MISTERO A TORINO! NELLA VILLA LAVAZZA È STATO TROVATO MORTO IL GIARDINIERE - FILIPPINO, CINQUANT’ANNI, SI CHIAMAVA RONALD ADARLO E LAVORAVA PER MARCO LAVAZZA, CLASSE 1977, VICEPRESIDENTE DELL’OMONIMO E CELEBRE GRUPPO DEL CAFFÈ ESPRESSO. FACEVA IL GIARDINIERE E IL CUSTODE. ED È LAVORANDO CHE, MOLTO PROBABILMENTE, HA PERSO LA VITA. UN INFORTUNIO MORTALE. LA NOTA DELLA FAMIGLIA: “PROFONDO DOLORE E SGOMENTO PER LA TRAGICA FATALITÀ” – PARE ESCLUSA LA PISTA DELL’OMICIDIO…
Alberto Giulini per torino.corriere.it - Estratti
Sono da poco passate le cinque e mezza del pomeriggio di sabato 7 marzo quando scatta l’allarme in una villa della precollina torinese. A terra c’è un corpo esanime, la chiamata al 112 è immediata. Succede in via Giuseppe Alby, zona «bene» di Torino: ville e residenze nel verde, con la vista su tutta la città e sulle Alpi. Questa è la villa di Marco Lavazza, classe 1977, vicepresidente dell’omonimo e celebre gruppo del caffè espresso e dell’Unione Industriali di Torino, che l’ha acquistata dalla famiglia Recchi.
Quando arriva l’ambulanza del 118 di Azienda Zero, però, per l’uomo ormai non c’è più niente da fare. Nel giro di pochi minuti arrivano in collina i carabinieri e scattano le indagini per fare chiarezza sulla sua morte: era un filippino e aveva cinquant’anni, si chiamava Ronald Adarlo.
Sono i Lavazza stessi a rendere noto il suo nome, in una nota inviata nella tarda serata: «Marco Lavazza e la sua famiglia esprimono il loro profondo dolore e sgomento per la tragica fatalità che ha cagionato la scomparsa del Signor Ronald Adarlo, una persona a noi molto cara e parte della famiglia da tanti anni. La famiglia assicura piena collaborazione per chiarire le circostanze di quanto avvenuto. Siamo vicini a tutti i suoi familiari in questo momento di grande sofferenza».
La vittima lavorava per i Lavazza da tempo. Faceva il giardiniere e il custode. Ed è lavorando che, molto probabilmente, ha perso la vita. Un infortunio mortale. Quella «tragica fatalità» dai contorni ancora poco chiari di cui scrivono i Lavazza nella nota. Quella dell’incidente sul lavoro è infatti una delle due piste seguite da subito dagli investigatori dell’Arma. Che hanno invece escluso l’ipotesi dell’omicidio: al momento non viene presa neppure in considerazione.
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