libro vestire le parole giulia aloisio rafaiani

L’ABITO FA IL POTERE - NEL SUO LIBRO “VESTIRE LE PAROLE” GIULIA ALOISIO RAFAIANI ESPLORA COME POLITICA E POTERE SIANO CONNESSI CON L’ESTETICA: “VEICOLANO IDEOLOGIE, SONO STRUMENTI DI RESISTENZA O CONFORMISMO O MEZZI DI AFFERMAZIONE INDIVIDUALE E COLLETTIVA” - BASTI TORNARE AL FASCISMO E A MUSSOLINI PER RENDERSI CONTO DELLA POTENZA DEL MESSAGGIO VISIVO – I LOOK DI MARGARETH THATCHER SONO STATI UNO SCUDO IN UN MONDO PREVALENTEMENTE MASCHILE, DONALD TRUMP E ELON MUSK HANNO INAUGURATO LA “POLITICA DEL CAPPELLINO”, MENTRE  ZELENSKY, CON LA SUA MISE MILITARE, VUOLE RIBADIRE DI ESSERE IN PRIMA LINEA IN GUERRA...

Estratto dell’articolo di Maria Corbi per "la Stampa"

 

libro vestire le parole di giulia aloisio rafaiani

Nessuno si chiede da chi sia vestito un uomo quando sale al Quirinale per giurare come premier, ma tutti si sono chiesti di chi fosse il tailleur indossato da Giorgia Meloni in quel momento. Puntare sul rigore di Giorgio Armani, stilista considerato la bandiera del made in Italy, è stata una scelta comunicativa precisa, quella di parlare «a tutti», almeno quel giorno. Il guardaroba dice chi siamo, ma anche lo stato dei diritti nel paese in cui viviamo, misura dell'empowerment femminile, e della resistenza maschile.

[...]

 

Un tailleur per lei, un abito doppio petto gessato per lui ci dicono molto di più della loro etichetta. Perché l'abito fa il monaco, come dice Giulia Aloisio Rafaiani, - professionista della comunicazione con un percorso internazionale tra istituzioni, aziende e consulenza strategica, nel suo libro Vestire le parole (Franco Angeli editore), un viaggio nei codici visivi e culturali tra comunicazione e moda.

 

benito mussolini

«Moda e comunicazione sembrano muoversi in ecosistemi distinti – uno fatto di stoffe, l'altro di parole – ma in realtà dialogano da sempre nella costruzione dell'immaginario collettivo». Per questo politica e potere sono così connessi con l'estetica. Lo stile, i vestiti, i look hanno sempre intercettato la società e le istanze necessarie a farla progredire.

 

Ma è vero anche l'opposto, ossia l'uso di canoni e regole di stile da parte di chi detiene il potere per fermare quella marcia, per tenere le persone ancorate al passato, come dei «veli» che impediscano la giusta prospettiva. «Veicoli di ideologie, strumenti di resistenza o conformismo, mezzi di affermazione individuale e collettiva», spiega l'autrice.

 

elon musk

Basti tornare al fascismo e a Mussolini per rendersi conto della potenza del messaggio visivo. «L'abito era pensato come estensione del potere statale e, attraverso riviste, cinegiornali e mostre di regime, la moda divenne un veicolo per tradurre in immagini la retorica della nazione moderna e virile che Mussolini intendeva costruire», scrive Aloisio.

[...]

 

la Aloisio Rafaiani parte da Margareth Thatcher i cui look - che lei definiva «never flashy, always appropriate» – sono stati uno scudo in un mondo prevalentemente maschile. «Blu cobalto, colore simbolo del suo partito, abiti squadrati e borsette rigide erano il perfetto specchio del suo carattere autoritario e autorevole - spiega l'autrice -. Con coerente consapevolezza, soltanto in poche, memorabili occasioni indossava colori accesi. Prima di recarsi a Buckingham Palace per rassegnare le dimissioni a Sua Maestà, nel suo memorabile ultimo discorso davanti al numero 10 di Downing street».

 

alexandra ocasio cortez met gala 2021

Messaggi «discreti» per occhi attenti o invece urlati [...] Come fece la deputata democratica US Alexandra Ocasio-Cortez nel 2021, sul tappeto rosso del Met Gala con la scritta «Tax the Rich», impresso in rosso su un abito candido. [...]

 

E nell'era dei meme un posto d'onore spetta a Donald Trump e Elon Musk con quella che è stata definita la «cap politics». «Make America Great Again» le parole vergate sul cappellino rosso durante la campagna presidenziale del 2015 , un grido identitario e una bozza di programma. Non male anche il cappellino «Occupy Mars», sfoggiato da Elon Musk e dalle sue manie di grandezze.

donald trump

 

Abile in questo gioco comunicativo anche Volodymyr Zelensky, con la sua mise militare, senza formalità per gridare al mondo che la guerra è una cosa seria e che non c'è nient'altro a cui pensare. Quando Donald Trump lo prese in giro per quel look così causal all'incontro alla Casa Bianca lo voleva umiliare nell'aspetto centrale della sua missione, difendere il proprio Paese dall'invasione di Putin.

margareth thatcher

 

[...] Lady Diana [...] aveva capito la forza dell'estetica e la usava con grande maestria. Per attaccare il marito fedifrago, oggi Re Carlo, soprattutto. È il 1994, quando la principessa si presenta a una cena di gala con quello che passerà alla storia come il «revenge dress», un audace tubino nero dall'ampia scollatura, mentre in tv il principe Carlo ammetteva la sua storia con Camilla.

volodymyr zelenskyil revenge dress di lady diana

[...]

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