1. UN FINALE DA CAINANO? FA SCRIVERE CHE LUI “NON MOLLA” SUL SUO TRISTISSIMO PROFILO FACEBOOK DA ULTRASETTANTENNE IN PENSIONE. SI È IMPOSTO DA SOLO I DOMICILIARI A VILLA CERTOSA, DOVE TRA UN PO’ FINIRÀ PER PARLARE CON IL CAGNOLINO DUDU PUR DI TROVARE UN PO’ DI PACE DALLE SANTADECHÈ E DAI VERDINI. E GLI TOCCA LEGGERE SUI GIORNALONI DI LOR SIGNORI CHE TUTTI VOGLIONO LA PROSECUZIONE DEL GOVERNINO DI LETTANIPOTE ALMENO FINO AL SEMESTRE EUROPEO, MENTRE A LUI LO MASSACRERANNO DI CONDANNE TRA RUBY, DE GREGORIO E TARANTINI 2. RISCHIA DAVVERO DI IMPAZZIRE IL POVERO SILVIO, COSTRETTO A STUDIARE I CODICI PER CAPIRE COME EVITARE QUELLA DECADENZA DA SENATORE CHE LO RENDERÀ ARRESTABILE DAL PRIMO WOODCOCK CHE PASSA. E NON CAPENDOCI PIÙ UNA MAZZA, CONTINUA A SCATENARE I FALCHI E LE COLOMBE, NELLA SPERANZA CHE QUALCOSA SUCCEDA

a cura di Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota)

1. UN FINALE DA CAINANO?
Fa scrivere che Lui "non molla" sul suo tristissimo profilo Facebook da ultrasettantenne in pensione. Si è imposto da solo i domiciliari a Villa Certosa, dove tra un po' finirà per parlare con il cagnolino Dudu pur di trovare pace dalle Santanchè e dai Verdini. E gli tocca leggere sui giornaloni di Lor signori che tutti vogliono la prosecuzione del governino di Lettanipote almeno fino al semestre europeo, mentre a lui lo massacreranno di condanne tra Ruby, De Gregorio e Tarantini.

Rischia davvero di impazzire il povero Silvio, costretto a studiare i codici per capire come evitare quella decadenza da senatore che lo renderà arrestabile dal primo Woodcock che passa. E non capendoci più una mazza, continua a scatenare i falchi e mettere in campo allo stesso tempo le colombe, nella speranza che qualcosa succeda.

"Resisto io a capo del centrodestra'. Berlusconi dà il segnale di battaglia e il Pdl assedia di nuovo Napolitano. ‘Il Presidente faccia di più'. Gelo del Colle: la grazia va chiesta" riporta Repubblica (p. 2). La reclusione a villa San Martino, con la guagliona Pascale che gli impedisce il bunga bunga, nuoce all'umore del condannato: "Il Cavaliere affila le armi ad Arcore. ‘Mi difenderò anche in tv, al voto in autunno'. Ma Alfano e Lupi lo frenano: stiamo trattando con il Pd per aprire uno spiraglio. A Villa San Martino da 17 giorni, studia codici e vede pochi fedelissimi oltre a fidanzata e figli. L'ex premier di umore sempre più cupo. ‘Facciamo presto, chiudiamo con le ipocrisie" (Repubblica, p. 3).

Anche la Stampa prevede la guerra totale: "Il sogno del Cavaliere: un grande bagno elettorale per la sfida decisiva. Ma Confalonieri e Doris temono contraccolpi negativi sulle aziende. Berlusconi se ne sta chiuso tutto il giorno ad Arcore riunito con i suoi avvocati" (p. 3).

Mette le mani avanti il Cetriolo Quotidiano: "La bomba sporca dei falchi: dossier sui ‘nemici'. I berlusconiani preparano ‘ritratti' contro Magistratura democratica e senatori. Nel mirino anche la Pezzopane", oltre all'ex giudice Felice Casson (p. 4). Brillante la provocazione di Littorio Feltri, intervistato sempre dal Cetriolo: "Silvio doveva scappare finchè aveva il passaporto" (p. 5). Come fece Dell'Utri in attesa della sua Cassazione.

Intanto, il Giornale va avanti con l'attacco al giudice che ha osato condannare il fratello del suo padrone: "Esposito minacciò: farò il mazzo al Cav. Il racconto di un imprenditore che lo invitò a cena in Calabria: ‘A tavola disse: Berlusconi mi sta sulle palle" (p. 3). Che poi è davvero intollerabile che ‘sti giudici comunisti sino anche tutti terroni.

