giorgia meloni inflazione carrello della spesa

IMPOVERITI E ANGOSCIATI: ECCO COME STANNO I CITTADINI DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GOVERNO MELONI – PER L’84% DEGLI ITALIANI LA PRINCIPALE PREOCCUPAZIONE È IL COSTO DELLA VITA. IL 40% DICHIARA DI SENTIRSI ECONOMICAMENTE PIÙ POVERO RISPETTO A UN ANNO FA – GHISLERI: “ENTRARE IN UN SUPERMERCATO CON 50 EURO E USCIRNE CON UNO SCONTRINO PIÙ LUNGO DEL PREVISTO E UN CARRELLO PIÙ VUOTO RISPETTO A UN ANNO FA, È DIVENTATA UN'ESPERIENZA COMUNE PER MOLTE FAMIGLIE ITALIANE. NON È SOLTANTO UNA SENSAZIONE, È LA FOTOGRAFIA DI UN CAMBIAMENTO REALE NELLE ABITUDINI DI CONSUMO. OGGI, IL VERO ‘CARRELLO DELLA SPESA’ NON È FATTO SOLO DI CIÒ CHE SI ACQUISTA, MA SOPRATTUTTO DI CIÒ A CUI SI RINUNCIA...”

Estratto dell’articolo di Alessandra Ghisleri per “La Stampa”

 

carrello della spesa

Entrare in un supermercato con 50 euro e uscirne con uno scontrino più lungo del previsto e un carrello più vuoto rispetto a un anno fa, è diventata un'esperienza comune per molte famiglie italiane.

 

Non è soltanto una sensazione, purtroppo è la fotografia di un cambiamento reale nelle abitudini di consumo. Oggi, il vero "carrello della spesa" non è fatto solo di ciò che si acquista, ma soprattutto di ciò a cui si rinuncia.

 

inflazione costo della vita e preoccupazioni degli italiani – sondaggio only numbers 27 28 aprile 2026

[…]  Il 40,5% degli italiani dichiara infatti di sentirsi economicamente più povero, mentre il 47,3% afferma di essere rimasto nella stessa condizione economica dello scorso anno. Una stabilità che, più che rassicurare, solleva un interrogativo di fondo: uguale, rispetto a quale situazione? A una condizione economicamente soddisfacente, oppure a una già segnata da difficoltà?

 

Perché intervistati sul principale problema che affligge il nostro Paese, l'84,4% dei cittadini italiani lo individua proprio nel costo della vita.

 

Se poi si scende sul piano personale, nel confronto tra quelle che vengono percepite come le emergenze quotidiane, quasi un cittadino su due (47,9%) indica ancora il carovita come priorità assoluta.

 

Seguono le liste di attesa per ottenere una visita medica e, più in generale, le criticità del sistema sanitario, segnalate dal 35,2%, le tasse ritenute eccessive per famiglie e imprese (25,5%) e il lavoro, nelle sue diverse fragilità, dal livello degli stipendi alla stabilità occupazionale (24,6%).

 

giorgia meloni

Più distanziati, ma comunque presenti nella percezione collettiva, compaiono la guerra, avvertita come un rischio senza una chiara via d'uscita (19,1%), i temi della sicurezza legati a microcriminalità e degrado urbano (18,2%), l'evasione fiscale e l'illegalità diffusa (17,4%) e la gestione dell'immigrazione (17,2%).

 

Chiudono la "top ten" il cambiamento climatico e la vulnerabilità del territorio (14,6%) e la mancanza di prospettive per le giovani generazioni (9,1%). Un quadro che restituisce una gerarchia di preoccupazioni fortemente ancorata alla dimensione economica e materiale della vita quotidiana, ma che lascia emergere anche un sottofondo di incertezza più ampio, che attraversa sicurezza, salute e futuro.

 

CARRELLO DELLA SPESA - AUMENTO PREZZI

Eppure, nello stesso contesto, secondo più ricerche e sondaggi nazionali ed europei una quota di italiani superiore al 60,0% si dichiara felice o abbastanza felice. […]

 

Se da un lato una famiglia su tre riduce la spesa alimentare (dato Istat), dall'altro si sono stimati circa 7,2 milioni di italiani in viaggio per il ponte del Primo Maggio (secondo le stime di Confturismo-Confcommercio). Un contrasto che solleva una domanda: tutto questo si tratta di risparmio o di compensazione?

 

Le scelte sembrano indicare una ridefinizione delle priorità. Si riduce la spesa quotidiana, ma si preservano - per quanto possibile - momenti di svago e socialità. Si rinuncia a beni considerati essenziali fino a poco tempo fa, come alcuni prodotti alimentari, ma non all'idea di benessere, anche se declinata in forme diverse e più contenute. Il contesto economico spiega questa trasformazione.

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse 2

Negli ultimi anni, i prezzi dei beni alimentari sono aumentati di circa il 24,0% rispetto al 2021, mentre l'energia ha registrato un incremento cumulato del 34,4% in cinque anni (Fonte ConfCommercio – FederConsumatori).

 

Dinamiche che hanno inciso profondamente sul bilancio delle famiglie, a fronte di salari che non hanno seguito lo stesso ritmo di crescita. Di fronte a questa pressione, gli italiani si adattano, cambiano abitudini, scelgono marchi alternativi, attendono promozioni, confrontano prezzi con attenzione crescente.

 

CALO DEL REDDITO DISPONIBILE

La gestione della spesa quotidiana si trasforma in un esercizio di calcolo e pianificazione. Parallelamente, si osserva una riallocazione dei consumi. Si spende meno per alcuni beni materiali e più per servizi, tecnologia e intrattenimento - modificando il carello della spesa - e spingendo il mercato del "second hand". Circa la metà delle famiglie possiede almeno un abbonamento a piattaforme digitali, con una spesa media mensile tra i 25 e i 27 euro (fonte Il Sole 24 Ore).

 

[…]  Restano poi le differenze territoriali: nel Nord si continua a spendere significativamente di più rispetto al Sud, delineando un Paese che, anche nei consumi, si muove a velocità diverse.

 

La questione, allora, non è solo stabilire se gli italiani stiano peggio o meglio, ma comprendere come stiano cambiando. Quando oltre l'80,0% della popolazione percepisce il costo della vita come un problema centrale, il tema supera i confini dell'economia e diventa clima sociale, percezione diffusa, esperienza quotidiana.

 

AUMENTO DEI BENI ALIMENTARI

Forse il nuovo "sogno" non è più legato all'accumulazione, ma alla semplicità: poter fare la spesa senza dover calcolare ogni voce, senza la necessità di rinunciare, senza l'ansia del totale finale. Una normalità che oggi appare meno scontata.

 

Nel frattempo, le famiglie continuano a muoversi con cautela, adattandosi a un contesto incerto, bilanciando rinunce e concessioni. In un equilibrio fragile, dove più che pianificare si procede a vista.

INFLAZIONE

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