MISSIONE OPUS DEI: UCCELLARE I “CORVI” - BENEDETTO XVI DISPONE, BERTONE CHIAMA: SARA’ IL CARDINALE HERRANZ A GUIDARE LA COMMISSIONE INTERNA CHE DOVRÀ STANARE LE ‘GOLE PROFONDE’ VATICANE - DOPO LO SPUTTANATOIO PORPORATO DI DOSSIER E CONTROSPIFFERI, IL PAPA VUOLE FAR ROTOLARE QUALCHE TESTA PER PURIFICARE L’ARIA TRA LE MURA LEONINE PRIMA DI PASSARE LA MANO - BYPASSATO IL CONTROLLO DI BERTONE: LA TASK FORCE CARDINALIZIA RISPONDERÀ DIRETTAMENTE AL PASTORE TEDESCO…

Gian Guido Vecchi per il "Corriere della Sera"


Anni fa, quando gli chiesero se fosse vero che il fondatore dell'Opus Dei Josemaría Escrivá avesse un carattere talvolta brusco, rispose imperturbabile: «Era un uomo e gli uomini non sono tutti fatti di pasta frolla». Di certo non lo è neppure lui, il cardinale Julián Herranz, esimio giurista e uomo di punta dell'Obra - per ventidue anni visse accanto a San Escrivá e ne fu segretario personale - al quale Benedetto XVI ha affidato il compito di presiedere la commissione che dovrà fare «piena luce» sui cosiddetti corvi che hanno svolazzato in Vaticano nei mesi scorsi.

Il Papa fa sul serio, i veleni e la fuga di documenti riservati della Santa Sede non saranno senza conseguenze: e la «commissione cardinalizia», voluta dal Pontefice dopo «la recente divulgazione in televisione, sui giornali e in altri mezzi di comunicazione di documenti coperti dal segreto d'ufficio», avrà pieni poteri.

Quella pubblicata ieri dalla Segreteria di Stato è una «notifica», un atto formale: informa prelati o dipendenti - nel caso li convocassero per essere ascoltati - che la commissione «agirà in forza del mandato pontificio a tutti i livelli». I tre cardinali che la compongono - oltre al presidente Herranz, il prefetto emerito di Propaganda Fide Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi, già arcivescovo di Palermo - sono in pensione e quindi non hanno oggi incarichi in Curia, ma la conoscono assai bene. Si sono già riuniti martedì «per stabilire metodo e calendario dei lavori».

Che il Papa «addolorato» ma «sereno» e ben «determinato a guardare avanti» volesse istituire una commissione cardinalizia, lo aveva annunciato il mese scorso l'arcivescovo Angelo Becciu, «sostituto» della Segreteria di Stato e quindi vice del cardinale Tarcisio Bertone, uno dei bersagli principali dei «corvi».

Il governo vaticano, dai cui stessi uffici sono trapelati molti documenti, aveva già disposto due livelli di indagine: «A livello penale è condotta dal Promotore di giustizia del Tribunale vaticano e a livello amministrativo è svolta dalla stessa Segreteria di Stato». Il «terzo livello», la «commissione superiore» guidata dal porporato spagnolo, potrà attingere anche al loro lavoro e risponderà direttamente a Benedetto XVI.

La scelta del Papa, del resto, è significativa. Il cardinale Herranz, considerato tra i «grandi elettori» dell'ultimo conclave, ha presieduto il pontificio Consiglio per i testi legislativi e guidato tra l'altro la commissione disciplinare della Curia. Figlio di un medico, nato 82 anni fa nella diocesi di Cordoba, a Baena, è membro dell'Opus Dei dal 1949, quando studiava medicina a Madrid (si specializzò in psichiatria) prima degli studi teologici a Roma. Conosce la Curia romana da più di mezzo secolo: fu chiamato nel 1960 e durante il Concilio collaborò tra l'altro alla commissione che preparò il decreto «Presbyterorum Ordinis» sulla responsabilità (compresa l'«unione fraterna») dei sacerdoti.

È insomma uno dei cardinali più influenti, al quale le «voci» vaticane avevano attribuito, durante la riunione pre-concistoro di febbraio, una forte preoccupazione sul governo della Curia. Lui, riservatissimo, non replicò: ma trapelò un certo fastidio perché, fece sapere, in realtà al concistoro non era intervenuto. Di certo Herranz è preoccupato della situazione.
Chi lo conosce bene lo descrive come un uomo di grande spiritualità e rigore e di grande fermezza. Non una «pasta frolla», insomma. La sensazione, Oltretevere, è che per i «corvi» e per chi ha mancato nei controlli si preparino tempi difficili. Come disse il cardinale nel 2005, in un'intervista al vaticanista Marco Politi: "Gli uomini, come Gesù Cristo che era vero uomo, hanno anche necessità di prendere atteggiamenti forti. Cristo ha cacciato i mercanti dal tempio, eppure era un esempio di mansuetudine».

 

PAPA Ranzinger Benedetto XVI e CArdinale Bertonebertone papa big Cardinale Julian Herranz - Copyright PizziAngelo Becciucorvi vaticano

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)