In questo clima da tragedia annunciata, l'angolo dell'umorismo è affidato a Polito El Drito, che con un editoriale in prima sul Corriere dal titolo "Il Cavaliere, Craxi e il discorso da evitare" si candida ufficialmente come nuovo ghostwriter del Banana. E il giornale diretto da don Flebuccio de Bortoli prova a seminare ottimismo sulla strada dell'ennesimo governino che piace alle banche: "Letta fiducioso sulla tenuta del governo: alla fine non staccheranno la spina". E ancora: "Al Senato inizia la conta: una rete di protezione per il bis. Tra i democratici c'è chi si prepara a dare vita a una nuova maggioranza: basterebbero 20 fransfughi pdl" (p. 5).

2. L'ULTIMA FURBATA E' SULLA LEGGE SEVERINO
Prima che prevalgano i falchi Verdini-Santadechè, le colombe filogovernative Lupi-Alfano-Schifani giocano la carta della disperazione: la presunta incostituzionalità della legge Severino sull'incandidabilità. La campagna mediatica è partita ieri, con l'ausilio di costituzionalisti compiacenti come il presidente emerito Alberto Capotosti. "L'ultima sfida del Pdl in Giunta: ‘Legge Severino piena di ombre, prima si pronunci la Consulta'. Mossa per guadagnare 8-10 mesi. E in aula voto segreto. Il pdl Caliendo: perderemo in commissione ma l'assemblea può darci sorprese" (Repubblica, p. 4).

Sul Messaggero sbarca dalla luna l'esimio professore Giovanni Fiandaca, per il quale, naturalmente, la legge Severino "è un ginepraio" e "le norme vanno approfondite" (p. 5). L'intervista è firmata dall'ottima Silvia Barocci, che essendo stata la portavoce della Severino stessa potrebbe magari spingere l'avvocata dei Poteri marci a fornirci, sempre a mezzo intervista sul Messaggero, un'interpretazione autentica della propria legge. Quando fu approvata, la legge ribattezzata con enfasi "Liste pulite" non sembrava contenere alcuna zona d'ombra. Ma adesso che va applicata al Grande Evasore, spuntano per incanto distinguo e i cavilli.

3. AGENZIA MASTIKAZZI
"Boldi, dal Cavaliere a Grillo: non escludo di votarlo" (Corriere, p. 7)

4. SPOSTANDO RENZI SEMPRE PIU' IN LA'
Per chi fosse ancora interessato agli spasmi di quel che resta del Piddì, si risparmia tempo con un pezzo del Messaggero: "Congresso Pd, Letta prende le distanze dal documento di Boccia. Il testo per le assise degli uomini vicini al premier è un duro attacco ai vertici: partito conservatore. I renziani sono sul piede di guerra, temono manovre e chiedono di convocare un'altra direzione" (p. 7). Il popolo della sinistra, tra "assise", mozioni e riunioni, assiste con viva passione.

5. NON FA SOSTA LA SUPPOSTA
Basta una giornata negativa in Borsa per far scomparire dai giornali l'ottimismo lettiano sulla ripresa. "Piazza Affari spegne le luci del rialzo. Le prese di profitto fanno crollare del 4% i bancari. La Bundesbank alla Bce: ‘Stretta sui tassi se l'inflazione sale ancora" (Giornale, p. 20). "Bruxelles è già in allarme rosso. ‘Ora una Finanziaria credibile'. Berlino e l'Ue temono una campagna elettorale permanente. A giugno prestiti alle imprese in calo di 8 miliardi. Così la ripresa non può decollare. Nuovi esami sulla qualità dei bilanci dei nostri istituti. L'incognita di altri aumenti di capitale" (Repubblica, p. 7).

Torna il buon umore sotto l'ombrellone anche per quella minoranza di italiani che paga le tasse: "La carica delle 262 scadenze fiscali. In arrivo una valanga di adempimenti, una vera e propria corsa a ostacoli per contribuenti e commercialisti. Molti comportano il rischio di interessi di mora. Ma per l'anno prossimo è attesa una generale semplificazione" (Stampa, p. 13). Certo, le famose "semplificazioni" che certi giornali spacciano fin dai tempi del governo Monti.

