PIPPO FRANCO, SUA MOGLIE MARIA PIERA E SUO FIGLIO GABRIELE SONO STATI RINVIATI A GIUDIZIO PER LA VICENDA DEL FALSO CERTIFICATO VACCINALE PRESENTATO PER OTTENERE IL GREEN PASS: SONO ACCUSATI DI DI FALSO IN ATTO PUBBLICO - INSIEME ALLA FAMIGLIA DI PIPPO FRANCO ANDRANNO A PROCESSO ALTRE 15 PERSONE, ACCUSATE DELLO STESSO REATO - TRA QUESTE, ANCHE IL MEDICO DI BASE NATALE CIRINO AVENI, CHE AVREBBE FALSIFICATO I DOCUMENTI VACCINALI DEI SUOI PAZIENTI...
Estratto dell'articolo di Ettore Saladini per "la Repubblica"
Un medico di base, Pippo Franco e i Green pass falsi. Sono questi i protagonisti della storia finita tra i fascicoli dei magistrati di piazzale Clodio. Una notizia che si era già fatta strada durante la pandemia, ma che ora è arrivata a un punto di svolta: il comico, il figlio Gabriele e la moglie Maria Piera sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di falso in atto pubblico. Per la procura, l’attore e i familiari hanno presentato un falso certificato di vaccinazione per ottenere il Green Pass.
Insieme alla famiglia di Pippo Franco andranno a processo altre 15 persone per lo stesso reato. Tra queste anche il medico di base Natale Cirino Aveni, che avrebbe falsificato i documenti vaccinali dei suoi pazienti. Dati artefatti, inseriti nel sistema sanitario della Regione Lazio, che consentivano a chi non ne aveva diritto di ottenere la certificazione.
L’inchiesta nasce da un’indagine condotta dai carabinieri del Nas. I militari scoprono una discrepanza tra le dosi di vaccino somministrate da Aveni — medico di base e odontoiatra con studio ai Colli Albani — e quelle effettivamente ricevute dal suo ambulatorio. Un numero che basta per scoperchiare il sistema finito sotto la lente della procura.
LA FOTO DEL PRESUNTO VACCINO DI PIPPO FRANCO
Tra i green pass falsi spuntano i nomi di Pippo Franco, della moglie e del figlio Gabriele, celebre per aver partecipato a Temptation Island nel 2019. Tra il 29 luglio e il 19 agosto 2021 Aveni, «d’accordo» con i tre, «predisponeva le false certificazioni e successivamente provvedeva a inserire sul sistema informativo della Regione i dati attestati», si legge nel capo d’imputazione. [...]

