chef dittatori

A TAVOLA CON IL DITTATORE – DA SADDAM HUSSEIN CHE REGALAVA AUTO DI LUSSO AI SUOI CUOCHI A IDI AMIN CHE HA MINACCIATO DI AMMAZZARE TUTTI AL SOLO PENSIERO CHE IL MAL DI STOMACO DEL FIGLIO FOSSE CAUSATO DAL VELENO – E POI C’ERA ENVER HOXHA E LA SUA DIETA PER DIABETICI E FIDEL CHE AMAVA LA ZUPPA DI VERDURE – I RACCONTI DEI CUOCHI DEI DITTATORI NEL LIBRO DI WITOLD SZABLOWSKI…

DAGONEWS

 

witold szablowski

I cuochi personali di spietati dittatori hanno rivelato come è stato per loro lavorare con persone disposte a uccidere per un pasto sbagliato.

 

Gli uomini - e una donna - che hanno cucinato per Idi Amin, Fidel Castro, Saddam Hussein, Pol Pot e l'ex presidente albanese Enver Hoxha hanno vuotato il sacco rivelando gli anni vissuti accanto a loro, la paura di essere ammazzati, ma anche i riconoscimenti e gli ottimi stupendi.

 

il libro di witold szablowski

Lo scrittore polacco Witold Szablowski ha viaggiato dalle savane del Kenya alla giungla cambogiana per trovare ogni chef. Ci sono voluti quattro anni per scrivere “Come nutrire un dittatore: Saddam Hussein, Idi Amin, Enver Hoxha, Fidel Castro e Pol Pot attraverso gli occhi dei loro cuochi” perché alcuni degli chef si rifiutavano di parlare. Ma adesso il libro è pronto e uscirà a fine mese.

 

SADDAM HUSSEIN

Abu Ali ha lavorato per Saddam Hussein. «Non avevo paura che mi facesse del male. Ma in una brutta giornata poteva decidere di farmi restutire i soldi per la carne e il pesce che non gli erano piaciuti. Succedeva spesso. Mangiava qualcosa, era troppo salato e mi convocava e mi diceva: “Abu Ali, chi diavolo aggiunge tanto sale alla tikka?". Si lamentava allo stesso modo per le omelette o la zuppa di gombo, che era una delle sue preferite».

saddam hussein

 

Ogni volta Ali rimborsava 50 dinari. Il giorno dopo Saddam magari gliene regalava 50 perché gli era piaciuta la zuppa di lenticchie. Due volte l'anno ai cuochi venivano consegnati nuovi abiti appositamente realizzati in Italia: grembiuli, cappelli e berretti e due completi con gilet. Una volta all'anno Saddam acquistava a ciascuno di loro una nuova auto: Ali ha avuto una Mitsubishi, poi una Volvo e poi una Chevrolet Celebrity.

 

A colazione Saddam di solito mangiava uova, pesce o zuppa di lenticchie o gombo. A pranzo preparavano sempre da sei a otto piatti; due zuppe, pollo, pesce e il barbecue. Almeno una volta alla settimana mangiavano mazgouf, o pesce al forno, per cena. Uno dei colleghi di Ali, Kamel Hana, doveva assaggiare il cibo prima di portarlo a tavola.

idi amin

 

IDI AMIN

In Uganda Otonde Odera ha lavorato per Idi Amin dal 1971: «Finché hai qualcosa di buono da mangiare per loro, c'è una possibilità che non ti uccideranno».

 

In effetti Odera divenne motivo di orgoglio per Amin quando gli ufficiali dell'esercito britannico andarono a fargli visita e commentarono la bontà dei piatti di sicuro opera di uno "chef bianco". Amin triplicò lo stipendio di Odera e gli diede una Mercedes Benz nuova di zecca. Mentre l'intero paese veniva perseguitato, Odera era più ricco di quanto non fosse mai stato: «Mentirei se dicessi che non mi piaceva».

 

Amin ha anche rivelato che il dittatore era ossessionato dalle donne: «Andava in giro con una valigetta piena di soldi per offrirli alle donne che gli piacevano. Era impossibile rifiutarlo; se una donna lo respingeva, doveva fuggire dal paese, altrimenti Amin si sarebbe vendicato. A volte, se voleva conquistare una donna sposata, le sue guardie del corpo uccidevano il marito».

idi amin 1

 

Con risorse quasi illimitate, Odera eccelleva come chef e si vantava di aver inventato la capra arrosto: gli venivano tolte le interiora, veniva riempita di riso, patate, carote, prezzemolo, piselli, erbe e spezie e veniva portata in tavola in posizione eretta "come se fosse viva".

