giorgia meloni gas naturale liquefatto qatar

E CHE GAS! – IL QATAR SOSPENDE LE FORNITURE DI GAS NATURALE LIQUEFATTO VERSO ITALIA, BELGIO, CINA E COREA DEL SUD, COME CONSEGUENZA DEI RAID IRANIANI AGLI IMPIANTI DI RAS LAFFAN – UN BEL PROBLEMA PER IL NOSTRA PAESE, DAL MOMENTO CHE DA DOHA ARRIVA IL 10% DEL METANO UTILIZZATO. OGGI LA DUCETTA VOLA AD ALGERI, DAL PRESIDENTE ABDELMADJID TEBBOUNE, IN CERCA DI NUOVE FORNITURE DI GNL – SFRUTTANDO LA CRISI ENERGETICA, GLI USA RICATTANO L’UE: SE NON RATIFICANO L’ACCORDO SUI DAZI TRUMPIANI, GLI EUROPEI POSSONO SCORDARSI L’ACCESSO A TERMINI “FAVOREVOLI” AL GAS AMERICANO – CRESCE IN ITALIA IL FRONTE DI CHI CHIEDE DI RIAPRIRE I RUBINETTI DELLA RUSSIA, NON SOLO TRA I PARTITI (LEGA E M5S) MA ANCHE NEL SETTORE INDUSTRIALE…

IL QATAR TAGLIA IL GAS "CAUSE DI FORZA MAGGIORE"

Estratto dell’articolo di Sara Tirrito per “La Stampa”

 

gas - qatar

«Saremo costretti a dichiarare la forza maggiore su alcuni contratti a lungo termine per il gas naturale liquefatto (Gnl). L'impatto si ripercuote su Cina, Corea del Sud, Italia e Belgio». Con queste parole Saad Sherida Al-Kaabi, ministro dell'Energia del Qatar e presidente e amministratore delegato di QatarEnergy, ha annunciato la sospensione delle forniture di gas naturale liquefatto verso i quattro Paesi, invocando la clausola di emergenza sui contratti in essere.

 

Alla base della decisione, ribadita ieri ma anticipata giovedì scorso, ci sono gli attacchi missilistici dell'Iran agli impianti di Ras Laffan, che hanno compromesso almeno il 17% della capacità di esportazione del Paese, con danni che richiederanno «dai tre ai cinque anni per essere riparati».

 

abdelmadjid tebboune giorgia meloni

Per l'Italia potrebbe diventare un problema, e anche di questo parlerà oggi Giorgia Meloni nella sua visita ad Algeri. Il nostro Paese è il primo importatore europeo di Gnl qatariota, con circa cinque milioni di tonnellate acquistate nel 2025, quando il Qatar ha coperto il 42% del fabbisogno nazionale. In termini assoluti, il Gnl in arrivo via nave dall'emirato vale sette miliardi di metri cubi su un totale nazionale di 62, vale a dire l'11,3% dei consumi.

 

[...] 

 

L'effetto sui mercati energetici continua. Sul fronte del gas, i futures sul metano con consegna ad aprile hanno chiuso a 54 euro al megawattora ad Amsterdam, in calo del 4,6% rispetto alla seduta precedente ma in rialzo del 71,2% dal 28 febbraio. Opposta la reazione del petrolio, con il greggio americano Wti che si è mosso per riconquistare quota 91 dollari al barile (+4%).

 

[...]

 

impianto di gas naturale liquefatto a Ras Laffan in qatar

Sul petrolio pesa anche una decisione di Bruxelles passata in sordina. La Commissione europea ha scelto di rimandare - a data da destinarsi - la proposta attesa per il 15 aprile che avrebbe esteso al greggio russo il divieto di acquisto già vigente per il gas, attraverso un regolamento da approvare a maggioranza qualificata.

 

La misura puntava a rendere operativo il blocco entro la fine del 2027, andando così ad annullare gradualmente le deroghe transitorie per Ungheria e Slovacchia, previste dall'attuale regime delle sanzioni.

 

Secondo fonti interne, il rinvio nasce dal timore che presentare questa proposta in un momento di forti turbolenze sui mercati energetici rischi di alimentare ulteriori pressioni sui prezzi del greggio.

 

DA DOHA ARRIVA IL 10% DEL METANO LA PREMIER IN MISSIONE AD ALGERI, MA SUI COMBUSTIBILI È SFIDA GLOBALE

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

gas naturale liquefatto a Ras Laffan in qatar

Il gas del Qatar presto smetterà di arrivare, ma è valso l’anno scorso il 10,1% del consumo nazionale della materia prima. Ed essa conta per quasi metà della produzione elettrica. Da questo punto di vista, il blocco delle spedizioni di Doha rappresenta uno choc inferiore rispetto a quello affrontato quando la Russia invase l’Ucraina nel 2022. Allora venne meno quasi metà delle forniture di metano, oggi la decurtazione sarebbe quattro volte meno grave.

