renzi anzaldi

“DATE UNO STIPENDIO A RENZI: 4.000 EURO AL MESE” – PARLA MICHELE ANZALDI, CAPO DELLA COMUNICAZIONE DI MATTEUCCIO: "GUADAGNO PIU’ DI LUI. E’ IL MARADONA DELLA POLITICA E NON LO PAGHI? - SU EMILIANO: “È COME UNA VECCHIA AUTO CHE SPANDE FUMO TOSSICO. HA ORGANIZZATO LA SCISSIONE, HA FATTO BUTTARE BERSANI DALLA FINESTRA E POI CI HA RIPENSATO. UNICO. E’ MEGLIO ORLANDO" - SULLE NOMINE: "I TOSCANI? GENTE SERIA. NE DOVEVANO METTERE DI PIU’ NEI CDA”

Luca Telese per La Verità

 

ANZALDIANZALDI

«Sei il guru della comunicazione che porterà Renzi alla vittoria?». «Al contrario: Renzi, che io accompagno, stravincerà le primarie». «Ti sei dato un obiettivo?». «Basta vincere senza ballottaggio e stappo lo spumante». Incontro Michele Anzaldi in un bar di Ponte Milvio, Roma.

 

Deputato del Pd, fedelissimo di Renzi, vietcong della comunicazione fra siti, tweet, guerriglia di comunicati e Facebook. Mentre parliamo gli arrivano sms come questo: «Dov' è il comitato Renzi?». E lui: «Non si trova. Ci stai parlando». Anzaldi è appena diventato capo della comunicazione del Pd per le primarie di Renzi. Annuncia rivoluzione.

 

Sei uno degli uomini più potenti del Pd e ricevi al bar?

(Ride). «Pago io, non temere».

 

Non mi vuoi far vedere l' ufficio?

«L' ufficio non c' è».

 

E dove hai la sede?

«In questo smartphone. Facciamo tutto con un iPad e un telefonino. Anche Matteo. Forse una sede ce la dovremo trovare. Ma di rappresentanza».

 

Scusa, e quando ti vedi con Renzi dove vi incontrate?

RENZI BOSCHI LOTTIRENZI BOSCHI LOTTI

«Nei bar intorno a Montecitorio: ce li facciamo tutti. Divertente che nessuno se ne accorga».

 

Mi vuoi far credere che fate i meeting riservati alla Caffettiera napoletana, in piazza di Pietra?

«Se vogliamo andare in diretta sulla Cnn ci troviamo lì. Altrimenti scegliamo quelli più piccolini, più discreti. Lavoriamo sottotraccia».

 

Non potete star comodi al Nazareno?

«Guidare una campagna della corrente di Matteo dalla sede del partito? Già me lo immagino cosa direbbero... Non avete capito il nuovo Renzi».

 

Era a Palazzo Chigi, ora è senza ufficio e senza stipendio?

MICHELE ANZALDIMICHELE ANZALDI

«Ecco, su questo io non sono d' accordo con Matteo. Mi piace l' idea di una nuova politica senza sprechi e senza pennacchi. Ma sullo stipendio voglio polemizzare pubblicamente con lui».

 

Perché?

«Santoddio: dovremmo dargli uno stipendio, e subito!».

 

Di quanto?

«Mi pare giusto che prenda almeno 4.000 euro al mese: non è una cifra campata per aria.

Come il sindaco di una grande città, come un funzionario del Nazareno, un terzo di un deputato. Guadagno più di lui, ti pare possibile?».

 

E invece?

RENZI PDRENZI PD

«Lui su questo non ci sente. Ma ripeto, è il partito che dovrebbe imporsi: hai un gioiello, e te lo devi curare. A Maradona il Napoli l' ingaggio glielo paga lieto. Noi siamo ancora così, colpa dell' egemonia del grillismo».

 

Quindi rinunci all' ufficio?

«Se ci pensi anche il secondo partito italiano non ha sede».

Il M5s è il primo partito!

«Ti dirò: io leggo con attenzione le tendenze, i cicli di consenso. Non mi turbano i sondaggi di una settimana. Ma si sono smaterializzati i luoghi della politica. Il dopo referendum parte da questa riflessione: oggi tutto accade nel Web. Nel mondo cartaceo ci stanno le élites e i vecchi come noi».

 

Hai fatto fuori il tuo discepolo Filippo Sensi?

«Figurati! Il legame tra me e a Filippo è fatto di stima, affetto, complicità».

Quindi sì.

«È strano che fai il capo ufficio stampa del partito, di una corrente e il portavoce del capo del governo!».

Fino a ieri era così.

Michele AnzaldiMichele Anzaldi

«Prima premier e leader erano la stessa persona. Ora due persone diverse. È buonsenso».

È vero che è stato Gentiloni a dirgli: «O con me o con lui?».

