la pecora elettrica

SI GRIDA AI FASCI MA (FORSE) SONO STATI I PUSHER - A FUOCO LA LIBRERIA 'PECORA ELETTRICA' A CENTOCELLE ALLA VIGILIA DELLA RIAPERTURA - GLI INVESTIGATORI SEGUONO LA PISTA DELLA “RITORSIONE PER DISTURBO ALLO SPACCIO” - UN'IPOTESI CHE RICOLLEGHEREBBE IL ROGO A QUELLO, DI POCO MENO DI UN MESE FA, APPICCATO ALLA PIZZERIA ANTISTANTE – LE REAZIONI DEL MONDO POLITICO - IN SERATA IN 2 MILA ALLA MARCIA DI SOLIDARIETÀ - VIDEO

https://tv.iltempo.it/video-news-by-vista/2019/11/06/video/corteo-a-centocelle-in-solidarieta-alla-pecora-elettrica-1236441/

 

 

EMANUELA DEL FRATE per repubblica.it

 

la pecora elettrica

Una ritorsione per "disturbo" allo spaccio. È questa l'ipotesi, oltre alla pista politica, seguita dagli investigatori alle prese con i due incendi, il secondo questa notte alle 3, appiccati alla libreria Pecora Elettrica, in via delle Palme, nel quartiere di Centocelle. Un'ipotesi che ricollegherebbe il rogo a quello, di poco meno di un mese fa, appiccato alla pizzeria antistante. I due locali sono, infatti, gli unici aperti fino a tarda sera e, secondo gli inquirenti, potrebbero infastidire i pusher locali che non gradirebbero il via vai in ore cruciali per lo smercio di sostanze.

 

Le fiamme sono divampate alle 3 circa di questa mattina danneggiando completamente gli interni della libreria. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia Casilina e i vigili del fuoco che hanno rinvenuto liquido infiammabile nei locali e, qualche ora dopo, la carcassa carbonizzata di un motorino trovato in mezzo alla sala, tra libri in cenere e condizionatore squagliato, probabilmente usato come miccia dopo aver forzato la saracinesca e la vetrata.

la pecora elettrica corteo

 

 

La libreria avrebbe riaperto i battenti domani, dopo mesi di chiusura dovuti a un altro incendio di origine dolosa avvenuto il 25 aprile scorso. Indagini in corso. E il 9 ottobre era stata data alle fiamme Cento55, la pizzeria di fronte. Oscurando, di fatto, le uniche due luci accese di sera in quel tratto di via. "Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni - ha detto a Repubblica, il titolare Valerio Pasqualucci. "Sembra che aspettino solo che ci sia un morto. Quando ci sarà, interverranno". Contestato, dal proprietario della libreria e dai cittadini presenti, il minisindaco del Municipio V di Roma, Giovanni Boccuzzi, arrivato davanti alle serrande bruciate della libreria. Sul posto anche il Ministro alla cultura Dario Franceschini e il vice sindaco Luca Bergamo che hanno assicurato l'impegno delle istituzioni. "È un fatto di una gravità assoluta che richiede che le istituzioni, Comune e Stato, siano non solo vicine, ma diano un impegno assoluto perché non succeda mai più".

la pecora elettrica 9

 

 

Sui social non si arresta l'onda lunga di solidarietà e in serata circa duemila residenti hanno sfilato a una "marcia di solidarietà e di autodifesa" da piazza dei Mirti, con i cartelli a forma di pecora: "Da stasera ci mettiamo per strada perché ci pensano i cittadini, non le istituzioni o i politicanti, a fare la difesa del nostro quartiere".

 

 

La Pecora elettrica, incastonata tra il parco del Forte Prenestino e la Palmiro Togliatti, è diventata un punto riferimento per tutti i residenti anche per il lavoro svolto con il comitato di quartiere nella riqualificazione del parco antistante. E per essersi posto come luogo sempre aperto e pieno di vivacità culturale. Capace di offrirsi come spazio libero di coworking, così come di organizzare centinaia di eventi.

