IL DIVANO DEI GIUSTI – CHE VEDIAMO STASERA? IN STREAMING È L’OCCASIONE GIUSTA PER SEGUIRE I FILM PRONTI PER LA SERATA DEGLI OSCAR. I FAVORITISSIMI “SINNERS” E “UNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA”, CHE TROVATE SU SKY E AMAZON, L’HORROR “WEAPONS” CHE VANTA AMY MADISON CANDIDATA DA NON PROTAGONISTA, “BLUE MOON” CON ETHAN HAWKE CANDIDATO PER IL RUOLO DEL CELEBRE PAROLIERE LORENZ HART - SU SKY VEDO CHE HANNO INSERITO “UN SEMPLICE INCIDENTE”, SU NETFLIX TROVATE “FRANKENSTEIN” CHE HA MOLTE NOMINATIONS TECNICHE, IL FORTISSIMO CARTONE ANIMATO “K POP DEMON HUNTERS”, MA ANCHE “TRAIN DREAMS” … - VIDEO
Macro Giusti per Dagospia
Che vediamo stasera? In streaming è l’occasione giusta per seguire i film pronti per la serata degli Oscar. I favoritissimi “Sinners” di Ryan Coogler e “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson, che trovate su Sky e Amazon, l’horror “Weapons” di Zach Cregger che vanta Amy Madison candidata da non protagonista, e potrebbe anche vincere dimostrando la potenza del cinema horror americano a basso costo.
leonardo dicaprio una battaglia dopo l'altra
“Blue Moon” di Richard Linklater con Ethan Hawke candidato da protagonista nel ruolo del celebre paroliere Lorenz Hart, che trovate su Amazon, mai uscito in sala, ahimé, dove invece è stato distribuito “Nouvelle Vague”, sempre diretto da Linklater. Su Sky vedo che hanno inserito “Un semplice incidente” di Jafar Panahi. Su Netflix trovate il “Frankenstein” di Guillermo Del Toro, che ha molte nominations tecniche, il fortissimo cartone animato “K Pop Demon Hunters”, ma anche “Train Dreams” di Clint Bentley, anche questo uscito solo in streaming.
Ma potete anche vedere o rivedere i film già vincitori non degli Oscar, ma dei Razzie Award, gli anti-Oscar, i peggior film dell’anno. Domina la scena, e lo trovate su Amazon Prime, “La guerra dei mondi” (“War of the Worlds”) di Rich Lee, con Ice Cube, Eva Longoria, Jeffrey Wright, sballatissimo film di fantascienza. Vince ben 5 Razzie. Peggior film, peggior regia, peggior sceneggiatura, Kenny Golde, Marc Hyman, peggior prequel-sequel-remake, e soprattutto peggior attore, cioè Ice Cube, che batte campioni come Abel “The Weeknd” Tesfaye, protagonista “Hurry Up Tomorrow”, Dave Bautista, in “In the Lost Lands”, Scott Eastwood, in “Alarum” e perfino Jared Leto, protagonista dell’impossibile da capire “Tron: Ares”.
Peggior attrice dell’anno è Rebel Wilson in “Bride Hard – Un matrimonio esplosivo” di Simon West, che trovate su Prime, e i terribili sette nani della versione live-action di “Biancaneve” diretta da Marc Webb sono i peggiori non protagonisti. “Biancaneve” con Rachel Zegler e Gal Gadot lo trovate su Disney. C’è anche il premio più infame, quello del “ci abbiamo ripensato”, il “Redeemer Award”, che va alla Kate Hudson candidata anche all’Oscar per “Song Sung Blue”, bel biopic musicale che trovate tra Sky e Amazon. Mi era costato 9, 9 euro, magari ora non costa più niente. La Hudson aveva ricevuto parecchi Razzie Awards, per film come “My Best Friend’s Girl” (2008), “Mother’s Day” (2016), “Music” (2021).
