SLOGAN, “MELE MARCE” E FIGURE DI MERDA: IL CASO DI ROGOREDO È UN BOOMERANG PER LA DESTRA, A POCHI GIORNI DAL REFERENDUM – DA SALVINI A MELONI FINO A PIANTEDOSI, DOPO L’UCCISIONE DEL PUSHER ABDERRAHIM MANSOURI, NEL GOVERNO ERANO SUBITO CORSI IN DIFESA DEL POLIZIOTTO CARMINE CINTURRINO, STRUMENTALIZZANDO IL CASO PER ATTACCARE I MAGISTRATI CHE AVEVANO INDAGATO L’AGENTE. ORA CHE CINTURRINO È STATO ARRESTATO, È UNA CORSA IMBARAZZATA A CANCELLARE POST E FARE DIETROFRONT – LA CAPRIOLA DEL LEADER LEGHISTA, PASSATO DA “SONO DALLA PARTE DEL POLIZIOTTO SENZA SE E SENZA MA” A “SE L'AGENTE HA SBAGLIATO DEVE PAGARE PIÙ DI TUTTI” – LA FIGURACCIA DEI GIORNALISTI CHE IN TV HANNO CAVALCATO IL CASO PER FARE DA MEGAFONO ALLA DESTRA: NICOLA PORRO, PAOLO DEL DEBBIO, TOMMASO CERNO E… – VIDEO
Estratto dell’articolo di Paolo Berizzi per "la Repubblica"
MATTEO SALVINI IN DIFESA DEL POLIZIOTTO CHE HA UCCISO IL PUSHER NEL BOSCHETTO DI ROGOREDO
Post invecchiati malissimo, video cancellati alla velocità della luce, capriole, dietrofront. Figure di palta e parole che, rilette adesso, sembrano la sceneggiatura di un film distopico. La svolta su Rogoredo diventa un boomerang per la destra securitaria e, in alcuni casi, xenofoba. Da Salvini a Meloni, da Piantedosi a Bignami, da Gasparri a Vannacci: sono alcuni dei politici che, dopo l'uccisione di Abderrahim Mansouri il 26 gennaio, avevano preso da subito la difesa del poliziotto Carmelo Cinturrino.
[...] Salvini uno: «Sono dalla parte del poliziotto senza se e senza ma» (26 gennaio, mezz'ora dopo l'omicidio); «Un poliziotto si difende, il balordo muore, l'agente viene indagato per omicidio volontario. Tutto sbagliato!», (27 gennaio); «Quel poliziotto sta soffrendo, scorretto fare politica sulla pelle di chi ha fatto il suo lavoro», (29 gennaio, il "capitano" tuonava contro Schlein).
Salvini due, ieri. In triplo salto carpiato: «Se l'agente ha sbagliato deve pagare più di tutti, ben vengano le indagini se servono a scoprire una mela marcia su cento». Non male per uno che aveva parlato di «inchiesta odiosa».
GIORGIA MELONI SUL POLIZIOTTO CHE HA UCCISO IL PUSHER NEL BOSCHETTO DI ROGOREDO
A fare da gran cassa alla linea-Salvini, il 27 gennaio, era stato il suo allora vice Roberto Vannacci, oggi leader di Futuro nazionale. Ecco il post su Fb con video-rivisitazione del film "Per un pugno di dollari": «Codice Sergio Leone. Quando un delinquente con la pistola a salve incontra un poliziotto con la pistola vera, il delinquente è un uomo morto». Poi l'ex generale chiosa: «La remigrazione salva vite».
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Tra gli autori di dichiarazioni precipitose, o sfortunate, vanno citati il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, il capogruppo FdI alla Camera Galeazzo Bignami, il senatore di FI Maurizio Gasparri («Totale solidarietà al poliziotto»). E la premier, Giorgia Meloni.
Piantedosi: «Con lo scudo penale gli agenti e anche quel poliziotto avrebbero potuto usufruire del beneficio dell'onere della prova». Tradotto: non sarebbero stati indagati.
Bignami: «Esprimo vicinanza al poliziotto, lo facciano tutti i partiti, perché su chi ogni giorno garantisce la legalità e la sicurezza della nazione non possono esserci divisioni».
Meloni (ospite il 5 febbraio a Diritto e Rovescio): «Qualche giorno fa un agente spara a uno spacciatore che gli puntava addosso una pistola. Quell'agente viene indagato per omicidio volontario, mentre il signore che è agli arresti domiciliari — la premier parla dell'antagonista che a margine della manifestazione pro Askatasuna a Torino ha preso a martellate un agente — è indagato per violenza contro pubblico ufficiale. Questo doppiopesismo di certa parte della magistratura rende un po' difficile essere efficaci nella difesa della sicurezza dei cittadini».
Su Rogoredo alcuni programmi tv hanno strillato per giorni. Nel rumore di fondo dei soliti megafoni governativi — Nicola Porro, Mario Giordano, Paolo Del Debbio, Giuseppe Cruciani, Tommaso Cerno — il più convinto frontman è stato il segretario generale del Siulp di Varese, tal Paolo Macchi.
MATTEO PIANTEDOSI IN VERSIONE CELERINO
Il 2 febbraio interviene a Fuori dal Coro su Rete4. Punta una pistola verso la telecamera. «Guardatela bene, è solo un giocattolo ma se ve la puntassero contro in un bosco di notte parlereste ancora di eccesso di difesa?». Inquietante. «Se ci chiamate forze dell'ordine, un motivo c'è. Se non vi piace l'uso della forza allora disarmateci».
Che imbarazzo, ora, dopo le indagini. Lo stesso che deve aver provato, forse, l'europarlamentare leghista Silvia Sardone. Ieri ha cancellato il video social nel quale proponeva di conferire una medaglia al poliziotto Cinturrino. «E indagato per omicidio volontario, assurdo… Ha fatto bene, ha fatto il suo lavoro…Cosa doveva fare, chiedere allo spacciatore "scusa la pistola è vera o falsa?"». [...]
GALEAZZO BIGNAMI - FOTO LAPRESSE
ROBERTO VANNACCI - FUTURO NAZIONALE
tommaso cerno
nicola porro
matteo piantedosi al senato foto lapresse
