cerimonia chiusura olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…OLIMPIADI SPARSE - “NON SCOMODIAMO OMERO…OGGI LO SPORT NON HA BISOGNO DI POETI, MA DI CONTABILI”, AMMONIVA IRONICO ENNIO FLAIANO IN TEMPI NON SOSPETTI. A LEGGERE LE EPICHE CRONACHE SULLE OLIMPIADI INVERNALI MILANO-CORTINA 2026, LE PAROLE DEL LETTERATO SATIRICO SONO SCIVOLATE VIA COME NEVE AL SOLE DELLE DOLOMITI - UNA VOLTA ARCHIVIATI I “MOMENTI DI BORIA” DEI SUOI PROTAGONISTI, SARÀ TEMPO DI BILANCI PER TUTTI SUI COSTI E RICAVI PORTATI AL PAESE DALLO “SHOW MONSTRE” CHE HA CHIUSO ALL’ARENA DI VERONA. I VERI VINCITORI DELLA MANIFESTAZIONE NON SONO STATI GLI ARTISTI DA CIRCO E I LORO IMPRESARI, MA CHI…

T.A.C per Dagospia

 

federica brignone - oro nel super-g alle olimpiadi di milano cortina

“Ma non scomodiamo Omero… oggi lo sport non ha bisogno di poeti, ma di contabili”, ammoniva ironico Ennio Flaiano in tempi non sospetti. A leggere le epiche cronache sulle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, le parole del letterato satirico sono scivolate via come neve al sole delle Dolomiti.

 

Dopo la lunga maratona televisiva - che in Rai ha segnato (e funestato) l’evento con la telecronaca di Patacca Petrecca -, anche il critico e saggista del “Corriere della Sera”, Aldo Grasso, veste i panni rapsodici di Ulisse per raccontarci che quell’impresa, “partita male”, alla fine ci ha fatto scoprire “che non siamo mediocri”.

 

aldo grasso

Già, siamo tutti Alberto Sordi nel film di Zampa “L'arte di arrangiarsi” (1954), che non è solo un atteggiamento dell’italiano medio, ma una filosofia di vita pure dei nostri organizzatori, amministratori e governanti (vari e avariati).

 

A lui è piaciuto il modello dell’”Olimpiade diffusa”. Chissà, forse mal consigliato dal cieco cantore Demodoco-Cairo che esercita e ordina in via Solferino in nome della Dea pubblicità.

 

beppe sala

Tant’è, che l’ira del Pelide Grasso, l’eroe dell’Iliade, riversata magistralmente ogni giorno nella sua rubrica tv, sembra intenerirsi davanti alla “grande bellezza” dei giochi invernali. 

 

Niente, neppure una riga sui costi stratosferici della manifestazione. Neppure un accenno al “flop” dei giochi di Torino dei Signori degli Agnelli e all’Odissea dei milanesi per l’assedio a cui è stata sottoposta la città: “Qualche disagio…sui mezzi pubblici c’era più gente…”. Boh.

 

Anche sul tram dei desideri diretto a San Siro e guidato dall’asso della moto Valentino Rossi, con a bordo il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, i passeggeri erano soltanto due…

 

SERGIO MATTARELLA E VALENTINO ROSSI

Nella memoria collettiva, quei pochi fotogrammi rimarranno l’unico momento iconico, poetico e umano di un evento che la città ha vissuto dentro una bolla surreale.

 

Quel che rimane della Milano dei miracoli di De Sica e Zavattini, dal futuro incerto e avviata a essere conosciuta nel mondo come la Dubai sui Navigli.

 

“Milano ha vinto la sua scommessa e ci saranno benefici per tutta l’Italia”, risorge in prima pagina sul “Corriere” il Sindaco del Rione Vanità, Beppe Sala, in scadenza di mandato (10 anni) come certi surgelati. Ah, saperlo.

 

Forse ignaro, che l’Istituto France-Stratégie ha stimato a circa 3 miliardi di euro la perdita socioeconomica delle Olimpiadi  di Parigi “pur includendo una serie importante voci dalla più alta pratica sportiva all’occupazione”.

 

cerimonia chiusura olimpiadi milano cortina 20

Una volta archiviati i “momenti di boria” dei suoi protagonisti, sarà tempo di bilanci per tutti sui costi e ricavi portati al Paese dallo “show monstre” che ha chiuso in bruttezza all’Arena di Verona.

 

“A parte alcuni momenti di intensa emozione [...] il resto sapeva un po’ di festa locale, con orchestrina da villaggio turistico impegnata nei grandi successi di repertorio”, rileva Aldo Grasso tornando a fare il Grasso che preferiamo.

 

E l’ottimo Giovanni Malagò, imiti il maestro Paganini. Non conceda il bis dopo che la Ducetta della Garbatella, l’ha cacciato dal Coni.

 

giovanni malagò cerimonia chiusura giochi milano cortina

A conferma che i veri vincitori della manifestazione non sono stati gli artisti da circo e i loro impresari, ma chi in gara si è battuto con coraggio e tecnica per una medaglia, rischiando di rompersi una gamba o l’osso del collo.

 

Nel 1956 i meravigliosi giochi di Cortina, le prime in bianco e nero in tv, segnarono con sobrietà la resurrezione di una nazione uscita sconfitta dall’ultima guerra.

 

E, quattro anni dopo a Roma per quelli estivi non ci fu soltanto il miracolo economico e la “Dolce vita”, ma quelle che, storicamente, sono state definite “le olimpiadi che hanno cambiato il mondo”. Erano i Giochi dei due Grandi Giulio: Andreotti e Onesti, a capo del Coni.

cane lupo cecoslovacco in pista alle olimpiadi milano cortina 2spot per milano cortina sergio mattarella e valentino rossi in tram GIOVANNI MALAGO E GIORGIA MELONI IN TRIBUNA A TIFARE PER ARIANNA FONTANAMATTEO SALVINI - OLIMPIADI DI MILANO CORTINA

cerimonia chiusura olimpiadi milano cortina 21

la squadra di bob giamaicana alle olimpiadi di milano cortina 2026 5federica brignone - oro nel super-g alle olimpiadi di milano cortinaOPERE INCOMPIUTE ALLE OLIMPIADI DI MILANO CORTINAgiovanni malagò cerimonia chiusura giochi milano cortinaOPERE INCOMPIUTE ALLE OLIMPIADI DI MILANO CORTINA

 

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