SULL’OCCHIO, ANCHE DARWIN DIVENTAVA CREAZIONISTA – PER GLI STUDIOSI DELL’EVOLUZIONE, L’ORGANO DELLA VISTA È UNA SFIDA DURISSIMA. LO STESSO TEORIZZATORE DELL’EVOLUZIONE DELLA SPECIE ERA DUBBIOSO: “SUPPORRE CHE L'OCCHIO, CON I SUOI INIMITABILI MECCANISMI PER AGGIUSTARE IL FUOCO A DIFFERENTI DISTANZE, PER FAR ENTRARE QUANTITÀ DI LUCE VARIABILI E PER LA CORREZIONE DELLE ABERRAZIONI SFERICHE E CROMATICHE, POSSA ESSERSI FORMATO TRAMITE LA SELEZIONE NATURALE SEMBRA, LO CONFESSO, MASSIMAMENTE ASSURDO…”
Estratto dell’articolo di Elena Dusi per “la Repubblica”, pubblicato da “Anteprima. La spremuta di giornali di Giorgio Dell’Arti”
«L'occhio per gli studiosi di evoluzione rappresenta una delle sfide più dure. Per i creazionisti un organo tanto complesso può essere stato frutto solo di un'intelligenza superiore: l'evoluzione, procedendo per prove ed errori, avrebbe impiegato troppo tempo per mettere a punto un meccanismo così perfetto.
Lo stesso Charles Darwin era dubbioso: "Supporre che l'occhio - scriveva nell'Origine delle Specie - con i suoi inimitabili meccanismi per aggiustare il fuoco a differenti distanze, per far entrare quantità di luce variabili e per la correzione delle aberrazioni sferiche e cromatiche, possa essersi formato tramite la selezione naturale sembra, lo confesso, massimamente assurdo"»
charles darwin
Luis Bunuel occhio tagliato in Le chien



