trump netanyahu khamenei stretto di hormuz

LE MATTANE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN POTREBBERO DARE UNA MAZZATA ALL’ECONOMIA GLOBALE: IL REGIME IRANIANO POTREBBE REAGIRE ALL’ATTACCO DI ISRAELE E AMERICANO CHIUDENDO LO STRETTO DI HORMUZ, DA DOVE PASSA IL 20% DELLA PRODUZIONE MONDIALE DEL PETROLIO – UN’EVENTUALE CHIUSURA DELLO SNODO FAREBBE IMPENNARE I PREZZI DELL’ORO NERO (SECONDO IL "FINANCIAL TIMES", IL COSTO POTREBBE SCHIZZARE FINO AI 100 DOLLARI A BARILE MENTRE OGGI E' TRA I 66 E 71 DOLLARI) - I PASDARAN HANNO ORDINATO LO STOP ALLE NAVI CHE ATTRAVERSANO LO STRETTO E GLI STATI UNITI ESORTANO LE IMBARCAZIONI COMMERCIALI A EVITARE IL GOLFO DOPO L'ATTACCO ALL'IRAN (FORSE IL RIALZO DEL PREZZO DEL GREGGIO FA PIACERE AI PRODUTTORI AMERICANI)

1 - IRAN: PASDARAN A NAVI, NON ATTRAVERSARE STRETTO DI HORMUZ

STRETTO DI HORMUZ - INFOGRAFICA BY AFW

(AGI) - Un funzionario della missione navale dell'Ue, Aspides, afferma che le navi stanno ricevendo trasmissioni dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane che dicono che nessuna nave e' autorizzata a passare attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riferiscono diversi media.

 

2 - ANALISTI, 'CHIUSURA HORMUZ SCENARIO DA INCUBO PER I MERCATI GLOBALI'

(ANSA) - Teheran potrebbe reagire all'attacco di Israele e Usa chiudendo lo Stretto di Hormuz, "una misura estrema che il Paese non ha mai adottato e uno scenario da incubo per i mercati globali", commentano gli analisti finanziari.

 

tensioni sullo stretto di hormuz tra iran e usa

Sui mercati delle materie prime invece è atteso una nuova impennata dei prezzi del petrolio.    Durante la 'guerra dei 12 giorni' tra Israele (Usa) e Iran di giugno il petrolio aveva registrato la maggiore impennata in oltre tre anni con il greggio Brent, il riferimento europeo, che ha superato gli 80 dollari al barile a Londra.

 

I guadagni sono rapidamente svaniti una volta che è diventato chiaro che le principali infrastrutture petrolifere regionali non erano state danneggiate. Le preoccupazioni per un eccesso di offerta hanno dominato i mercati globali, chiudendo il 2025 con un calo di circa il 18% a un minimo a 58 dollari per poi riprendere il rally a gennaio e febbraio sui timori di attacchi statunitensi all'Iran.   

 

Ieri il Brent quotava 72,98 dollari e la prova dei mercati arriverà lunedì. Secondo un'analisi degli eventi storici condotta da Ziad Daoud, capo economista dei mercati emergenti di Bloomberg Economics, i prezzi tendono ad aumentare di circa il 4% in risposta a una riduzione dell'1% dell'offerta.

 

PRODUZIONE DI PETROLIO IN IRAN

L'Iran produce circa 3,3 milioni di barili di petrolio al giorno, in aumento rispetto ai meno di 2 milioni di barili al giorno del 2020, nonostante le continue sanzioni internazionali. Il paese è diventato più abile nell'aggirare queste restrizioni, indirizzando circa il 90% delle sue esportazioni verso la Cina. I maggiori giacimenti di petrolio sono Ahvaz e Marun e il cluster di West Karun, tutti nella provincia del Khuzestan.

 

La principale raffineria iraniana, costruita ad Abadan nel 1912, può processare oltre 500.000 barili al giorno. Altri impianti chiave includono le raffinerie di Bandar Abbas e Persian Gulf Star, che trattano greggio e condensato, un tipo di petrolio ultraleggero abbondante in Iran. La capitale, Teheran, ha una propria raffineria. Per le spedizioni iraniane all'estero, il terminal dell'isola di Kharg, nel Golfo Persico settentrionale, è il principale snodo logistico dove, secondo la stampa locale, ci sarebbe stata un'esplosione.

BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP

 

3 - MEDIA ISRAELE, NETANYAHU HA PARLATO AL TELEFONO CON TRUMP

(ANSA) - Donald Trump e Benyamin Netanyahu si sono sentiti nelle ultime ore. Lo riferisce l'emittente israeliana channel 12 dopo l'attacco congiunto contro l'Iran.

 

4- IRAN: MEDIA, POSSIBILE BOOM PREZZI PETROLIO, FINO A 100 DOLLARI/BARILE

Milano, 28 feb. (LaPresse) - Tra le ricadute più rilevanti degli attacchi statunitensi e israeliani in Iran ci sono quelle sul prezzo del petrolio, con potenziali forti rincari a causa dell'incertezza scoppiata nella regione mediorientale.

 

Lo riporta il Financial Times citando diversi operatori del settore del greggio. In particolare, a influire sul prezzo del petrolio è l'ipotesi di un rallentamento dei flussi marittimi nello Stretto di Hormuz, in uno scenario in cui i prezzi sono già aumentati di 10 dollari al barile dall'inizio dell'anno, in conseguenza delle tensioni internazionali che hanno interessato oltre l'Iran anche il Venezuela. William Jackson, capo economista per i mercati emergenti di Capital Economics, ha affermato invece, sentito dal Khaleej Times, che l'impatto di quanto avvenuto dipenderà anche dall'entità delle ritorsioni iraniane. I prezzi del petrolio "aumenterebbero notevolmente in caso di conflitto prolungato", ha sottolineato Jackson, secondo il quale "l'effetto potrebbe essere un rialzo fino a 100 dollari al barile".

 

5 - USA ESORTANO NAVI COMMERCIALI A EVITARE IL GOLFO DOPO L'ATTACCO ALL'IRAN

(ANSA) - WASHINGTON, 28 FEB - Gli Stati Uniti hanno esortato le navi commerciali a evitare il Golfo dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran.

I NUMERI DELLO STRETTO DI HORMUZSTRETTO DI HORMUZ

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO