ospedale covid

“IN ASSENZA DI MISURE DI MITIGAZIONE SIGNIFICATIVE, E' PROBABILE UN RAPIDO AUMENTO DELLE OSPEDALIZZAZIONI” – L’ALLARME DEL CTS: IL TASSO DI OCCUPAZIONE DELLE TERAPIE INTENSIVE È AL 15,1 PER CENTO, CON UN INCREMENTO DEL 26 PER CENTO IN UNA SETTIMANA ED ENTRO FINE MESE GLI OSPEDALI SARANNO AL COLLASSO - L'ASSOCIAZIONE ANESTESISTI RIANIMATORI OSPEDALIERI: “QUANDO DICIAMO CHE PER I PAZIENTI COVID LE TERAPIE INTENSIVE SONO AL 15 PER CENTO, NON SIGNIFICA CHE L'85 PER CENTO DEI LETTI DI RIANIMAZIONE SIA LIBERO, PERCHÉ…”

COVID OSPEDALI

Mauro Evangelisti per “il Messaggero”

 

A fine mese gli ospedali saranno al collasso. Ieri, nella riunione del Comitato tecnico scientifico, che esaminava il report settimanale, anche il presidente dell'Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, lo ha detto senza troppi giri di parole: il trend dei ricoveri ha una crescita molto rapida, i sistemi sanitari potrebbero trovarsi in seria difficoltà a breve. 

ospedali covid 2

 

Non solo: c'è un passaggio del report stilato dagli esperti del Ministero della Salute e della Cabina di regia che sembra un atto di accusa al governo che non ha preso provvedimenti. Si legge: «è urgente invertire la tendenza per evitare sovraccarichi dei sistemi sanitari», «in assenza di misure di mitigazione significative, un ulteriore rapido aumento del numero di casi e ospedalizzazioni nelle prossime settimane è altamente probabile». 

ospedali covid 3

 

Quel passaggio «in assenza di misure di mitigazione significative» sembra davvero segnare la frattura che c'è tra le decisioni del presidente Draghi e i timori degli esperti del Ministero della Salute. 

 

TENDENZA

Alcuni numeri: il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 15,1 per cento, i posti letto con pazienti Covid, secondo il report, sono 1.392 (ma il dato è fotografato al 4 gennaio, oggi siamo già a 1.499) con un incremento del 26 per cento in una settimana; negli altri reparti l'occupazione dei posti letto è già al 20,3 per cento con un incremento, sempre in una settimana, del 33. 

 

ospedali covid 4

Con questi ritmi di crescita si arriverà nel giro di due settimane a numeri da zona arancione per tutta Italia e da zona rossa già a inizio febbraio. Silvio Brusaferro (presidente dell'Istituto superiore di sanità): è probabile «che in 4 settimane si raggiunga una saturazione pari al 30-40 per cento delle aree mediche». In particolare il rischio più alto di saturazione, secondo Iss, nel giro di 30 giorni è in Umbria, Marche, Campania e Valle d'Aosta. 

ospedali covid 5

 

Spiega il dottor Alessandro Vergallo, presidente dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri (Aaroi-Emac): «A fine gennaio saremo nel livello massimo di difficoltà e l'emergenza proseguirà per lo meno fino a metà febbraio. Quando diciamo che per i pazienti Covid le terapie intensive sono al 15 per cento, non significa che l'85 per cento dei letti di rianimazione sia libero, perché ci sono anche altre patologie. Inoltre, negli ospedali ci sono almeno 700-800 contagiati da Covid, in attesa di ricovero anche per 72 ore nei settori di osservazione breve dei pronto soccorso. Molti sono quanto meno da sub intensiva, hanno il casco per l'ossigeno. Ma nei conteggi non li vediamo, sono fantasmi». 

ospedali covid 6

 

DELTA E OMICRON 

Il professor Walter Ricciardi, consulente del Ministero della Salute, dice: la Delta non si è fermata, ma corre parallela anche la Omicron che, anche se provoca meno ospedalizzazioni, visto che ha una velocità di contagio assai più alta origina molti ricoveri. Solo un esempio: in Sicilia tutti gli ospedali sono in crisi e davanti al Cervello di Palermo è stata allestita una tensostruttura. In Rianimazione su 16 posti, 14 sono pazienti Covid (di cui 13 non vaccinati). 

ospedali covid 9

 

Ma segnalazioni di questo tipo arrivano ovunque, dalla Campania al Lazio. «Un prezzo molto alto - osserva Vergallo - lo pagheranno anche i pazienti di altre patologie: si stanno bloccando gli interventi e le prestazioni per la prevenzione». Ci troveremo presto con un'altra emergenza: mancheranno medici e infermieri, anche tra di loro stanno aumentando i positivi. 

ospedali covid 10

 

Antonio De Palma, del sindacato infermieri Nursing: «I dati adesso fanno paura: siamo passati da 13.720 operatori sanitari contagiati ogni 30 giorni il 4 gennaio scorso, allo spropositato numero di 20.179 dopo soli 3 giorni. Praticamente 6.459 operatori sanitari in più sono stati infettati in sole 72 ore, e quindi ben 5.296 infermieri. E in un gran numero di ospedali italiani, gli infermieri positivi ad un tampone rapido, continuano a lavorare per almeno 48 ore, fino all'esito del molecolare».

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…