 

La minaccia della violenza era sempre dietro l’angolo e tutti conoscevano qualcuno ucciso dal dittatore o a cui erano stati tagliate mani, piedi,  orecchie o la lingua.

«Mi chiederai come potevo cucinare per un mostro – ha continuato Amin - Bene, avevo quattro mogli e cinque figli. Amin mi aveva legato a lui in modo che non potessi andarmene. Non avrei potuto farcela senza i suoi soldi. Ero totalmente dipendente da lui e lui lo sapeva». Il loro rapporto peggiorò dopo l’incidente del pilaf, un dolce di riso di cui si ingozzò Moses Amin, il figlio tredicenne di Idi.

 

enver hoxha

Ne divorò così tanto da sentirsi male e il dittatore si convinse fosse stato avvelenato tanto da minacciare tutti: «Se muore ammazzo tutti». Si trattava solo di un’indigestione, ma da lì a poco Odera fu sospettato di aver tentato di uccidere Amin e fu arrestato. Fu portato in prigione e poi deportato nel suo Paese, il Kenya. Ancora oggi è grato di aver salvato la pelle.

 

ENVER HOXHA

Il signor K – lo chef di Hoxha che non ha voluto dare il nome - ha raccontato che lavorare per l'ex primo ministro comunista albanese comportava essere 24 ore su 24 sotto sorveglianza.

 

I pescatori che andavano a prendere il cibo per Hoxha venivano scortati da due agenti così come chi nelle fattorie mungeva il latte per il dittatore. Hoxha, che ha governato con il pugno di ferro per quattro decenni spedendo 200.000 persone nei campi di lavoro, adorava il cibo di Gjirokaster, la città dove è nato K., motivo per cui è riuscito a diventare il suo chef personale.

enver hoxha 1

Non gli era permesso di dire a nessuno, nemmeno a sua moglie, per chi stava cucinando.

 

Hoxha aveva il diabete, il che significava che non poteva mangiare più di 1.500 calorie al giorno. K. sapeva che se Hoxha fosse morto sarebbe stato giustiziato. A colazione mangiava un pezzo di formaggio con marmellata. A pranzo una zuppa di verdure e un piccolo pezzo di agnello o pesce. Per dessert aveva prugne acide e per cena mangiava yogurt. Se Hoxha era di cattivo umore, K aveva una scorta di dolci extra, fatti con zucchero per diabetici.

 

K ha dichiarato di "vivere in un costante stato di paura: «Tutti temevano che un giorno Enver si sarebbe alzato di cattivo umore e li avrebbe mandati tutti in un campo o uccisi».

fidel castro

 

FIDEL CASTRO

Lavorando per Fidel Castro, Erasmo Hernandez ha cucinato per innumerevoli capi di stato tra cui l'ex presidente Jimmy Carter.

 

Il cibo preferito del dittatore cubano era la zuppa di verdure di Hernandez e, nonostante avesse sottoposto il suo intero paese a decenni di dominio comunista, «aveva modi gentili ed era dolce come un padre». Hernandez sostiene ancora oggi che «nessuno ha mai fatto tanto bene a Cuba come Fidel».

 

Nelle rare occasioni in cui Castro mangiava carne era montone con miele o latte di cocco. Gli piaceva il lechon asado, un maialino che è stato nutrito solo con il latte materno.

 

Un altro degli chef di Castro si chiamava Flores. Racconta che Castro mangiava uova a colazione ogni giorno - meglio uova di quaglia - con fagioli e riso. Castro adorava anche il gelato.

 

fidel castro 1

Ma a volte poteva essere esigente. Come quella volta che chiese un’insalata con una specie di anguilla e Flores costrinse un pescatore a salpare in piena notte per andare a pescarla.

 

POL POT

Per la Cambogia fu il brutale leader dei Khmer rossi che massacrò milioni di persone.

Per Yong Moeun non era "un assassino" ed era solo un "sognatore", anche se era esigente quando si trattava di insalata.

 

pol pot

Moeun, che ha cucinato per il dittatore per anni, gli rimane fedele anche adesso e l’unica cosa di cui si lamenta è che le ci è voluto del tempo per capire cosa gli piaceva. Moeun lo conquistò con pesce al forno e pollo arrosto. Moeun cucinava anche prelibatezze come uova di tartaruga e talvolta i soldati massacravano un elefante.

SADDAM HUSSEIN

 

saddam a letto si vestiva da cowboy

 

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