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OGNI “BOT”, UNA TACCA – I PROGRAMMI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE CONSUMANO UNA QUANTITÀ ENORME DI ENERGIA. E ANCHE TRUMP SE N’È ACCORTO – IL TYCOON INCONTRERÀ I COLOSSI DI BIG TECH PER CONVINCERLI A FIRMARE UN ACCORDO CON CUI SI IMPEGNANO PRODURRE LA LORO ENERGIA PER PROVVEDERE AL FABBISOGNO ELETTRICO DEI LORO DATA CENTER – LA “FAME” DELL’IA STA PESANDO SULLE TASCHE DEGLI AMERICANI: SI CALCOLA CHE ABBIA PROVOCATO UN AUMENTO DEL 6,7% DELLE BOLLETTE NELL’ULTIMO ANNO…

Estratto dell’articolo di Fabrizio Goria, Sara Tiritto per www.lastampa.it

 

data center e energia per sostenere l intelligenza artificiale

Il bilancio di Nvidia ha stupito i mercati. I conti sono da record, ma il titolo frena. […] Nell’ultima settimana ha ceduto quasi il 4% a Wall Street. Secondo il fondo Bridgewater è un monito sulle dimensioni degli investimenti tecnologici osservati finora. Le Big Tech americane hanno messo in campo quasi 800 miliardi di dollari in pochi trimestri.

 

Tuttavia, la circolarità degli impegni spaventa gli operatori, chiamati a valutarne la sostenibilità. I colossi del web comprano i chip di Nvidia, gonfiandone i ricavi, ma necessitano di infrastrutture titaniche per far lavorare l’hardware. È il motivo per cui Washington vuole accelerare sull’autonomia strategica, temendo colli di bottiglia capaci di paralizzare l’ecosistema dei semiconduttori. […]

 

Il nodo cruciale è l’energia. Il 4 marzo Amazon, Google, Meta, Microsoft, OpenAi, Oracle e xAi siederanno al tavolo con Donald Trump alla Casa Bianca. L’obiettivo è la firma del Ratepayer Protection Pledge, un accordo formale con cui le aziende si impegnano a provvedere al fabbisogno dei propri data center. […]

 

Un rapporto del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (Doe) stima che i data center passeranno dal 4% al 12% dei consumi elettrici nazionali entro il 2028. L’Ai ha trasformato queste strutture in complessi industriali di scala inedita, macchine energivore necessarie per addestrare modelli linguistici elaborati.

 

proiezione del consumo di energia dei data center americani per l intelligenza artificiale

Nel 2024 le principali aziende tecnologiche americane hanno speso oltre 200 miliardi di dollari in conto capitale, in rialzo del 62% sull’anno precedente. Secondo l’ultimo report di Jll, in Nord America sono in costruzione oltre 35 gigawatt di capacità, una mole pari all’intero consumo annuo dell’Italia. L’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) calcola un fabbisogno in crescita del 130% entro il 2030 negli Usa.

 

[…] Il costo sociale è evidente e rischia di trasformarsi in un boomerang politico. Il Bureau of Labour Statistics calcola un rincaro del 6,7% delle bollette per i cittadini nell’ultimo anno. Nel mercato elettrico Pjm, riferimento per tredici Stati dal New Jersey all’Illinois, i data center hanno causato un incremento di 9,3 miliardi di dollari nella capacità di bilancio 2025-2026.

 

 Le conseguenze sono dirette: le famiglie del Maryland subiscono rincari medi di 18 dollari al mese. La Carnegie Mellon University prevede un aumento delle tariffe dell’8% a livello nazionale entro il 2030, con picchi oltre il 25% in aree ad alta densità tecnologica come la Virginia settentrionale.

data center - intelligenza artificiale

 

La povertà energetica è una crisi tangibile. Al settembre 2024, circa 21 milioni di famiglie risultavano insolventi con le utility per un debito di 21,1 miliardi di dollari. Un americano su tre ha rinunciato a beni di prima necessità per pagare la luce. A questo si aggiunge il fattore sicurezza, essenziale per il Pentagono.

 

Far viaggiare l’energia domestica e quella necessaria ad addestrare algoritmi di nuova generazione sulla medesima infrastruttura espone il sistema a blackout, attacchi informatici e sabotaggi. Nel luglio 2024 una fluttuazione di tensione ha disconnesso decine di server in Virginia, sfiorando il collasso a cascata. In un quadro di serrata competizione geopolitica con la Cina, che copre con gli Usa l’80% della crescita globale dei server, dipendere da reti fragili compromette la supremazia tecnologica. […]

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