Ma anche nei tornei l' Italia vince: due settimane fa si è confermata per il secondo anno consecutivo campione del mondo di poker amatoriale.

 

Luca Cannella, Catello De Martino, Gabriel Iemmito e Dorina Ciocan hanno vinto la World amateur team championship di Manchester (Gran Bretagna) davanti a Belgio e Galles. A fine marzo, Andrea Benelli ha vinto il torneo Wsop circuit di Campione d' Italia aggiudicandosi, oltre ai 73.000 euro, anche un posto al Global casino championship da 1 milione di dollari.

 

Ma è la Word series of poker il torneo più importante: si gioca a Las Vegas, tra giugno e luglio, in palio per ogni torneo, oltre al piatto, anche il braccialetto d' oro Wsop.

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Phil Hellmuth è il pokerista che ha collezionato più braccialetti (14), mentre l' italiano Max Pescatori, invece, è il primo giocatore europeo ad averne vinti 4.

 

Secondo la All time money list, classifica aggiornata mese per mese (i dati sono riferiti alle vittorie nei più importanti tornei di poker live del mondo), ad aprile il giocatore italiano che ha vinto più soldi in assoluto è Mustapha Kanit, alessandrino di origini marocchine, classe 1991, in tutta la sua carriera si è portato a casa 9.022.848 dollari, piazzandosi 55° nella classifica mondiale capitanata dal canadese Daniel Negreanu, che ha incassato finora 32 milioni di dollari.

 

INCASSI Gli italiani che hanno superato il milione di dollari in vincite: Jeffrey Lisandro (5,4 milioni di dollari); Max Pescatori (3,5); Filippo Candio (3,4); Dario Sammartino (3); Salvatore Bonavena (2,8); Luca Pagano (2); Alessio Isaia (1,9); Dario Minieri (1,8); Antonio Buonanno (1,7); Sergio Castelluccio (1,7); Dario Alioto (1,5); Andrea Dato (1,3); Fabrizio Baldassari (1,2); Claudio Rinaldi (1,2); Andrea Benelli (1).

 

ISCRIZIONI Alle World series of poker possono partecipare tutti. Le quote di iscrizione variano dai 500 dollari per il torneo di Texas hold' em dei dipendenti dei casinò ai 5.000 per eventi come il torneo di 7 card stud (coperto a 7 carte) o di Omaha highlow split 8/B, sino ai 10.000 dollari per gli eventi maggiori, che prevedono cioè l' assegnazione di un titolo mondiale.

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BENNY Per il poker l' anno fondamentale fu il 1970, quando a Las Vegas, l' unico luogo dove si poteva giocare legalmente, tale Benny Binion, malavitoso texano implicato in vari omicidi, decise di inventarsi un campionato mondiale nel suo casinò. Dopo qualche mano i giocatori dovevano eleggere il «campione del mondo». Ognuno ebbe un solo voto, perché tutti scelsero sé stessi. Poi, grazie a un giornalista, si ebbero regole più precise nelle successive edizioni: nacquero le le World series of poker.

 

ORIGINI Secondo alcuni l' antenato del poker era il persiano as nas, insegnato ai coloni francesi di New Orleans da marinai venuti dalla Persia o, secondo un' altra versione, appreso da francesi trapiantati in Usa che si erano recati come militari nella zona della Persia. La parola poker viene dal francese poque, bussare.

 

BLUFF In inglese to poke significa spingere, attizzare. La parola poker potrebbe quindi indicare che il gioco induce a puntare bluffando.

 

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NEW ORLEANSPrima testimonianza del poker nelle memorie scritte dall' attore inglese Joe Cowell, che visse a lungo negli Usa: il gioco era praticato a New Orleans nel 1829, con un mazzo di 20 carte tra 4 giocatori al massimo.

 

VARIANTI Le prime varianti del gioco - il draw poker, lo stud poker e il community card poker - nascono durante la guerra civile americana come passatempo per i militari. Il card stud arriva ai primi del Novecento, mentre il poker Texas hold' em e l' Omaha a metà degli anni Cinquanta. Lo scopo è sempre quello di ottenere la combinazione migliore e/o di indurre gli avversari a lasciare il tavolo per vincere il piatto.