Il “Redeemer Award” mette una pezza, diciamo, ai brutti premi che aveva vinto nel passato come peggior attrice. Solo i cornuti ci ripensano… Ma vedo che c’è pure, fresco fresco, “Zootropolis 2”, che non c’entra nulla con gli Oscar, ma piacerà moltissimo ai bambini. Io, ieri sera, su Amazon, mi sono visto “Deliria”, primo film da regista e primo horror di Michele Soavi, noto anche come “Stage Fright”, prodotto e fotografato da Joe D’Amato, scritto da Luigi Montefiori, interpretato da Barbara Cupisti, David Brandon, Giovanni Lombardo Radice, Mary Sellers. Anocra oggi bellissimo. Lanciò una vera e propria stella. Ricordiamo tutti quanto Tarantino amasse Soavi e lo indicasse tra i migliori registi di horror non solo italiani.
E’ tornata a galla anche la buffa storia ambientata durante il Noir in Festival a Viareggio nel 1992, con Soavi giurato e Tarantino registello alle prime armi che presentava in Italia “Le iene”. C’è anche una foto dal Festival con Tarantino premiato da Giorgio Gosetti, direttore del Festival, da poco scomparso. Quando parte il film, Soavi si alza e se ne va. A quel punto Tarantino, presente e fan di Soavi, lo insegue e si inginocchia ai suoi piedi affinché rimanga a vedere il film.
teyana taylor e sean penn una battaglia dopo l'altra
Niente da fare. La storia è vera. E curiosa. La conferma su Facebook Michele Boroni con un post di qualche anno fa, “Il matto”, come era stato simpaticamente appellato dagli avventori del festival, era un ragazzone americano vestito con bermuda, sneakers, t-shirt a tema musicale (ricordo perfettamente una maglietta con l'immagine di Queen Latifah e un'altra dei Beastie Boys) e un rapporto conflittuale con l'igiene personale, che non si perdeva niente, neanche la proiezione dell'oscuro polar belga degli anni 70. Il fatto è che le sue visioni erano rumorosissime: in sala mangiava e beveva di tutto, parlava da solo e gesticolava come un forsennato. All'inizio era divertente, poi però, alla lunga, risultava piuttosto stancante.
Se non ricordo male anche Irene Bignardi (allora critico cinematografico di Repubblica) dovette cambiare poltrona un paio di volte in sala per godersi in tranquillità il film. Il “matto” però non era arrogante, anzi quando veniva rimproverato, lui si scusava con strette di mano e inchini, salvo poi cinque minuti dopo riprendere a sbraitare come prima. E poi era entusiasta di tutto, non solo dei film: ricordo di aver condiviso con lui il tavolino della pizzeria al taglio “La Rusticanella” nella passeggiata viareggina e il matto continuava a dire “this is the best pizza ever”.
frankenstein di guillermo del toro
I film in cartellone erano tutti piuttosto buoni e ricordo che parteciparono anche alcuni importanti nomi come Ken Russel, Nicholas Roeg, Mark Snow, Theresa Russell, Jeremy Irons e Debbie Harry. Il matto, che nel frattempo era diventato, nel bene e nel male, la mascotte del festival, abbracciava, chiedeva autografi e parlava con tutti.
Ma il bello doveva ancora venire: i ben informati dicevano un gran bene di questo “Reservoir Dogs”, il film con Harvey Keitel diretto da un esordiente che avrebbe chiuso il festival. Venne così l'ultimo giorno e al Festival Noir proiettarono quel capolavoro a basso budget e mille idee che tutti noi ben conosciamo. Finita la visione, dieci minuti di applausi.
Salì sul palco il direttore del festival quasi commosso per aver ospitato in esclusiva quel piccolo grande film e, sopratutto, per annunciare la presenza del regista. Era in sala. In realtà non si era mai mosso da lì. Sale sul palco con un salto goffo, cantando e sbraitando come aveva sempre fatto per tutta la settimana. Il grido che lo accolse fu unico “Noooooo, ma è il mattoooo!”. Qualcuno, perfino il sottoscritto, per un lungo attimo pensò che fosse tutto uno scherzo. Ma poi, ripensandoci, tutto aveva un suo beffardo e logico senso”.
oscar isaac in frankenstein di guillermo del toro
oscar isaac frankenstein di guillermo del toro
un semplice incidente 2
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mia goth nel frankenstein di guillermo del toro






