jeffrey epstein connessioni

NON SOLO PRINCIPI, PRESIDENTI E AMBASCIATORI: NELLA RETE DI EPSTEIN C’ERANO I POTENTONI DI WALL STREET -  IL PEDOFILO HA AVUTO MIGLIAIA DI CONTATTI CON MEMBRI DEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE DELLE 500 MAGGIORI SOCIETÀ DELLA BORSA DI NEW YORK: LE AZIENDE I CUI VERTICI HANNO AVUTO CONTATTI CON LUI SONO 197 MENTRE, SECONDO L’ANALISI DELLE MAIL DI GERTSBERG, PAGEL E VOLKOVA, SONO 1.179 AMMINISTRATORI HANNO AVUTO CONNESSIONI CON IL FINANZIERE – A INGOLOSIRE EPSTEIN ERANO GLI INVESTIMENTI NEL SETTORE TECNOLOGICO: INSIEME ALL’INTIMA AMICA NICOLA JUNKERMANN, INVESTÌ 2 MILIONI DI DOLLARI NELLA START-UP DI SICUREZZA E SORVEGLIANZA INFORMATICA ISRAELIANA "CARBYNE", FONDATA DALL’EX PREMIER EHUD BARAK...

Estratto dell’articolo di Nicola Borzi e Carlo Di Foggia per “Il Fatto Quotidiano”

 

jeffrey epstein

La rete tentacolare di contatti riservati costruita negli anni da Jeffrey Epstein con i top manager delle maggiori società quotate a Wall Street era almeno quattro volte più estesa di quanto sinora scoperto. Il finanziere, truffatore, ricattatore pedofilo ha avuto decine di migliaia di contatti diretti con membri dei consigli di amministrazione delle 500 maggiori società della Borsa di New York, tra le quali prediligeva banche, finanziarie e colossi informatici.

 

Tutti amministratori che, per la natura stessa del loro ruolo, erano in possesso di informazioni finanziarie riservatissime: notizie in anteprima potenzialmente in grado di cambiare i prezzi delle azioni delle loro aziende o di altre con cui erano in corso trattative d’affari.

 

ehud barak a casa di jeffrey epstein 1

[...] le aziende i cui vertici avevano incontrato personalmente Epstein sono 127, una su quattro dell’indice S&P500. La cifra, già abnorme, sale a 186 società se si considerano anche gli scambi diretti di email tra top manager e il pedofilo e arriva addirittura a 197 se si considerano tutti i diversi contatti. [...]

 

Il finanziere pedofilo [...]  era dunque davvero un infaticabile tessitore occulto di relazioni “profittevoli”. Lo dimostra l’analisi di Gertsberg, Pagel e Volkova condotta su un campione strutturato di comunicazioni composto da 67.637 email uniche contenute negli Epstein files, che dal 2006 sino alla morte del finanziere hanno coinvolto 3.629 amministratori di società dell’indice S&P 500.

 

jeffrey epstein

Di questi, 1.179 amministratori hanno avuto contatti diretti con Epstein, ovvero scambi di email personali o incontri tête-à-tête. Il fatto più impressionante è che la corrispondenza più intensa è concentrata dopo il 2008, ovvero quando Epstein era stato già condannato in Florida per induzione e sfruttamento della prostituzione minorile.

 

Chi si relazionava con lui dunque sapeva benissimo di avere a che fare con un pedofilo. Era proprio la capacità di Epstein di offrire vari favori, compreso il sesso anche a pagamento e con minori (salvo poi poterli eventualmente usare per tenere in pugno i suoi contatti), ciò che più attraeva alcuni membri del suo giro.

jeffrey epstein

 

L’interesse di Epstein per le relazioni con i consiglieri di amministrazione non era casuale, ma si concentrava sugli uomini ai vertici delle società quotate con la maggior disponibilità di notizie riservate e rilevanti. Lo studio ha rilevato che 32 aziende sulle 50 (64%) nel settore finanziario dell’indice S&P500 hanno avuto almeno uno dei loro amministratori in rapporti con Epstein.

 

Rispetto alla media delle aziende appartenenti all’indice di Borsa, la densità dei contatti con banche e finanziarie è maggiore del 550%. Secondo le autrici dell’inchiesta, c’era “un’elevata concentrazione di legami con Epstein tra le principali banche e società di gestione patrimoniale, tra cui JP Morgan Chase, Goldman Sachs e Morgan Stanley”.

 

Nicole Junkermann

L’altro fronte caldissimo dell’interesse di Epstein per gli amministratori era il settore tecnologico. Ma in questo caso, scrivono Gertsberg, Pagel e Volkova, “l’effetto opera in modo diverso: i collegamenti mediati da Epstein uniscono due componenti precedentemente scollegate in un’unica rete, collegando gruppi di aziende disgiunte tra le quali Microsoft, Apple, Cisco e Ibm”. Insomma, il pedofilo cercava contatti in grado di porlo al centro di una rete che comprendeva aziende rivali e concorrenti. Il tutto in un settore, quello tecnologico, che come le criptovalute e la scienza attirava la sua attenzione e i suoi investimenti.

jeffrey epstein

 

Per citare un esempio tra i tanti, Epstein e la sua intima amica Nicola Junkermann investirono 2 milioni di dollari nella start-up di sicurezza e sorveglianza informatica israeliana Carbyne, fondata dall’ex premier di Tel Aviv, Ehud Barak, e poi quotata anche a Wall Street. Un investimento che lo scorso anno, con la cessione di Carbyne a un’altra azienda, si era rivalutato 100 volte. L’obiettivo del pedofilo era dunque la possibilità di massimizzare i ritorni dei suoi “investimenti in pubbliche relazioni”.

 

jeffrey epstein

Per questo la old economy invece gli interessava assai meno: “Al contrario, i settori manifatturiero e sanitario mostrano una concentrazione più limitata, coerente con l’attenzione della rete di Epstein nei settori finanziario e tecnologico”, si legge nella ricerca.

[...]

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....