6. SCONTRO FRA CARIATIDI NELLA EX SCAJOLA-BANK
Caos totale ai vertici della ligure Carige, settima banca italiana per capitalizzazione. "Svolta Carige, tre liste per i nuovi vertici. Scade anche il board della Fondazione, Mediobanca alla finestra. Assemblea il 30 settembre. E vola in Borsa" (Corriere, p. 27). La Stampa, con un pezzo veramente maiuscolo, lancia per la presidenza lo scajoliano Piergiorgio Alberti, ex ras del Tar locale, dipingendolo come fosse Gesù bambino (p. 24).

Ma che cosa è successo alla leadership dell'inaffondabile Berneschi? Con la scusa dei disastri in campo assicurativo, e dopo un'ispezione di Bankitalia dall'esito ancora segretato, prima di Ferragosto è partita la guerra tra "Mister Cioccolato" Flavio Repetto (Novi), ottantaduenne presidente della Fondazione, e lo scajoliano Giovanni Berneschi, 76 anni, presidente della banca da 10 anni e in cda da soli 24.

Il grosso dei soci (a cominciare dai francesi) ha ormai deciso di sfiduciare Berneschi che però è ancora sostenuto dal vicepresidente Alessandro Scajola, fratello maggiore di Sciaboletta, e dall'Opus Dei Pierluigi Vinai. Nella partita ci sono anche soci minori come Gavio e Bonsignore Vito. Insomma, gli ingredienti per una battaglia epica ci sono tutti, anche considerando che la fondazione Carige è la stanza di compensazione dei poteri liguri, dove per anni si è celebrata la diarchia Scajola-Burlando con la mediazione e la benedizione del cardinal Bagnasco.

7. L'UOMO CHE NON SI DIMETTEVA MAI VERSO IL MONTE DEI PACCHI
Gli italiani lo ricordano solo per come ha resistito mesi e mesi inchiavardato alla Bce, prima di mollare la sua poltrona a Drago Draghi. Ma ora Lorenzo Bini Smaghi, già premiato con la presidenza della fondazione Palazzo Strozzi, è in corsa per la guida della fondazione Mps e sfida la candidatura dell'ex garante della Privacy Francesco Pizzetti. Per Repubblica, la spunterà lo snobbassimo banchiere fiorentino (p. 23). Possibilista anche il Sole 24 Ore (p.1 di Finanza&Mercati).

8. ULTIME DALLE GALERE DELLA BOSSI-FINI-TURCO-NAPOLITANO
Altro titolo di regime sulla prigione per immigrati di Isola Capo Rizzuto: "Rivolta per il compagno morto. Gli immigrati devastano il centro" (Corriere, p. 13). Hanno sfondato le vetrine dell'isola pedonale? Tutti a intervistare i dirigenti delle Misericordie, ma perché non riusciamo a leggere una bella inchiesta sui soldi che girano attorno alla gestione di queste galere spacciate per centri di accoglienza?

Repubblica fa la cosa giusta e intervista Luigi Manconi, presidente della commissione diritti umani del Senato: "Quelle strutture peggio di un carcere, le rivolte provano il fallimento del sistema. All'interno, condizioni di vita disastrose. Dal Friuli alla Calabria, gli ultimi episodi devono indurci a ripensare tutto da capo. E' giunto il tempo di considerare gli stranieri non più una minaccia ma un'opportunità" (p. 12).

9. AVVISO AI NAVIGATI
Non dite a nessuno che Francesco Corallo, il boss del videopoker di Stato, zitto zitto ha già ottenuto i domiciliari dal Gip dopo che era rientrato dalla latitanza appena due settimane fa. I pm erano contrari, ma anche a Milano le toghe sanno essere garantiste.

colinward@autistici.org

 

 

 

IL CANE DUDU A PALAZZO GRAZIOLI BERLUSCONI DUDU DUDU DIETRO IL CANCELLO BERLUSCONI CON DUDU' - FOTO DI CARLO TARALLO PER DAGOSPIAMANIFESTAZIONE PDL A VIA DEL PLEBISCITO AGOSTO DENIS VERDINI DANIELA SANTANCHE ruby GIANPIERO TARANTINIDe Gregorio LavitolaALFANO-PASCALEPASCALE calippo ANGELINO ALFANO berlusconi alfano santanche verdini lupi big LETTA ALFANO LUPI pietro alberto capotostiBEPPE GRILLO E MASSIMO BOLDI A PORTOFINO matteo renzi in barca su diva e donna berneschi giovanni x Lorenzo Bini Smaghi IMMIGRATI IN ITALIA FRANCESCO CORALLO jpeg

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