VIDEO! "QUEST'UOMO MI HA RUBATO IL CUORE" – ENRICA BONACCORTI, SCOMPARSA IERI A 76 ANNI, E IL GRANDE AMORE CON RENATO ZERO CHE A FINE GENNAIO AL PALAZZO DELLO SPORT DI ROMA, SCESE IN PLATEA E L'ABBRACCIO' - “NEGLI ANNI 70 NON CI SI FIDANZAVA, SI STAVA INSIEME E BASTA”. LUI: “TRA NOI C’ERA UNO SCAMBIO CONTINUO DI EMOZIONI. CON ENRICA NON È MAI FINITA” – LA SCELTA DI NON NASCONDERE IL TUMORE AL PANCREAS CHE L’AVEVA COLPITA NELL’ESTATE 2005 E L’INTERVISTA IN CUI LA BONACCORTI RICORDA "NON E’ LA RAI", I “RAPPORTI FATICOSI” CON BONCOMPAGNI E LE CRITICHE PER AVER ANNUNCIATO NEL 1986 DI ASPETTARE UN BAMBINO (CHE POI PERSE) IN DIRETTA RAI: “SCRISSERO PERSINO CHE ERA STATO L'ANNUNCIO DELLA REGINA AI SUOI SUDDITI!” - VIDEO
«Non ti preoccupare, tanto andrà tutto malissimo!»
Non riusciamo a smettere di pensare a #EnricaBonaccorti mentre racconta quella volta che prese un gelato con Gianni Boncompagni, poco prima di tuffarsi nell’avventura di “Pronto, chi gioca?”
Da #TvTalk del 27 aprile 2019 ? pic.twitter.com/yySqqjLM4U
— Tv Talk (@TvTalk_Rai) March 12, 2026
1 - GLI ULTIMI MESI SENZA NASCONDERSI: «L’AFFETTO RICEVUTO MI HA QUASI ESALTATA»
Giovanna Cavalli per il “Corriere della Sera” - Estratti
«Me lo dico da sola. Come sto? Sto bene». Un maglione blu acceso, i capelli biondo cenere della parrucca, il suo bel sorriso.
Era il 12 febbraio scorso, proprio un mese prima del suo ultimo giorno su questa terra. Enrica Bonaccorti era ospite di Caterina Balivo, nel salottino de La volta buona su Rai1, accanto al vecchio amico Giancarlo Magalli. Serena.
Parlava delle giornate passate a scrivere la sua autobiografia.
Profonda. «Faccio solo quello. Racconto la mia vita ed è un lavoro che consiglio a tutti perché apre la mente su se stessi».
Grata, nonostante tutto. A tu per tu con Alberto Matano, due settimane prima a La vita in diretta , stessa rete, che era stata casa sua, confidava lo stupore: «Sono sorpresa di tutto il bene che mi è venuto da questa cosa che oggettivamente non è buona, sono quasi esaltata.
Sento moltissimo l’affetto delle persone, anche di quelle che non conosco. Ho scoperto quanto era vero quello che mi diceva Eleonora Giorgi, che per lei era stato l’anno più bello. Non ci credevo. E invece io da un po’ di mesi sto vivendo tante cose belle».
Aveva scelto di rivelare a tutti della sua grave malattia la mattina del 29 settembre 2025, con un post su Instagram, sotto la sua foto in sedia a rotelle, in ospedale. Sorrideva anche lì, spinta dalla figlia Verdiana. «È da tanto che non ci sentiamo e non ci vediamo, né qui né in televisione, sono 4 mesi che mi sono nascosta anche con gli amici più cari, come se il mio non esserci facesse scomparire quel che invece c’è».
Un tumore al pancreas. «Siamo all’inizio, e ora che sono riuscita a dirvelo, mi sento già più forte. Non farò più lo struzzo, ora ho voglia di volare di nuovo insieme a voi». E a seguire i cuoricini rossi di Orietta Berti e di tanti altri. Nessuno o quasi ne sapeva nulla. Ma subito in moltissimi, amici e sconosciuti, l’avevano avvolta in un grande abbraccio.
