magalli 21

MAGALLI: "SONO STATO IL PRIMO ANIMATORE TURISTICO ITALIANO, TRA I MIEI ALLIEVI C'ERA ANCHE FIORELLO. E POI HO FATTO IL VIGILE NOTTURNO A ROMA - "UN MIO PROGRAMMA, 'NO STOP', ISPIRÒ 'DRIVE IN', IL NO ALLA PARTE DI 'DON MATTEO'? AVEVO UNA FIGLIA PICCOLA E UNA MOGLIE. OGGI IL MATRIMONIO È FINITO MA NON SONO PENTITO DELLA SCELTA" - ADRIANA VOLPE? E' UNA PERSONA CHE OTTIENE VISIBILITÀ SOLO PARLANDO DI ME - IO IN MEDIASET? CHISSA’...E POI RIVELA PERCHE’ E’ NATA LA STORIA DEL "FIGLIO SEGRETO DI RASCEL"

giancarlo magalli

Maurizio Caverzan per la Verità

 

«No, guardi, le interviste alla mia età sembrano coccodrilli anticipati. E poi sono quasi sempre noiose». Difficile annoiarsi con lei. «Va bene, ma facciamo una cosa rapida». Romano, settantun anni, intrattenitore e autore televisivo, commediografo, sceneggiatore e doppiatore di successo oltre che storico conduttore dei Fatti vostri, Giancarlo Magalli è uno che conosce tutto e tutti. D' accordo, facciamo presto, ma non sia riluttante. Con tutte le vite che ha. Cominciamo da quella meno nota: come ha fatto a diventare maggiore di polizia?

 

«Polizia locale, precisiamo, i vigili urbani. Negli anni Ottanta due o tre notti a settimana mi aggregavo alle pattuglie come volontario. I dirigenti del corpo mi hanno dato questo titolo. Sono orgogliosi di avermi tra loro e io di starci».

virginia raggi con magalli a capodanno

 

Due o tre notti a settimana in pattuglia per fare cosa?

«Ho partecipato a decine d' interventi. Ho scoperto la vita delle guardie mediche, il pronto soccorso, l' obitorio, l' albergo del popolo e quanti pazzi vagano per la città».

 

Adesso non va più in pattuglia?

fiorello

«No, partecipo a qualche cerimonia. A dare il benvenuto ai 300 nuovi assunti c' eravamo io, la sindaca e il comandante dei vigili».

 

giancarlo magalli

È anche socio benemerito dell' Associazione nazionale carabinieri?

«Sono molto legato all' Arma. Da allievo di cavalleria volevo optare per i carabinieri, ma mio padre si oppose. Così divenni anch' io ufficiale di cavalleria. Come socio d' onore presento i concerti e le manifestazioni dell' Arma all' Arena di Verona, all' Auditorium».

 

Il titolo di commendatore al merito della Repubblica a cosa lo dobbiamo?

«A Oscar Luigi Scalfaro che me l' ha data per il lavoro nel sociale, per Telethon e altre cose che non vado a raccontare, ma chi le deve sapere poi le sa».

amadeus magalli

 

Tutta questa bontà evapora appena compare Adriana Volpe?

«Non voglio parlare di Adriana Volpe, una persona che ottiene visibilità solo parlando di me».

Altra vita: primo animatore turistico italiano.

«A Natale del 1967 andai con i miei genitori in vacanza in montagna. L' 8 gennaio dovevo partire militare, perciò volevo divertirmi. Organizzavo le gare di slittino e di sci e le serate per gli ospiti. Nello stesso albergo c' erano anche i dirigenti dell' Eni: "Perché non viene a fare l' animatore da noi che dobbiamo aprire un villaggio sul Gargano?". "Dopo il militare, tra un anno e mezzo, si può fare". E così fu».

charlie gnocchi versione trump intervista giancarlo magalli

 

Destinazione Pugnochiuso, l' attirava il nome?

«La politica non c' entra. Il nome lo inventò Enrico Mattei sorvolando in elicottero la costa. L' Eni stava aprendo una raffineria a Manfredonia, vide questo promontorio a forma di pugno, lo comprò e ci fece costruire un albergo con un centro sportivo per i dipendenti».

 

GIANCARLO MAGALLI E IL RIFERIMENTO AD ADRIANA VOLPE

Lei capo, gli altri animatori?

«C' era Stefano Disegni, ora disegnatore e fumettista affermato».

 

Conobbe molta gente?