«Ah ah ah. Trattandosi di Paolo è folle immaginare un out out. Al massimo immaginati una perifrasi del tipo: "Filippo non trovi che sia troppo stressante per te sostenere due incarichi così gravosi?". La frase più traumatica che ho sentito dire a Gentiloni è: "Scusate, a me così non va bene"».

 

Come sei stato arruolato?

renzi all assemblea pdrenzi all assemblea pd

«Matteo mi ha invitato a prendere un caffè: in un baretto di via delle Mercede, vicino al Nazareno. Mi dice: "Facciamo il punto sulla comunicazione"».

 

Mentre bevevate un caffè?

«Lui è sempre operativo. Io sono stato molto critico, come sai, su quel che abbiamo comunicato in passato. L' uomo, come è noto, è complicato: erano troppi pochi, intorno a lui, e lui faceva troppe cose».

Eppure ha vinto così!

«Matteo è come una bottiglia di Coca-Cola. Se la bevi fresca e col ghiaccio è una goduria. Se la agiti esplode, il contenuto si versa inutilmente e una sostanza appiccicosa ti rimane tra le mani».

 

Il punto qual era?

«Sul piano personale la frase-verità: "Non pensavo di essere così odiato". Su quello politico, direi che il referendum ha oscurato le riforme. Ci siamo trovati a inseguire, spesso impreparati».

ANZALDI 1ANZALDI 1

 

Esempio?

«Il caso Guidi. Alle 15 mentre scoppia lo scandalo Matteo è in aereo, in volo verso l' America. Alle 20, quando interviene, i titoli dei tg erano già andati. Prodi o Berlusconi avevano staff strutturati, Filippo e Matteo erano soli».

 

Chi vi manca?

«Prendi Berlusconi: aveva un portavoce come Paolo Bonaiuti, specialisti di immagine come Roberto Gasparotti, un addetto stampa come Luca D' Alessandro, un signore che si chiama Antonio Tajani, un ghost writer come Giuliano Ferrara Prodi aveva Silvio Sircana, Rodolfo Brancoli, Sandra Zampa, Lelio Alfonso e non dimenticarti quel gentiluomo di Angelo Rovati».Qui fai tutto tu. «Infatti io ho detto a Matteo che voglio creare questa squadra. Lui mi ha risposto: "Giusto: ma tu parti subito". E io: "Quanto tempo mi dai?"».

E lui?

«"Devi dirmi se vuoi farlo ora". Il pomeriggio ero al lavoro. Ma farò il cacciatore di teste perché servono un Sircana che tiene le relazioni, un Brancoli che vada a cena con i direttori a spiegare la linea...».

 

Ma non puoi andarci tu?

AGNESE RENZI MORETTI BOSCHIAGNESE RENZI MORETTI BOSCHI

«Io? Vado volentieri al ristorante con Mario Calabresi e Luciano Fontana: ma a parlare di fake news. Quel lavoro istituzionale non è il mio. Se accentri tutto sbagli. È un' altra lezione del referendum».

 

Poteva andare meglio?

«Matteo è una Ferrari, una Lamborghini. Ma non puoi parcheggiare un' auto sportiva con una ruota sul marciapiede. Non puoi usarla per andare a comprare il pane».

 

E Andrea Orlando cos' è?

«Una di quelle Cinquecento Abarth carine. Belle per una corsa al mare».

 

E Michele Emiliano?

«Un vecchio diesel che ti fa la nuvola di fumo nero e tossico. Ha organizzato la scissione, ha fatto buttare Pier Luigi Bersani dalla finestra e poi ci ha ripensato. Unico».

 

ANZALDI 2ANZALDI 2

Hai paura di Orlando?

«È più pericoloso. Ha fatto due volte il ministro senza che ci sia stato un problema. Ma Matteo è la luna al confronto di tutti, un' altra razza».

Stavi spiegando la sconfitta.

«Intanto non c' è stata la Rai».

 

Ma se l' avete occupata!

«Era spenta, direi: senza Ballaró, senza Nicola Porro, senza Politics. Che Antonio Campo Dall' Orto non va lo hanno detto anche Carlo Calenda, Antonello Giacomelli, Angelino Alfano. Basta?».

E poi?

«Bisognava diversificare i soggetti: un presidente, un portavoce del comitato, un coro di società civile. Invece ha preso tutto sulle spalle Renzi».

E Maria Elena Boschi.

«Mia madre non sa nemmeno chi sia la Boschi!».

 

È stato un limite di Renzi, allora.

«È stato troppo coraggioso. Il suo è stato un problema di etica della responsabilità: ha pagato e si è dimesso. Ma chi l' ha fatto oltre a lui?».

 

I duelli con Marco Travaglio, Gustavo Zagrebelsky, Ciriaco De Mita hanno funzionato?

