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VESPA INTERVISTA LA RAGAZZA AMERICANA CHE ACCUSA I CARABINIERI DI FIRENZE DI STUPRO: ‘MI HA CHIESTO DI BACIARMI, GLI HO DETTO DI NO, LUI LO HA FATTO LO STESSO. E POI…’ (VIDEO) -  12 ORE DI INTERROGATORIO PER LE DUE RAGAZZE, UNA È SVENUTA PER LO SFINIMENTO. ‘SONO STATE TRATTATE DA IMPUTATE, NON DA VITTIME. GLI AVVOCATI DEI CARABINIERI LE DESCRIVONO COME DUE CHE LI HANNO INCASTRATI PER INTASCARE LA POLIZZA. SIAMO SALTATI SULLA SEDIA’ -  IN UDIENZA DOMANDE TIPO ‘PORTAVI GLI SLIP?’, ‘ERI GIÀ STATA STUPRATA?’, ‘TROVI SEXY QUEL CARABINIERE?’. LE DUE NON SI FANNO INTIMIDIRE: ‘PARE MIO NONNO, NON CI SAREI MAI ANDATA’ - E SUL NUMERO DEL MILITARE SALVATO IN RUBRICA...

 

 

VIDEO - L’INTERVISTA DI VESPA A UNA DELLE RAGAZZE AMERICANE (PIÙ GIÙ IL TESTO INTEGRALE)

 

 

1. STUPRO A FIRENZE, IL NUMERO DEL CARABINIERE REGISTRATO NEL CELLULARE DELL'AMERICANA

Lara Loreti per http://iltirreno.gelocal.it/

 

CARABINIERI

Il numero del cellulare di uno dei carabinieri accusati di stupro, registrato nella rubrica del telefono della vittima. Una delle due studentesse americane che hanno subìto violenza sessuale il 7 settembre scorso a Firenze. Reato di cui Pietro Costa , 32 anni, è accusato con il collega Marco Camuffo , 53. È il colpo di scena emerso ieri, all’indomani dell’incidente probatorio (avvenuto mercoledì 22 novembre) che si è svolto nell’aula bunker del tribunale fiorentino, dove le due ragazze sono state ascoltate dal giudice Mario Profeta per 12 ore totali.

 

Un tempo lungo, fatto di lacrime e tensioni al termine del quale una delle due è svenuta. La notizia del cellulare è stata confermata sia dall’avvocato Giorgio Carta che difende il militare, sia dalla legale Floriana De Donno , che rappresenta la studentessa con la collega Francesca D’Alessandro.

 

 

APPUNTATO SCELTO MARCO CAMUFFO CARABINIERE

«Abbiamo chiesto a una delle due ragazze se avesse mai registrato il telefono del carabiniere che secondo l’accusa l’avrebbe stuprata – spiega Carta – Lei ha detto di no. Le abbiamo chiesto di cercarlo sul cellulare e casualmente l’ha trovato tuttora in memoria. Sarebbe il primo stupratore che lascia il cellulare alla vittima, per farsi rintracciare dalla polizia? ». De Donno ribatte chiarendo l’episodio: «Esiste un numero salvato in rubrica. La nostra assistita non ricorda, e l’ha detto sin dall’inizio, come questo numero sia finito in rubrica e con che tempistica. Noi abbiamo dato la nostra ricostruzione, ma ce la riserviamo per il dibattimento».

 

Per l’avvocato Carta quel numero sarebbe stato registrato sul telefonino dell’americana dopo la presunta violenza, dato che sarebbe emerso dalla perizia. Il legale pone l’accento anche su un altro particolare: «Le ragazze hanno ammesso di avere alcolici in casa. Ciò è compatibile con il fatto che potrebbero aver bevuto dopo». Ipotesi respinta dalle americane.

 

stupro

«Ci è sembrato un modo di voler costruire una rappresentazione delle ragazze come se avessero preordinato tutta la vicenda allo scopo di intascare i soldi della polizza sanitaria – dice D’Alessandro – come se avessero ordito un piano per incastrare i carabinieri, una cosa che ci ha fatto sobbalzare tutti sulla sedia. Quel tipo di polizza è molto comune negli Stati Uniti dove la sanità è privata, ed è stata addirittura stipulata dalla loro scuola, neanche dalle ragazze». I legali delle due studentesse (oltre alle due avvocate c’è anche Gabriele Zanobini) evidenziano anche l’eccessiva raffica di domande, molte delle quali proposte dalle difese, a cui le giovani sono state sottoposte.

