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“NON C’ENTRO NULLA CON QUELLE MORTI, IO LE PERSONE LE VOGLIO SALVARE, NON UCCIDERE” – LA DIFESA DI LUCA SPADA, L’OPERATORE DELLA CROCE ROSSA ACCUSATO DI AVER UCCISO ALMENO 5 ANZIANI DURANTE IL TRASPORTO IN AMBULANZA: “È TUTTO COSÌ ASSURDO, SI TRATTA DI SOLO 5 TRASFERIMENTI SU 200 CHE HO FATTO NEL 2025” – PER GLI INQUIRENTI, I PAZIENTI POTREBBERO ESSERE STATI UCCISI CON DELLE INIEZIONI D’ARIA CHE AVREBBERO PROCURATO LA MORTE PER EMBOLIA GASSOSA - LA PROCURA POTREBBE RIESUMARE I CORPI DELLE PERSONE DECEDUTE…

Estratto dell'articolo di Andrea Pasqualetto per il "Corriere della Sera"

 

LUCA SPADA

Da una parte c’è lui, il giovane autista della Croce Rossa, che protesta la sua innocenza: «Non c’entro nulla con quelle morti, è tutto così assurdo». Dall’altra ci sono loro, i parenti degli anziani deceduti, che si dicono sconvolti dalla vicenda: «È una cosa enorme da accettare, mai avremmo immaginato di trovarci in questa situazione», dice Vittorio, figlio della 85enne morta lo scorso 25 novembre, che aveva pensato a una fine naturale.

 

 E in mezzo ci sono gli inquirenti che, dopo aver individuato cinque decessi molto sospetti, ora stanno passando la setaccio tutti i casi di pazienti spirati durante o subito dopo il trasporto non d’urgenza in ambulanza dalle parti di Forlì. L’accusa è pesante: omicidio plurimo volontario aggravato dalla premeditazione.

 

ambulanza

L’indagato Luca Spada, per tutti Spadino, 27 anni dei quali 13 trascorsi nella Croce Rossa, prima da volontario poi da dipendente. Un padre di famiglia, un giovane impegnato nel sociale, un insospettabile. Prima di comunicargli l’accusa, […]  i carabinieri di Forlì hanno indagato per mesi sul suo conto. Intercettazioni ambientali, telecamere piazzate a bordo delle ambulanze, analisi delle schede di intervento che riportano i dettagli dei viaggi, i chilometraggi, gli orari di partenza e di arrivo e le manovre praticate dai membri dell’equipaggio sui pazienti.

 

[…] Contro di lui c’è soprattutto l’anomalia di essere stato presente in tutti e cinque i trasferimenti in questione, avvenuti dal febbraio al novembre dello scorso anno (24 febbraio, 8 luglio, 12 settembre, 13 ottobre e 25 novembre). Tre uomini e due donne, tutti anziani. «Ma si tratta solo di 5 trasferimenti su 200 che il mio assistito ha fatto nel corso del 2025 e in uno di questi ha solo guidato», sottolinea l’avvocata Gloria Parigi, che difende Spada.

 

LUCA SPADA

E ricorda che si trattava di pazienti con varie patologie: uno era dispnoico, una aveva avuto due arresti cardiaci ed era allettata da tempo, uno era malato terminale… «Ma non si trovavano in una condizione tale da necessitare l’intervento di un medico o di un infermiere, dovevano essere semplicemente accompagnate da una struttura nosocomiale a un’altra per attività routinarie — replica l’avvocato Max Starni, legale dei parenti dell’ultima donna deceduta —. Trasporti ordinari ed è proprio questo che sorprende: non erano pazienti gravi e sono morti».

 

L’ipotesi del pm è che Spada potrebbe aver usato delle sostanze venefiche. Non si escludono iniezioni d’aria che avrebbero procurato la morte per embolia gassosa. «Non ho fatto alcuna iniezione, io le persone le voglio salvare, non uccidere», replica lui. Una sola autopsia è stata eseguita, quella sulla donna di 85 anni, il cui esito è ancora coperto da stretto riserbo.

AMBULANZA

 

Ieri è girata voce che la procura potrebbe riesumare i corpi delle altre persone decedute, ma ci sono delle perplessità sull’efficacia degli accertamenti che si vorrebbero fare a distanza di diversi mesi. «La potenzialità di un’autopsia dopo tanto tempo è bassa — osserva il professor di medicina legale Franco Tagliaro, luminare della materia —. Se poi l’ipotesi è quella dell’embolia gassosa, dall’esame di certo non emerge. Però l’autopsia potrebbe servire a escludere altre cause di morte».

 

Tagliaro ricorda cosa richiede una simile iniezione: «Per causare la morte bisogna iniettare tanta aria, una quantità tale da creare nel sistema circolatorio un tampone di gas che impedisca al cuore di pompare il sangue. Insomma, ci vuole un siringone per fare una cosa del genere». […]

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