«Avevo un budget ridottissimo e mi rivolsi ad alcuni impresari pugliesi, chiedendo di trovarmi qualche artista poco esigente.Vennero Pippo Franco, Enzo Beruschi e i Gatti di Vicolo Miracoli.

Silvio Berlusconi chiude la convention di Forza Italia

Qualche anno dopo li scritturai per Non stop».

 

Fiorello non lo incrociò?

«Era tra gli allievi dei corsi per animatori che tenni a Ostuni».

 

Che allievo era?

«Era uno fra i tanti, non lo conoscevo. Fu lui anni dopo a dirmi che aveva frequentato il corso di Ostuni».

 

Come avvenne il salto in televisione?

«Pippo Franco fu scritturato per un programma alla radio e mi chiese di scrivere per lui. Poi cominciai a scrivere per altri, da Oreste Lionello a Gianfranco D' Angelo Finché Bruno Voglino mi propose di fare l' autore di Non stop».

giancarlo magalli

 

Antenato di Drive in?

«Il vero antenato di Drive in venne subito dopo. La Rai voleva un altro programma con comici sconosciuti. Io replicai che non erano un' infinità e che conveniva sfruttare quelli già scoperti. Mi diedero l' ok e nacque Tutto compreso. C' erano Ezio Greggio, Enzo Beruschi, Gigi e Andrea, Massimo Boldi e Teo Teocoli. Andava in onda da Milano ed era ambientato in un villaggio vacanze».

 

Guarda caso.

«Berlusconi lo vide e prese Giancarlo Nicotra, il regista, e gran parte del cast. Il secondo anno Antonio Ricci aggiunse altri comici».

 

A Pronto, Raffaella? inventò il gioco dei fagioli.

pippo baudo e giancarlo magalli

«L' avevo visto negli store americani. I negozianti mettevano in vetrina un vaso pieno di fagioli e i clienti tiravano a indovinare. A fine mese chi si era avvicinato di più vinceva una spesa gratis».

 

La Rai dovrebbe esserle grata a vita perché quel gioco creò la fascia di ascolto di mezzogiorno.

giancarlo magalli

«Per la verità, l' anno prima c' era già stato Il Pranzo è servito di Corrado su Canale 5. Quando la Rai decise di provarci, affidò a me e Gianni Boncompagni il compito».

 

Altro salto, da dietro la telecamera a davanti.

«Avvenne qualche anno dopo a Pronto, chi gioca? condotto da Enrica Bonaccorti. Un giorno lei dovette ricoverarsi improvvisamente e Boncompagni mi disse: "Domani presenti tu, tanto sai come si fa". Andò bene e così continuai. Anche perché c' era una certa penuria di presentatori perché tanti, da Pippo Baudo alla stessa Carrà, erano andati alla Fininvest».

 

Da chi ha imparato di più in tanti anni?

«Ho imparato da quelli che guardavo da spettatore. Mario Riva mi ha ispirato, volevo essere come lui».

 

Renato Rascel come lo ricorda?

magalli forgia

«Gli somigliavo fisicamente e nel timbro di voce. Ma era un musicista, un compositore e un grande intrattenitore. Era spontaneo imitarlo. Alighiero Noschese me lo invidiava. Una volta, avrò avuto 4 anni, salii sul palco a tirargli la giacca: "Renato, perché tutti dicono che ti somiglio?". "Non lo so, fammi vedere la mamma", replicò lui. Un giornalista poco ironico s' inventò che ero il figlio segreto di Rascel. L' ho molto ammirato, ma niente figliolanze».

magalli pechino express

 

Pentito di aver rifiutato la parte di Don Matteo?

«Avevo intuito che era una grande occasione professionale. Ma mi avrebbe costretto a stare lontano dalla famiglia troppo a lungo. Avevo una figlia piccola che volevo veder crescere e una moglie cui volevo bene. Anche se oggi il matrimonio è finito non sono affatto pentito di quella scelta».

 

marcello cirillo giancarlo magalli

Cosa c' è di vero a proposito di un suo contatto con Mediaset?

«Con Mediaset ho sempre avuto buoni rapporti. Ma non hanno mai cercato di convincermi. A un certo punto la Gialappa' s mi aveva proposto di lavorare con loro. Ora, con il tetto dei compensi, ci sto pensando».

 

Quindi si può fare?

«Il mio contratto scade a maggio. Dopo, chissà».C

apitolo cinema... «Il cinema lo vivevamo in casa, mio padre era direttore di produzione. Ho fatto il segretario di produzione in alcuni film di Totò e di Roger Vadim. Ma al cinema un mese si lavora e tre no, come diceva mio padre».

marcello cirillo demo morselli giancarlo magalli

 

L' attore che più la colpì?