 

 Domande «ripetitive, irrilevanti e inopportune». D’Alessandro sottolinea che le studentesse a tratti le sono sembrate “imputate” più che vittime, proprio per la notevole durata dell’interrogatorio. «È stato sfiancante per loro», aggiunge Zanobini.

 

discoteca firenze

Una delle giovani al gip che le chiedeva se si fosse scambiata effusioni con Camuffo ha detto: «Sembra mio nonno, neanche all’inferno mi farei toccare da lui». «Il gip Profeta – dice l’avvocato D’Alessandro – si è anche sentito proporre dalle difese domande tipo se la 21enne indossasse gli slip o se in passato avesse già subito stupri, ma – riferisce lo stesso legale – ovviamente non le ha ammesse. Tuttavia anche per questa piega che rischiava di prendere l’udienza, la mia assistita ha dovuto sostenere sette ore di testimonianza, ed è stata molto brava a resistere al tentativo di stancarla, di snervarla».

 

La ragazza «ha pianto quando ha dovuto ricordare i momenti clou della violenza – aggiunge D’Alessandro - C’è inoltre l’evidenza scientifica che le giovani avevano un tasso alcolico molto elevato, il perito ha definito conclamato stato di ubriachezza, si trovavano in una situazione che compromette le capacità di reagire alle circostanze».

 

 

2. L' INTERVISTA ESCLUSIVA A «PORTA A PORTA»

Bruno Vespa per ‘La Nazione - il Resto del Carlino - il Giorno’

 

 

Nella puntata di ieri di «Porta a porta» su Rai Uno, Bruno Vespa ha intervistato una delle due studentesse americane - chiamata Mary per nascondere la sua vera identità - che hanno denunciato di essere state stuprate da due carabinieri a Firenze. Proprio il giorno prima si era tenuto l' incidente probatorio con le due ragazze che avevano raccontato la notte tra il 6 e 7 settembre scorsi, quando dopo la serata trascorsa in discoteca cercavano un taxi per tornare a casa. Ad accompagnarle furono i due carabinieri.

 

Ma le versioni da lì divergono. Le americane parlano di «violenza sessuale», i carabinieri di «rapporti consensuali».

 

 

Buonasera Mary e grazie di aver accettato di ricordare un momento così sgradevole della sua vita. Lei ha vent' anni, vero?

«Sì».

 

Senta, torniamo per un momento a quella notte di settembre. Lei e la sua amica eravate state ad una festa? Ricordo male?

RACCONTO RAGAZZE LA CHIAMATA - STUPRO FIRENZE

«Sì».

 

E, come capita a tanti ragazzi, forse avevate bevuto un pochino?

«No. No, non troppo».

 

Non troppo. Bene, a un certo punto avete cercato un taxi.

«Sì».

 

Questo taxi non si trovava?

«Non hanno risposto alla chiamata».

 

Quanti numeri avete formato per cercare il taxi, se lo ricorda?

«Abbiamo fatto una chiamata prima di chiedere aiuto».

 

Bene. E avete chiesto aiuto a questa coppia di carabinieri?

«Abbiamo chiesto al gruppo aiuto».

 

RACCONTO RAGAZZE PASSAGGIO - STUPRO FIRENZE

A quel gruppo?

«Un gruppo di carabinieri»

 

A un gruppo di carabinieri. Quanti erano i carabinieri?

«5-6».

 

Hanno provato anche loro a cercare il taxi?

«Sì».

 

Dopo quanto tempo hanno detto «il taxi non si trova»?

«Non sono sicura di quanto tempo ci sia voluto, non sono sicura dei tempi».

 

A un certo punto due carabinieri sono rimasti soli con voi?

«Me e la mia amica».

 

E due carabinieri.

«Sì».

 

Avete chiesto voi ai carabinieri di essere accompagnate o ve lo hanno offerto loro?

«Si sono offerti loro di darci un passaggio».

 

Bene. Quanti minuti avete impiegato per raggiungere casa vostra?

«Circa venti minuti».

 

E durante il viaggio, i carabinieri si sono comportati bene?

«Parlavano fra di loro».

 

Voi non capivate che cosa dicevano?

«No, non parliamo italiano».

 

Che cosa è successo quando siete arrivati?

«Abbiamo detto 'grazie per il passaggio', aperto la porta e loro hanno offerto di continuare ad aiutarci».

RACCONTO RAGAZZE 3 - STUPRO FIRENZE

 

Sì. E poi? Voi siete entrati nell' ingresso di casa, insomma?