 

[...] 

 

Claudio Descalzi ad di eni - il ministro dell energia del qatar Saad Sherida al-Kaabi

Ne è cosciente Giorgia Meloni, che oggi vola ad Algeri dal presidente Abdelmadjid Tebboune. Quattro anni fa, furono proprio Algeria e Qatar a permettere all’Italia di tenere la luce e il riscaldamento accesi.

 

L’Algeria negoziò con l’Eni un aumento delle sue forniture da 12 a 21 miliardi di metri cubi l’anno (quasi un terzo del fabbisogno italiano). QatarEnergy concluse un contratto di spedizioni di gas naturale liquefatto al rigassificatore di Cavarzere (Rovigo), che l’anno scorso è valso 6,4 miliardi di metri cubi.

 

Meloni ora sa che sostituire quest’ultimo non sarà semplice, ma ne parlerà oggi ad Algeri. Sonatrach, la compagnia di Stato nordafricana, nell’immediato può probabilmente accrescere le forniture all’Italia di circa cinque milioni di metri cubi. Non oltre. Sarebbe un aumento che non rimpiazza neanche un terzo dei volumi mancanti dal Qatar.

 

IMPIANTO DI PRODUZIONE DI GAS NATURALE LIQUEFATTO A RAS LAFFAN, IN QATAR

La presidente del Consiglio tra l’altro nella sua missione algerina giocherà soprattutto in difesa: deve in primo luogo difendere le consegne future che l’Italia ha già nei suoi contratti firmati durante il governo di Mario Draghi nel 2022.

 

Non è scontato. Poiché Doha spediva il suo prodotto per nave in tutto il mondo, ma soprattutto in Asia, si sta scatenando infatti una competizione globale a tutto il gas in offerta. [...]

 

Perché se lo choc del 2022 era europeo, questo è mondiale. Dunque più feroce almeno per questo. Il Qatar non assicurava solo un decimo del metano dell’Italia, ma anche un quinto di tutte le forniture via nave nel pianeta. La lotta fra medie potenze per coprire gli ammanchi è molto più vasta. Ciò tuttavia non impedirà a Edison di reagire al venir meno della materia prima prevista nel rigassificatore collocato al largo nell’Adriatico in provincia di Rovigo.

 

abdelmadjid tebboune giorgia meloni

QatarEnergy sembra aver perso con i bombardamenti dell’Iran il 17% della capacità di fornitura, per un periodo fino a cinque anni. Per questo Edison, controllata da Électricité de France, si sta già muovendo con discrezione per sondare altri fornitori.

 

La lista potenziale è dettata dalla geografia del mercato: Angola, Congo ma soprattutto gli Stati Uniti, dove in queste settimane il prezzo del gas per il mercato domestico è rimasto stabile (quello europeo intanto è rincarato dal doppio a sette volte quello americano).

 

Niente però è semplice. Appena poco più di un decimo del metano italiano arriva da aree sicure sul piano geopolitico (Olanda e Norvegia). E il metano americano non rientra in questa categoria: al contrario presenta dei rischi, come ha reso chiaro l’altroieri l’ambasciatore degli Stati Uniti a Bruxelles Andrew Puzder.

 

GAS LIQUEFATTO - QATAR

Il diplomatico ha detto che l’Unione europea potrebbe perdere l’accesso a termini «favorevoli» al gas americano - oggi un quarto delle forniture - se non ratifica il fragile e squilibrato accordo commerciale basato sui dazi di Donald Trump: poco importa che la stessa Corte suprema di Washington li abbia già dichiarati illegali.

 

Su questo sfondo ambienti politici e nell’industria in Italia caldeggiano già, sottotraccia, nuove aperture a Mosca. «I capitalisti ci venderanno la corda con cui li impiccheremmo», diceva del resto già Lenin. Certo l’Italia in questi anni non ha mai risolto la sua dipendenza dal gas, dunque neanche la sua vulnerabilità strategica alle guerre vicine. Nel 2025 il consumo di metano del Paese è persino salito del 2%, per la prima volta da anni. [...]

giorgia meloni abdelmadjid tebboune

IMPIANTO DI PRODUZIONE DI GAS NATURALE LIQUEFATTO A RAS LAFFAN, IN QATARIMPIANTO DI PRODUZIONE DI GAS NATURALE LIQUEFATTO A RAS LAFFAN, IN QATARproduzione di gas in qatar

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...