«Se tu vai a fare una trasmissione e dura 3 ore sbagli: lui era stanco e i telespettatori si sono addormentati».

 

Ha vinto lui o no?

MICHELE ANZALDIMICHELE ANZALDI

«Sì! Ma era diventata una cosa goliardica: vediamo chi dura di più a bere pinte di birra».

Detto così pare un disastro.

«Al contrario: era il più amato, ha governato bene, è riuscito a portare a casa riforme epocali.

Doveva e deve vendere questa merce».

 

E invece?

«Sovraesposizione, troppe uscite, troppo tempo. Oscurava se stesso, non dava tempo di metabolizzare. Conferenze stampa di un minuto e poi via in elicottero. Renzi da solo occupava ben 5 pagine al giorno sui quotidiani, poi ce n' erano altre 35 sul resto delle notizie: come faceva un cittadino normale a informarsi su così tanta roba? Meglio una pagina ogni due giorni su questioni concrete e realmente sentite. Solo così possiamo evitare il disastro di 100.000 assunzioni di professori, miliardi per l' edilizia scolastica e poi siamo insultati sulla scuola».

 

Da dove riparti?

«Matteo è spontaneo, genuino e intelligente: da lui».

 

Come funziona tra voi?

MICHELE ANZALDIMICHELE ANZALDI

«Ci sentiamo la mattina per analizzare le cose importanti».

 

Le mosse dei nemici?

«Ma figurati! Uno dei primi temi che ci siamo scambiati è stato la disinformazione pericolosa e l' impennata dei casi di morbillo».

 

Cosa vi ha interessato?

«Il meccanismo perverso per cui sono i bimbi immunodepressi ma sani che il morbillo ammazza».

 

E quando leggi di Emiliano che chiede le sue dimissioni?

«Io dico: "Lasciamolo cuocere nel suo brodo". Vedi che funziona?».

 

Altro esempio?

«La polizia italiana intercetta una persona che cerca l' indirizzo dei due poliziotti che hanno ucciso il terrorista in fuga. Se potessi ascoltarci capiresti che Matteo ha a cuore l' Italia, non le piccole beghe».

Magari parlate anche dei toscani da nominare.

«Fake news grilline. Ce ne sono troppo pochi di toscani nei cda, purtroppo. Gente seria».

 

Pensi che Renzi non sia logoro?

michele emiliano all assemblea pdmichele emiliano all assemblea pd

«La sua forza è che lui non è nominato, è stato selezionato in una battaglia politica. È un combattente invincibile. Pensa allo streaming!».

 

Quello con Grillo?

«Appunto: lo ha demolito: "Beppe; benvenuto su questo pianeta!". Molto efficace. Soprattutto dopo l' umiliazione subita dal povero Bersani, bastonato da Roberta Lombardi».

Renzi ha detto a Giovanni Minoli di essere «cattivo e vendicativo».

ORLANDOORLANDO

«Ha fatto male, perché non è vero. I più grandi oppositori di Matteo hanno commissioni, poltrone ministeriali, incarichi. Guglielmo Epifani, alla guida della commissione Attività produttive! Francesco Boccia è a capo della commissione Bilancio della Camera!

Pensa anche al questore Paolo Fontanelli. E potrei andare avanti».

 

E ti pare un crimine?

«Se Matteo fosse cosi cattivo avrebbe potuto sostituirli: tutto passa per lui. Avevamo Roberto Speranza, uno che ha fatto la scissione. Capogruppo!».

Speranza è stato segato!

maria elena boschi al lingottomaria elena boschi al lingotto

«Si è dimesso lui. Peraltro in piena campagna elettorale per le amministrative».

 

Nemico interno?

«Bisogna competere con la disinformazione grillina. Riconquistare i social».

 

Non ami i giornalisti?

«Al contrario servono: se il politico se la suona e se la canta è felice, ma non funziona. Deve parlare sempre con un filtro giornalistico».

 

Quanti dibattiti per le primarie con gli sfidanti?

«Ne farà uno solo, fatto bene. Quello su Sky è perfetto. Altri non si sono mai fatti, perché dovrebbe farli adesso?».

 

Punti a fare il vicepremier? Il sottosegretario alla presidenza?

«Ma figurati! Farò questo lavoro, magari altrove».

maria elena boschi gentiloni renzimaria elena boschi gentiloni renzi

 

Chi ci crede?

«Perché? Alla Ferrari, magari. Alla Fca. Oppure prendi Cairo: azzera il deficit di Rcs e va in utile di 35 milioni».

 

Che c' entra?

«Invece che leggerlo nelle pagine economiche doveva essere una notizia da prima».

Mi stai depistando.

«Non ho ambizioni di Palazzo. Se mi vedrai in un altro posto sarà fuori della politica».

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