AL "MONALDI" DI NAPOLI SI È SCOPERCHIATO IL VASO DI PANDORA - UN'ALTRA MAMMA ACCUSA L'OSPEDALE DOVE E' MORTO IL PICCOLO DOMENICO, A CUI È STATO IMPIANTATO UN CUORE DANNEGGIATO - LA VICENDA DELLA DONNA RISALE AL 2021, QUANDO SUA FIGLIA VENNE SOTTOPOSTA A UN TRAPIANTO DI CUORE. DUE ANNI DOPO LA PICCOLA MORÌ - LA FAMIGLIA ALL'EPOCA NON DENUNCIÒ, ADESSO VUOLE LEGGERE LA DOCUMENTAZIONE E VALUTARE SE FARE CAUSA ALL'OSPEDALE - 186 GENITORI DI BIMBI CARDIOPATICI DIFENDONO GUIDO OPPIDO, MEDICO CHE HA OPERATO DOMENICO: "DEVE FINIRE LA GOGNA MEDIATICA"
Estratto dell'articolo di Dario Del Porto per "la Repubblica"
Racconta mamma Patrizia che, tra tante lettere, due l'hanno colpita più delle altre: «Erano di persone che dicono di lavorare all'ospedale Monaldi. Hanno scritto parole bellissime. Come se volessero chiedermi scusa, anche se non sono stati loro a sbagliare con Domenico». È l'ora più buia, per lo storico presidio napoletano di eccellenza finito nell'occhio del ciclone per il dramma del bambino di due anni morto a seguito del trapianto di un cuore danneggiato.
C'è un'inchiesta della Procura, sono in corso le ispezioni di ministero e Regione. E un'altra madre si rivolge all'avvocato Francesco Petruzzi, legale della mamma di Domenico, e al deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli: nell'agosto del 2021, nello stesso reparto, la figlia di un anno fu sottoposta a trapianto di cuore.
BOX IN CUI E' STATO TRASPORTATO IL CUORE INNESTATO AL PICCOLO DOMENICO
Anche allora, come emerge da un video, l'organo fu trasportato in un contenitore non tecnicamente evoluto, analogo a quello usato nel caso di Domenico. La bambina morirà nel marzo 2023. La famiglia all'epoca non denunciò, adesso vuole leggere la documentazione per valutare eventuali iniziative.
Così, tra dimissioni rassegnate sei giorni dopo l'intervento su Domenico — quelle del cardiologo Giuseppe Limongelli, che aveva seguito il bimbo sin dai primi ricoveri ed era stato poi tenuto all'oscuro del trapianto — oppure ritirate nel giro di poche ore, come nel caso del direttore amministrativo Alberto Pagliafora, che dopo aver annunciato il passo indietro per «seri problemi familiari» ha deciso di garantire «continuità», l'Azienda dei Colli da cui dipende il Monaldi prova a correre ai ripari.
Per assicurare l'assistenza ai piccoli pazienti ed evitare fughe verso altri ospedali, la manager Anna Iervolino ha siglato una convenzione con il Bambino Gesù di Roma. La cardiochirurgia pediatrica si riorganizza con il distacco a Napoli di un'equipe specializzata del centro di riferimento capitolino che affiancherà i medici del Monaldi.
DOMENICO - IL BAMBINO DI DUE ANNI A CUI E' STATO TRAPIANTATO UN CUORE BRUCIATO
[...] In una lettera indirizzata ai vertici aziendali il 27 gennaio da undici componenti del team infermieristico si descriveva la sala operatoria come «un ambiente di lavoro percepito come fortemente tossico, intimidatorio e lesivo della dignità professionale» a causa dei «comportamenti sistematici e quotidiani» attribuiti al primario. Siamo a un mese dal trapianto su Domenico, l'audit interno è già partito, la famiglia ha sporto denuncia da pochi giorni ma il caso non è ancora esploso pubblicamente.
Il primo firmatario di questa missiva, il coordinatore della sala operatoria, Francesco Farinaceo, aveva scritto già sette giorni prima alla dirigenza per segnalare un contesto descritto come «insostenibile, divenuto pericoloso». Le lettere sono al vaglio della Procura. Il pm Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, che indagano sulla morte del bambino, hanno già sentito come testimone Farinaceo, che il 23 dicembre era in sala operatoria e fu tra i primi ad accorgersi che il cuore proveniente da Bolzano era congelato. Il verbale è secretato.
COME SI TRASPORTA UN CUORE PER UN TRAPIANTO
Attacca il primario anche l'europarlamentare di FI Fulvio Martusciello, che chiama in causa il trasferimento dall'ospedale Santobono al Monaldi della moglie di Oppido. Ma dalla parte dell'esperto cardiochirurgo calabrese, che ribadisce di aver fatto al meglio il suo dovere, si schierano 186 genitori di bimbi cardiopatici: «Chiediamo con forza che finisca immediatamente la gogna mediatica contro il professore Guido Oppido», scrivono, invocando «rispetto, responsabilità e che la verità venga accertata nelle sedi giuste, senza distruggere nel frattempo la speranza di chi sta aspettando una cura. Oggi assistiamo a un processo mediatico feroce, spietato, che rischia di travolgere tutto: una persona, una struttura, un reparto, un'intera rete da cui dipende la vita dei nostri figli».


