checco zalone - tolo tolo 1

LO ZALONE DEI GIUSTI – BEH, DA CHE PARTE STATE? E’ GIÀ IL DELIRIO PER 'TOLO TOLO' – DA UNA PARTE CI SONO I CRITICI PENSIONATI DI 'CORRIERE' E 'REPUBBLICA' SCHIERATI PRO ZALONE (MEREGHETTI E ASPESI) E DALL’ALTRA I GIORNALI DE DESTRA CHE HANNO STRONCATO IL FILM PERCHÉ BUONISTA – MA TRA I RAGAZZI LE COSE CAMBIANO. QUALUNQUISTI E RAGAZZI DI DESTRA LO VOGLIONO VEDERE, SARDINE E BRAVI RAGAZZI DI SINISTRA NON MUOIONO DALLA VOGLIA DI ANDARCI… – VIDEO

 

1 – ZALONE VISTO DALLA CRITICA

https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/zalone-visto-critica-ndash-messaggero-ldquo-non-fa-ne-222807.htm

 

2 – TOLO TOLO MANIA

Marco Giusti per Dagospia

 

CHECCO ZALONE IN TOLO TOLO

Beh? Da che parte state?! E’ già il delirio, poro Checco, quello che si sta scaldando per il suo nuovo film, Tolo Tolo, ultimo del contratto che lo lega alla Tao2, cioè a Medusa (ma nessuno gli ha chiesto che farà dopo la fine del contratto… una sua società? legata a chi? sapete quanti produttori si sono dichiarati pronti a produrre i suoi film?).

 

Da una parte ci sono i critici pensionati di Corriere e Repubblica miracolosamente schierati pro Zalone. Paolo Mereghetti che scomoda Alberto Sordi e Primo Levi (mi sa che erano più appropriati Franco e Ciccio e Bruno Corbucci…) e Natalia Aspesi, che pur non richiesta, mai aveva visto un film di Zalone, trova che i buoni del film sono gli africani.

NATALIA ASPESI

 

Ma perché dovevano essere cattivi, scusi? E che magari i cattivi sono i noti giornalisti, razzisticamente segnalati senza nome, che non hanno capito il video-promo. Come se ci fosse qualcosa da capire, era una barzelletta. Esattamente come nei film precedenti.

 

Da un’altra ci sono i  critici dei giornali de destra che si sono buttati sul film perché buonista e de sinistra. Ma chi lo ha detto? Checco ha fatto il possibile per non schierarsi da nessuna parte, per togliere ogni grammo di radicalchicchismo, una vera piaga per un comico, altro che la candida. Lo sappiamo. Non vuole etichette, non vuole essere tirato per la giacchetta.

 

CHECCO ZALONE - TOLO TOLO

E l’abbraccio della sinistra dei giornali, ammesso che qualcuno dei suoi vecchi spettatori li legga, può essere fatale. Sono quelli che al massimo vanno a vedere il film cinese al Quattro Fontane, come The Farewell di Lulu Wang. Io l’ho visto, bellissimo, si piange tanto, è un film civile, non ci sono battute sessiste. Il tema non è solo la morte, ma la perdita di identità delle nuove generazioni che si sono staccate dalla madre patria, dalle tradizioni. Come se da Capurso o da Bari i tuoi figli finissero in America e chi li vede più. Così si soffre e si sognano i panzerotti.

 

paolo mereghetti

Ohibò. Tolo Tolo non può certo rischiare di perdere il suo bottino di 40-50-60 milioni per colpa dei radical chic e della critica di sinistra che lo trova quasi un film di Paolo Virzì. Anche per questo non c’è più Virzi alla regia, no? Un film di Virzì sui migranti con Checco Zalone non è un film di Zalone cafone quanto basta per tutto il suo pubblico.

 

Lo sappiamo. E lo sapranno i suoi produttori, anche se non vogliono perdere né Cazzullo né Mereghetti né l’Aspesi né il salotto buono della sinistra dopo aver raccolto al massimo gli inutili salamelecchi di Aldo Grasso per le serietv.

