tommaso cerno donald trump giorgia meloni

I FUMI DI CERNO-BYL – “REPUBBLICA” RIFILA IL DUE DI PICCHE A TOMMASO CERNO, "AMBASCIATORE DEL MELONISMO" – “ANCHE LUI COMMETTE ERRORI. NELLA PRIMA PUNTATA DELLA SUA STRISCIA ‘DUE DI PICCHE’ SU RAI 2 HA SPIEGATO CHE SBAGLIA 'CHI, INVECE DI SCHIERARSI SULL’IRAN, SI PREOCCUPA DEL COSTO DELL’ARIA CONDIZIONATA NELLA CASA AL MARE'. UN POPULISTA NON DÀ MAI LA COLPA AL POPOLO. SU ‘MOWMAG’ L’HANNO INFILZATO CON LA PIÙ DOLOROSA DELLE EVIDENZE: “UN ERRORE CHE MARIO GIORDANO NON AVREBBE MAI COMMESSO” – I SUOI MOLTEPLICI CAMBI DI CASACCA: DA ALLEANZA NAZIONALE A SENATORE RENZIANO PASSANDO PER "REPUBBLICA", DA "SESTA STELLA" DEL M5S A MELONI E LA SUA FRASE STRACULT: “IO SONO LIBERALE, ANARCHICO, INDIVIDUALISTA, FROCIO CONVINTO, SONO SEMPRE RIMASTO FERMO” (A CERNO, CANTACE SAL DA VINCI!) – VIDEO

Stefano Cappellini per la Repubblica - Estratti

 

Se digiti Tommaso Cerno su Google la prima ricerca suggerita è: Tommaso Cerno è di destra o di sinistra? Vi risparmio la risposta suggerita dall’Ia di Google, scontata come un opinionista meloniano dell’era a.C., avanti Cerno, una cosa che più o meno recita: “era di sinistra e ora è di destra”.

tommaso cerno

(…)

Da ragazzo si è candidato in Alleanza nazionale perché, si è giustificato quando era nel periodo progressista, era l’unico partito che nella natìa Udine appoggiava l’intitolazione di un teatro a Pier Paolo Pasolini, e nessuno, nemmeno io, è andato controllare la rassegna stampa del Messaggero veneto per verificare se la cosa abbia una chance di rispondere al vero.

 

Negli ultimi due anni il melonismo ha eletto Cerno ambasciatore televisivo. È nei talk, nell’infotainment, nella tv del pomeriggio e in quella della notte. Ha un programma suo e uno con zia Mara. Ha diretto Il Tempo e ora dirige il Giornale. Il suo tasso di consenso nei confronti dell’operato del governo è del 100 per cento. Se proprio non dice che ha ragione Meloni, dice che ha torto la sinistra, e qualche volta è pure vero (la seconda cosa, la prima è statisticamente più difficile).

 

tommaso cerno canta per sempre si a bellama 5

Lui si definisce voce scomoda, l’aggettivo più screditato della Terra prima della comparsa di “tossico”, ed è uno dei più bravi interpreti del gioco di prestigio preferito dal populismo di destra: presentarsi come martiri del libero pensiero mentre si aderisce e si rilancia ogni singhiozzo del potere. Anche questo, in fondo, un formidabile portato della provincia italiana: se entri al bar della piazza, i fuori dal coro sono quelli che ripetono a memoria ogni più vieto luogo comune su stranieri, tasse e campionati di calcio.

 

Cerno possiede una canagliesca simpatia, che gli permette di risultare gradito a molti. Raccontano, ma io non voglio crederci, che quando Matteo Renzi lo convinse a lasciare Repubblica per candidarsi nelle liste del Pd gli promise che, a tempo debito, gli avrebbe lasciato la guida del partito. In ogni caso, è stata una delle poche volte in cui Cerno ha incrociato uno più lenza di lui. Comunque accettò la candidatura ed è vera la leggenda: lasciò Repubblica di botto, senza salutare, la mattina era in redazione e la sera sparito. Di lui ci rimase solo un cappotto appeso allo schienale della sedia.

 

tommaso cerno canta per sempre si a bellama 4

Cerno non è tipo che si senta a suo agio nei panni del peone. Per questo, quando da parlamentare sostenne la necessità di un dialogo maggiore con il Movimento 5 Stelle, lo argomentò così: “Io sono la sesta stella”.

 

Cerno è, nell’era del personal branding, un maestro di vita. Ha appena scritto un libro, Le ragioni di Giuda, sul tradimento ideologico, operazione paragonabile per intuizione al volumetto di barzellette che Totti mandò in libreria per liberarsi delle prese giro e fatturarci pure. Gli consigliò Costanzo di farlo. Cerno non ha più bisogno di consigli. “Io sono liberale, anarchico, individualista, frocio convinto, sono sempre rimasto fermo”. Solo qualche residuato anticopernicano è convinto che sia lui a girare.

tommaso cerno stefano balloch giada balloch 1

 

Anche Cerno commette errori, però, ogni tanto. Nella prima puntata della sua striscia Due di picche su Rai 2 ha provato a sostenere la linea del governo sulla guerra in Iran con la tesi che tra una democrazia e una teocrazia bisogna scegliere la prima, e fin qui la semplificazione poteva andare incontro alle esigenze di un pezzo di pubblico, poi ha aggiunto che sbaglia chi, invece di schierarsi, si preoccupa del costo dell’aria condizionata nella casa al mare.

 

Un populista non dà mai la colpa al popolo. Irene Natali su Mowmag l’ha infilzato con la più dolorosa delle evidenze: “Un errore che Mario Giordano non avrebbe mai commesso”.

 

2 di picche

Qualche giorno fa Cerno è stato ospite di un programma del pomeriggio nel quale ha cantato Per sempre sì alla chitarra e i suoi hater si sono scatenati. Cerno ha replicato alle contumelie dicendo che lo attaccavano solo perché lui e il conduttore di quel programma sono “gay di destra”. Una risposta che l’Ia di Google non ha ancora incamerato per rispondere con più nettezza alla curiosità degli italiani sul suo orientamento politico nell'era meloniana d.C., dopo Cerno.

 

tommaso cerno canta per sempre si a bellama 7due di picche - tommaso cernotommaso cerno 2 di picche 2

 

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...