“LA MORTE DI KHAMENEI OGGI CONVINCE ULTERIORMENTE PUTIN CHE IL PROSSIMO POTREBBE ESSERE LUI” – ANNA ZAFESOVA: “È EVIDENTE CHE L'INGLORIOSA FINE DI MADURO E DI KHAMENEI SIA FRUTTO NON TANTO DELLA PERFIDIA DEGLI OCCIDENTALI, QUANTO DEL TRADIMENTO DEI LORO CORTIGIANI. CATTURARE IL PRIMO E UCCIDERE IL SECONDO SAREBBE STATO IMPOSSIBILE SENZA IMPORTANTI COMPLICITÀ DENTRO UNA NOMENCLATURA CHE PRAGMATICAMENTE AVEVA DECISO DI DISFARSI DEI ‘LEADER SUPREMI’ DIVENTATI TROPPO AUTODISTRUTTIVI. E CHE OVVIAMENTE ESISTE ANCHE NEL REGIME RUSSO…”
Estratto dell’articolo di Anna Zafesova per “la Stampa”
[… ] Chi ha scommesso sulla protezione di Mosca ora può guardare ad Assad nel suo esilio moscovita, a Maduro nel carcere americano e a Khamenei, ucciso da un attacco che la Russia non ha saputo né prevedere, né prevenire, e farsi i propri conti. Il presidente russo intanto si sta facendo i suoi: come la morte del colonnello Gheddafi l'aveva a suo tempo spaventato e spinto a schiacciare ogni dissenso, la morte di Khamenei oggi lo convince ulteriormente che il prossimo potrebbe essere lui.
Anche perché è evidente che l'ingloriosa fine di Maduro e di Khamenei sia frutto non tanto della perfidia degli occidentali, quanto del tradimento dei loro cortigiani. Catturare il primo e uccidere il secondo sarebbe stato impossibile senza importanti complicità dentro una nomenclatura che pragmaticamente aveva deciso di disfarsi dei «leader supremi» diventati troppo autodistruttivi. E che ovviamente esiste anche nel regime russo.

