A ROMA CI MANCAVA SOLO LA BANDA "DER TONNO" - ERA QUESTO IL SOPRANNOME AFFIBBIATO A FABRIZIO GIANNETTO, CHE PUNIVA I SUOI DEBITORI AFFERRANDOLI PER LE PALLE E COLPENDOLI CON DELLE MARTELLATE SULLE GINOCCHIA - DOPO LE AGGRESSIONI, "ER TONNO" LASCIAVA LE VITTIME SULL’ASFALTO, IN BELLA MOSTRA, COME MONITO A TUTTI COLORO CHE AVEVANO UN DEBITO CON LUI - DA COSA DERIVA IL SOPRANNOME: GIANNETTO ERA CONSIDERATO UN PESCE GROSSO PERCHÉ ERA IL CAPO DI UNA BANDA ALLEATA CON I CASAMONICA - "ER TONNO" È FINITO NELLA RETE: E' STATO CONDANNATO A 8 ANNI E 9 MESI...
Estratto dell'articolo di Andrea Ossino per http://www.repubblica.it
Calci e pugni sul volto senza tregua per 10 minuti. «Martellate sulle ginocchia». Minacce di «tagliargli un arto mostrandogli un machete». La banda del Tonno, al secolo Fabrizio Giannetto, puniva così i debitori. Poi mostrava a tutti cosa comportava tradire la loro fiducia: lasciavano le vittime sull’asfalto, in bella mostra.
È accaduto, ad esempio, nel 2018, in una piazzetta di Tor Lupara, dove un uomo è stato scaricato mentre bambini giocavano sulle altalene. Per quei fatti, adesso Giannetto è stato condannato a scontare 8 anni e 9 mesi di carcere. Il pm Carlo Villani ha infatti ricostruito ogni movimento della banda di Fonte Nuova. E i carabinieri hanno arrestato il suo leader, accusato di sequestro di persona a scopo di estorsione.
L’uomo in passato era già stato arrestato perché al vertice di una banda che spacciava con l’appoggio dei Casamonica. Un pesce grosso, il Tonno, che pretendeva rispetto. Non tollerava che ai suoi amici fossero state date due patenti nautiche contraffatte di scarsa qualità. I falsari andavano puniti. [...]
Gli atti rivelano che «il “Tonno” colpiva con pugno di ferro, lo ha acchiappato per le pa..e... lo torturava, gli metteva le dita in bocca, psicopatici veramente...», è una delle testimonianze. «Lo minacciavano di amputargli un arto mostrando di continuo il machete, nonché di legarlo e spezzarlo con i cavi della batteria presenti nella macchina nella quale la vittima veniva obbligata a restare seduta sui sedili posteriori». [...]