 

SCALA Nel poker tradizionale, vincono in ordine: scala reale, scala colore, poker, full, colore, scala, tris, doppia coppia, coppia, se in mano non si ha nulla vince la carta più alta.

 

MORTO La «mano del morto» a poker: due assi e due otto.

Chiamata così perché la stringeva tra le dita il pistolero e pokerista Wild Bill Hickok quando fu ammazzato in un saloon.

 

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TEXANO La variante più diffusa al mondo è il poker texano o Texas hold' em: 52 carte, 2 coperte e 5 community cards (carte scoperte al centro del tavolo). A differenza del poker tradizionale, il full vince sul colore e i semi hanno tutti lo stesso valore. Si gioca in fasi distinte pre-flop, flop, burn, turn, river.

 

A ogni fase corrispondono puntate in denaro o fiches. Il poker Omaha nasce negli anni Settanta a Detroit ed è un diretto discendente del poker Texas hold' em. Anche le regole sono simili, ma le hole card (carte personali) sono quattro e non due, e il giocatore deve obbligatoriamente usare due delle proprie carte personali per ottenere un punteggio, quindi può usare al massimo solo tre carte comuni.

 

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BARO Phil Ivey, 38 anni, pokerista professionista afroamericano nove volte campione del mondo di texas hold' em, soprannominato il «Tiger Woods delle carte». Nel 2014 si è scoperto che barava, avendo imparato a riconoscere le carte guardandone attentamente il dorso. Lapidario il commento di Amarillo Slim, campione del mondo di poker nel 1972: «La differenza fra un giocatore che bara e uno che non bara è che il baro viene scoperto».

 

ONLINE La prima partita a soldi svolta online è stata giocata nel 1998; in Italia invece il primo torneo legale sul web è arrivato sul sito di Gioco Digitale il 2 settembre 2008.

 

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PERDENTE Gianni Morandi nel 1975 perse al poker 90.000 dollari durante una tournée musicale in America che gliene avrebbe fruttati solo 25.000.

Parte del debito lo estinse impegnandosi per iscritto a cantare gratis in Sicilia, nel paese del giocatore che gli aveva spillato gran parte dei soldi, un certo signor Bruno.

 

CRETINI «Il poker non è cosa per cretini, è un gioco intellettuale, ci vuole logica, matematica, colpo d' occhio, mente elastica.

 

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E poi socialmente è interessante, azzera ogni differenza, al tavolo siamo tutti uguali» (Filippo Candio, il primo giocatore nella storia del poker italiano a essersi qualificato per il tavolo finale del Main Event delle Wsop).

 

SEMPLICIOTTI «Pappe molli e teste calde, geni e sempliciotti. Quando vincono a poker urlano di gioia allo stesso modo» (Marlene Dietrich).

 

GEMME Il set di poker più caro, realizzato da Geoffrey Parker, costa 7,3 milioni di dollari. La custodia è in pelle di alligatore, il lucchetto in oro bianco a 18 carati. All' interno, 384 gettoni (chips) impreziositi da varie pietre importanti, tra rubini, diamanti, zaffiri e smeraldi un bouquet di 22.364 gemme, tutte rigorosamente montate su una base d' oro. I 4 mazzi di carte sono profilati in platino.

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RICCIO Gianni Agnelli telefonava sempre a Giovanni Malagò, che a poker ha vinto fortune, per farsi raccontare come erano andate le partite di suo cognato Carlo Caracciolo e dell' amico Jas Gawronski. In particolare si divertiva molto quando quest' ultimo perdeva e si chiudeva a riccio.

VIP Cristiano Blanco, soprannominato «The italian stallion», campione di poker. Giocava interminabili partite online con George Clooney, Ben Affleck e Matt Damon. Ha raccontato: «Clooney è un giocatore regolare, non si espone». Gli altri due sono «discreti, buoni dilettanti. Ma si distraggono spesso». Tra i più forti con cui ha giocato c' è Francesco Totti: «Anche Robin Williams se la cavava».

CORE La partita a poker tra Francesco Nuti, Roberto Benigni, Carlo Monni e Massimo Troisi. Nel silenzio, solo un ticchettio simile a una sveglia.

Nuti sbottò: «Ma che è 'sto rumore?». Troisi: «È 'o core France', è 'o core mio». Era il suo pacemaker.

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