CHECCO ZALONE IN TOLO TOLO

 

CHECCO ZALONE - TOLO TOLO 2

Che non sono certo 'Gomorra' né 'L’amica geniale', mi spiace, e, a parte Grasso, nessuno le cita tra i capolavori del decennio… Ma mentre tra i critici più o meno pensionati e di destra e di sinistra la divisione politica per la prima volta di fronte a un film di Zalone è precisa, sinistra pro destra contro, tra i ragazzi, a quel che sento, le cose cambiano.

 

Qualunquisti e ragazzi di destra lo vogliono vedere, non aspettano altro anzi, sardine e bravi ragazzi di sinistra non muoiono proprio dalla voglia di andarci. Preferiscono sicuramente 'Pinocchio'… Non solo. Mi sembra, a sentirli parlare, che sentano persino puzza di sessismo di sinistra, come nei vecchi film di Scola amati da Virzì. Sono proprio le accuse di sessismo che hanno fatto, anche giustamente, arrabbiare Checco.

checco zalone

 

CHECCO ZALONE - TOLO TOLO 1

In un’intervista al 'Fatto' ha pure detto che non ha mai mostrato nudi femminili nei suoi film, dopo anni di docce di ogni tipo nelle infami commedie sexy. Infami l’ho aggiunto io. Come se il sessismo si misurasse coi centimetri di pelle femminile mostrata. Dai, Checco. Il nudo e la commedia sexy non c’entrano nulla con il sessismo. Perché è sempre un problema di visione, di racconto al maschile, sia che venga fatto da Scola, da Virzì o da Zalone. Non c’è mai una visione della storia da parte della donna e già la battuta della canzonicina “La gnocca salva l’Africa” rischia parecchie critiche, anche giustificate, se pensi alle storie terribili di stupri, violenze e morte che le sopravvissute raccontano dei loro viaggi dall’Africa.

 

checco zalonechecco zalone

Sono d’accordo con Checco, che ho sempre adorato fin dai suoi primi film, quando i critici di sinistra, già allora pensionati, ne parlavano malissimo, e che ritenevo davvero un rivoluzionario nel nostro cinema, sul politicamente corretto.

 

Non si può fare il cinema comico col metro del politicamente corretto. Ma oggi, a differenza dei tempi sia della commedia all’italiana alla Ettore Scola sia che della commedia sexy alla Nando Cicero, non si possono fare più film dove non si rispettino non dico i problemi delle donne e dei migranti, quanto il loro sguardo su quel che si racconta. Cioè non te la cavi più con tre attori africani che hanno studiato in Francia e fanno i “buoni”, citando il Neorealismo, Rossellini e Pasolini.

 

Unknown

Devi, credo, immaginarti di raccontare la storia che racconti anche dalla parte loro, magari con uno sceneggiatore in più. O rischi di fare un film che ti può creare dei problemi o, peggio, di fare un film vecchio, come una vecchia commedia all’italiana fatta oggi, senza cioè la patina del tempo.

 

Ottima per fare incassi grazie alla forza di Checco, che rimane un genio comico, qualsiasi cosa avesse affrontato, ma lontana mille miglia, altro che l’Africa, anche dalla realtà di quello che è il cinema oggi. E penso a film come 'Atlantique' di Mati Diop che potete tutti trovare su Netflix ed è candidato al miglior film straniero, a mille altri che non saranno campioni di incassi, ma non ci costringono a inutili dibattiti. Intanto i manifesti giganti di ''Tolo Tolo' dominano ovunque, come da anni non si faceva, perfino a Piazza del Popolo a Roma, messi proprio lì dove nel 1825 persero la testa i carbonari Targhini e Montanari. E Gigi Magni ci fece pure un film…

checco zaloneValsecchi Zalone checco zalone e moglie

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....