«Dopo aver detto 'grazie, grazie mille' e abbiamo cercato di andarcene per conto nostro».

 

Bene, che è successo in quel momento?

«Non voglio scendere in ulteriori dettagli in questo senso, dopo essere entrate nell' edificio».

 

Quello che è stato poi con lei, quello che l' ha molestata, ha fatto un avance diciamo garbata? Se posso permettermi, le ha chiesto di baciarla o è stato un po' più ruvido?

«Me lo ha chiesto, anche se però gli ho risposto di no, lo ha fatto lo stesso».

 

E lei, immagino, abbia resistito?

«Assolutamente sì».

 

Questo dove è successo?

«Fuori della porta dell' appartamento».

 

Quindi sul pianerottolo?

«Sì».

RACCONTO RAGAZZE 5 - STUPRO FIRENZE

 

Ed è lì che si è consumata questa violenza?

«Sì».

 

Questo carabiniere è stato violento nei suoi confronti?

«Non voglio rispondere a questa domanda».

 

Comunque, l' ha costretta a fare cose che lei non voleva fare?

«Sì».

 

Dopo quanto tempo lei è riuscita a rientrare in casa?

«Ci sono voluti circa venti minuti».

 

Quando lei si è incontrata con la sua compagna, la sua compagna che cosa le ha raccontato?

«Non l' ho incontrata, io l' ho scaraventata a terra sul pavimento dentro l' appartamento che piangeva una volta che sono entrata dentro».

 

Quindi lei è entrata nell' appartamento prima di lei? La sua compagna è entrata nell' appartamento prima di lei?

«No, sono io che l' ho afferrata e l' ho trascinata dentro l' appartamento».

 

Dentro l' appartamento e lei già piangeva?

«Sì, non appena io l' ho afferrata».

 

E piangeva anche lei?

«Sì».

 

I carabinieri se ne sono andati senza dirvi niente?

«Non hanno avuto l' opportunità».

 

 Nel senso non vi hanno detto: 'non raccontate niente a nessuno', 'non dite niente di quello che è successo'? No, se ne sono andati proprio e basta?

«Io sono scappata prima che loro potessero dire qualcosa».

DISCOTECA FLO - FIRENZE

 

E la sua amica?

«Io l' ho afferrata prima che lei potesse dire qualcosa, che loro ci potessero dire qualcosa».

 

E loro se ne sono andati senza insistere, non hanno provato ad entrare nell' appartamento?

«No. No, ho chiuso la porta e l' ho chiusa a chiave».

 

Senta, a quel punto che avete fatto? Chi avete chiamato?

«Ho praticamente sono andata dalle mie amiche e ho chiamato mio padre».

 

Che era in America?

«Sì, mio padre era in America».

 

Che cosa gli ha raccontato?

«Che ero stata aggredita da un poliziotto».

 

E suo padre che cosa le ha detto?

«Mi ha detto di rimanere calma e chiedere aiuto».

 

E lei a chi lo ha chiesto?

«Il numero di telefono di emergenza della scuola».

bruno vespa

 

Ed è arrivato subito qualcuno?

«Sì».

 

Dunque alle 3 e 48 quando la polizia arriva, a che ora voi avevate chiamato il taxi alla fine della festa?

«Verso le due-due e mezza abbiamo cercato il taxi».

 

Diciamo che questa brutta avventura è durata complessivamente quasi un' ora.

«Sì, direi o più meno sì».

 

Mi scusi, l' appartamento è occupato soltanto da lei e dalla sua amica o c' erano altre ragazze?

«C' erano altre due ragazze con le quali condividevamo l' appartamento».

 

Ed erano in casa in quel momento, quando siete rientrate voi?

«Sì, ed è a loro che ho chiesto aiuto».

 

STUDENTESSE AMERICANE IN UDIENZA A FIRENZE

Bene. E chi ha chiamato la polizia?

«Non ricordo se sono state le mie amiche o se la scuola».

 

Dopo quanto tempo è arrivata la polizia?

«Non sono sicura, perché ero al telefono con mio padre».

 

E avete poi raccontato tutto alla polizia insomma?

«Sì».

 

Mary, lei ritornerà in Italia in vacanza?

«Amo l' Italia. Non me la prendo con l' Italia per quello che mi è successo, e sicuramente tornerò. Non appena sarà fatta giustizia».

 

Bene. Grazie e buona vita, visto che lei ha soltanto vent' anni. Auguri.

«Grazie, grazie».

STUDENTESSE AMERICANE IN UDIENZA A FIRENZE

 

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