«Totò era impossibile non ammirarlo. Ricordo che era già cieco, ma sul set nessuno se ne accorgeva. In Diabolicus doveva giocare a biliardo: imparava la posizione delle bocce sul tavolo, impugnava la stecca e tirava come niente fosse».

 

Anche nel cinema è stato sia dietro che davanti alla cinepresa.

«Ho partecipato a una quindicina di film; niente di immortale eh. Ma sì, sono stato autore e attore cinematografico, autore e attore teatrale, autore e conduttore tv. Adesso faccio anche il doppiatore».

 

Nella terza stagione del Collegio su Rai 2 sarà ancora la voce narrante?

«Certo. Mi è piaciuto fin dalla prima edizione, ambientata negli anni del mio liceo, con i banchi di legno e un rigore oggi dimenticato».

 

Perché le piacerebbe condurre un game show?

«Lo vedrei come una ricreazione dopo 28 anni di Fatti vostri in cui si parla spesso di vicende dai risvolti dolorosi. Un programma in cui si gioca e si scherza, avendone già sperimentati penso che saprei farlo bene».

 

marcello cirillo giancarlo magalli

Hobby preferito?

«Viaggiare con le mie figlie.

Andare in Francia, a Londra, in America. Una volta avevo un codazzo di donne, mia madre, mia moglie. Ora sono rimaste loro».

 

Cosa guarda in tv?

«Tutto, Pechino Express, Stasera tutto è possibile, film e serie».

 

Le ultime viste?

magalli quirinale flash mob

«Orange is the new black, Castle, Stranger Things. Le serie sono pericolose, se mi piacciono rischio di stare 10 ore davanti alla tv».

 

Letture?

«La serata finisce sempre con un libro».

 

Adesso sul comodino?

«Tre volumi sulla storia delle religioni di Mircea Eliade».

 

giancarlo magalli foto di luciano di bacco

Però. Narrativa?

«Non quella contemporanea. Preferisco Italo Calvino, Giovannino Guareschi, Achille Campanile e gli umoristi degli anni Cinquanta».

 

Che rapporto ha con i social?

«Su Facebook ho più di 140.000 seguaci, su Instagram un po' meno. Mi diverto, scrivo dei pensieri stando attento ai pazzi che ci sono in giro. La gente capisce se posti per trarne un vantaggio o per socializzare».

 

Segue la politica?

magalli quirinale flash mob

«La seguo a volte con passione, altre con paura e preoccupazione. Per tanto tempo abbiamo delegato tutto ai politici o ai preti che ci dicevano per chi votare. Berlusconi ha avuto il merito di favorire il ritorno di partecipazione della gente.

Pro o contro di lui».

 

Il sentimento prevalente adesso?

bonco a sanremo con fede magalli gloria guida frizzi mughini

«Curiosità con tendenza all' ottimismo. Però non è facile.

A dar retta alle sibille cumane è tutto un disastro. Ma mi chiedo: con quale autorità scagliate tutte queste invettive? Se avevate tutto chiaro perché non avete agito quando governavate voi?».

 

Che cosa si aspetta dalla nuova dirigenza Rai?

«Vorrei che durasse più di due anni. Come si fa a rilanciare una grande azienda se non si può fare un piano di lungo respiro? Nemmeno un privato può farcela, figuriamoci la Rai che dipende dalla politica. Quando arrivano i nuovi capi, appena cominciano a capire dove si trovano già se ne devono andare».

 

Che cosa le dà speranza?

«Le persone che mi circondano. La situazione non è delle migliori, ma le persone sono migliori della situazione».

giancarlo magalli, nini salerno, daniela poggi foto andrea arrigagiancarlo magalli con roberto d agostino foto andrea arrigaGIANCARLO MAGALLI AL FAST FOODGIANCARLO MAGALLI VERSIONE NAPOLEONEMAGALLI VOLPEMAGALLI FLASH MOBgiancarlo magalli fotomontaggi 8giancarlo magalli fotomontaggi 4giancarlo magalli fotomontaggi 2giancarlo magalli fotomontaggi 3giancarlo magalli fotomontaggi 1GIANCARLO MAGALLIgiancarlo magalli fotomontaggi 7giancarlo magalli fotomontaggi 9ADRIANA VOLPE E GIANCARLO MAGALLIMAGALLI VOLPEADRIANA VOLPE RISPONDE A GIANCARLO MAGALLIADRIANA VOLPE E GIANCARLO MAGALLIVOLPE MAGALLIadriana volpe magalli

 

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