 

 

Dalle presentazioni di libri per bambini agli spettacoli teatrali dedicati alla Resistenza, incontri dedicati a tematiche di genere e all'antifascismo. Tanto che, dopo il primo incendio doloso, avvenuto nella notte tra il 24 e il 25 aprile, era scattata una vera e propria gara di solidarietà per aiutare i proprietari nella ricostruzione.

la pecora elettrica corteo

 

la pecora elettrica corteo

Con una campagna di crowdfunding, ma anche e, soprattutto, con decine di iniziative, che hanno visto mobilitarsi anche i negozianti e gestori di locali della zona, diffuse nel quartiere e non solo. "È commovente, aveva raccontato a Repubblica, uno dei due proprietari, Danilo Ruggeri. "Ci stanno trasmettendo la carica per tornare più forti di prima". E, ora, alla vigilia della riapertura, ancora un dramma. "L'incendio di stanotte l'ha distrutta di nuovo. Sono entrati e hanno dato fuoco a tutto".

 

Tantissimi gli attestati di solidarietà del mondo della cultura, da Gipi a Michela Murgia che, del rogo di libri, ha parlato anche durante l'ultima, contestatissima, edizione del Salone di Torino. Passando per il Premio Strega Helena Janeczek. Come quello di Mauro Berruto che agli scrittori, da Nicola La Gioia a Roberto Saviano, lancia un appello: "Scriviamo una pagina, un racconto, troviamo un editore e finanziamo la ri-riapertura de la #pecoraelettrica?".

 

Non tardano ad arrivare reazioni nel mondo politico. A partire dallo stesso Nicola Zingaretti che si affida a twitter "La Pecora Elettrica è un luogo di cultura e aggregazione. Ai proprietari dico di tenere duro e lottare per restituire a Roma la bellezza e la passione del loro impegno sociale". A cui fa eco, sempre sui social, la sindaca Virginia Raggi: "Inquietante l'ennesimo rogo alla libreria. Se fosse confermato l'atto doloso sarebbe estremamente grave. Vicina ai proprietari, si faccia subito chiarezza".

la pecora elettrica corteo

 

Solidarietà che arriva anche da Andrea Martella, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'editoria: "Tanto nobile la visione ed il progetto di chi anima La Pecora Elettrica, quanto vile chi mette al rogo libri, idee ed impegno sociale". Solidarietà anche da Laura Boldrini Italia VivaStefano Fassina non ha indugi: "Bruciare libri è un atto di squadrismo" mentre Matteo Orfini punta il dito contro: "Estrema destra e criminalità organizzata" che "spesso a Roma hanno camminato a braccetto attaccando spazi di cultura e libertà".

 

"La cultura è l'unico vero antidoto a tutti i fascismi. Non passeranno", così la senatrice del Pd Monica Cirinnà. Dello stesso avviso Cecilia Strada: "La violenza fascista attacca i luoghi di cultura perché la cultura rende gli uomini liberi". Così come Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia: "Libro rinvia a #libertà. E chi ha paura della libertà incendia le librerie", scrive su twitter. E i Verdi: "È spegnendo le uniche luci della strada che, a Roma, si spengono anche legalità e sicurezza dei cittadini". Così come il Movimento 5 stelle che, dalla voce di Devid Porrello, chiede una risposta univoca da parte delle istituzioni.

 

"Non possiamo non notare come si scelga di intimidire delle persone che fanno attività proprio in quella parte di Centocelle che sta vivendo il maggior momento di sviluppo, sia culturale che economico", scrivono  la consigliera del Pd alla Regione Lazio Marta Leonori, la consigliera capitolina Ilaria Piccolo. Durissimo Gianluca Peciola, Movimento Civico per Roma: "È urgente un vertice sulla criminalità e la mafia a Roma". Così come Cristian Raimo, assessore alla cultura del III Municipio: "Dove sono il sindaco, il prefetto, il Municipio? Qui non c'è nessuno. Così hanno vinto le mafie. Mi piange il cuore. Bruciare i libri un posto per famiglie, se non lo vedessi qui sembrerebbe un film". 

 

 

la pecora elettrica

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...