parigi

LE RUSPE DI MACRON FANNO TABULA RASA – A PARIGI LA POLIZIA FRANCESE HA SGOMBERATO E DISTRUTTO DUE CAMPI ILLEGALI DI MIGRANTI CHE OSPITAVANO PIÙ DI MILLE PERSONE – POCHI GIORNI PRIMA ERA STATO RASO AL SUOLO IL “MILLÉNAIRE”, IL PIÙ GRANDE CAMPO DELLA CITTÀ - E INTANTO È SCONTRO TRA IL SINDACO SOCIALISTA ANNE HIDAGO E IL PRESIDENTE FRANCESE… (VIDEO)

 

Da “www.ilpost.it”

 

parigi, sgombero campi migranti 9

Lunedì alle 6:30 del mattino la polizia francese ha iniziato lo sgombero di due campi illegali di migranti a Parigi, a pochi giorni da quello del campo detto “Millénaire”: era il più grande della città, si trovava lungo il Canal Saint-Denis tra Porte de la Villette e Porte d’Aubervilliers, e ospitava quasi 1500 persone provenienti soprattutto da Sudan, Somalia ed Eritrea.

 

Uno dei due campi sgomberati lunedì si trovava lungo il Canal Saint Martin e ospitava 550 persone, soprattutto afghani che non avevano ottenuto asilo in altri posti d’Europa; l’altro era a Porte de la Chapelle, nel nord-est di Parigi, e vi vivevano 450 migranti arrivati da Sudan ed Eritrea.

parigi, sgombero campi migranti 8

 

I migranti verranno trasportati sugli autobus in palestre adibite a centri di accoglienza, a Parigi e in periferia; qui resteranno finché non sarà esaminata la loro situazione amministrativa, ovvero le loro richieste d’asilo e di permesso di soggiorno.

 

La scorsa settimana la sindaca di Parigi Anne Hidalgo aveva chiesto al governo francese e in particolare al ministro degli Interni Gérard Collomb di costruire un centro d’accoglienza a Parigi per evitare i campi in strada.

parigi, sgombero campi migranti 5

 

Dal 2015 ha ordinato 35 operazioni che hanno portato allo sgombero di 28 mila migranti, fornito alloggi per 2.500 persone e messo in piedi sei centri di emergenza.

 

La gestione dei migranti di Parigi è al centro di uno scontro tra la socialista Hidalgo e il governo di En Marche!, il partito di centro del presidente Emmanuel Macron.

 

In particolare i critici di Collomb sono convinti che voglia mantenere appositamente difficile la situazione dei migranti così da scoraggiarli a trasferirsi in Francia, e che allo stesso tempo non voglia occuparsi di loro per aumentare lo scontento dei parigini verso Hidalgo, così da metterla in difficoltà alle prossime elezioni a sindaco.

parigi, sgombero campi migranti 4

 

Intanto l’Ufficio francese dell’immigrazione ha detto che delle 1017 persone che vivevano nel campo “Millénaire”,  il 53 per cento era sudanese, il 14 per cento eritreo, il 7 per cento somalo, ma c’erano anche due francesi, due spagnoli, un belga e un portoghese.

 

Il 10 per cento aveva già ricevuto lo stato di rifugiato, all’1 per cento era stata rifiutata la richiesta, e il 25 per cento non aveva ancora presentato alcuna richiesta di assistenza internazionale. 

parigi, sgombero campi migranti 3

 

Gli altri migranti erano in attesa di una risposta o erano arrivati in Francia dopo essersi registrati in un altro paese europeo (secondo il Regolamento di Dublino la richiesta d’asilo va fatta nel primo paese dell’Unione Europea in cui si mette piede).

 

L’Europa sta affrontando una crisi dei migranti dal 2015, in particolare da dopo la guerra in Libia e in Siria: più di un milione di persone è arrivato dall’Africa e dal Medio Oriente, oltre che dall’Afghanistan, via mare o attraverso la cosiddetta rotta balcanica.

parigi, sgombero campi migranti 2

 

In Francia molte si sono fermate nel porto di Calais, dove a fine 2016 le autorità sgomberarono un enorme campo in cui vivevano quasi 6000 migranti; altri sono rimasti a Parigi, o lungo il confine tra Francia e Italia.

parigi, sgombero campi migranti 14

 

 

parigi, sgombero campi migranti 7parigi, sgombero campi migranti 12parigi, sgombero campi migranti 10parigi, sgombero campi migranti 13parigi, sgombero campi migranti 11parigi, sgombero campi migranti 1parigi, sgombero campi migranti 6

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…