Era forte Enrica. Non sempre, com’è umano. Confidò a Gente: «Il tumore si è insinuato in un punto del corpo molto delicato, è impossibile operarlo, intervenire per rimuoverlo. Ho speranza nella scienza,che ha fatto passi avanti incredibili. E poi, il sentirmi circondata da così tanto affetto, con i racconti di chi ci era passato, di chi l’aveva superato, di chi lo stava affrontando come me... Tutto questo mi ha restituito uno sguardo verso il futuro. Inoltre pare che l’atteggiamento positivo aiuti molto, dunque, guarirò!». Era fine gennaio. Al Palazzo dello Sport di Roma, Renato Zero scende in platea ad abbracciarla. Era stato un grande amore (Lei: «Negli anni 70 non ci si fidanzava, si stava insieme e basta»), era rimasta una bellissima amicizia (Lui: «Tra noi c’era uno scambio continuo di emozioni.
Con Enrica non è mai finita, certe vicinanze non vanno perdute»).
2 - “ME LA PRENDO TROPPO, VORREI IL CINISMO DI BONCOMPAGNI”
Da “la Stampa”
Ripubblichiamo parte dell’ultima intervista di Maria Corbi a Enrica Bonaccorti su “la Stampa”
Enrica Bonaccorti il 9 settembre 1991, è stata la prima conduttrice di Non è la Rai su Canale 5. Un programma, creato da Gianni Boncompagni diventato un vero e proprio fenomeno di costume.
Cosa ricorda di quell'anno?
«Mi chiamò Berlusconi direttamente, mi offrì il mezzogiorno di Canale 5. Mi disse che non potevo abbandonarlo, mi aveva scelto per la diretta, la prima su quel canale. Così accettai. Come rinunciare a quella fascia oraria che mi aveva dato tanto con Pronto, chi gioca?».
Tante ragazzine tutte in cerca di un posto al sole, qualcuna lo ha avuto, come Ambra.
«Ambra entrò quando dopo di me arrivò Bonolis, e poi condusse lei. Brava lo è sempre stata, la chiamai al suo debutto per farle gli auguri, lei me lo ricorda sempre. Ero affezionata alle ragazze, preoccupata per il successo improvviso che le aveva investite, come un Tir, a quell'età così fragile. Non esiste solo la tv per dare senso alla propria vita».
Poi lo scandalo del cruciverbone, con la signora da casa che sapeva la risposta. Se ne andò per quello?
«Anche per quello. Mentre tutto il pubblico aveva apprezzato la mia reazione, in "casa" fui quasi rimproverata… "Potevi glissare" furono le parole esatte… era il 31 dicembre, avevo pensato di andarmene, ma condussi il Capodanno di Canale 5 per la prima volta in diretta, e per la prima volta battemmo il Capodanno Rai. Perché lasciare quel tesoro, quel successo in mano ad altri? Strinsi i denti e arrivai fino a giugno».
Rapporti con Boncompagni?
«Un po' faticosi, non mi amava tanto ma ci siamo stati utili a vicenda ».
Nell'86 venne travolta dalle critiche per aver annunciato di aspettare un bambino in diretta sulla Rai.
«In tanti anni di diretta mi è accaduto di tutto, anche continuare come niente fosse mentre gli artificieri controllavano lo studio per un allarme bomba! Ma la vera "bomba" la sganciai io quella volta. Forse oggi è difficile rendersene conto, ormai in tv si dice di tutto, ma allora fu uno scandalo.
Scrissero persino che era stato l'annuncio della regina ai suoi sudditi! Era proprio il contrario, per me era come dirlo in famiglia prima che lo venissero a sapere dai pettegolezzi. Ma il giorno dopo tutta la stampa mi condannò, "uso privato del servizio pubblico" descrivendo un'Enrica lontanissima da me».
Quel bambino lo perse…
«Neanche un'ora dopo il mio annuncio, in camerino, ebbi una emorragia, mi portarono in clinica e dopo qualche giorno nella mia stanza qualcuno mi rubò delle foto. E visto che ero venuta incredibilmente bene, dissero che era un servizio "posato", che approfittavo anche della disgrazia! Non ho mai avuto un ufficio stampa né amici importanti a difendermi, ma credo che si dovrebbe avere più rispetto per le persone e per la verità».
(…)
E lei che carattere ha?
«Superficiale e troppo ottimista, complicato e un po' intollerante sulle ingiustizie, non riesco a fregarmene. Magari avere il cinismo di Boncompagni».
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