C’È QUALCOSA DI NUOVO, ANZI DI ANTIGUA, NEL CASO SCAJOLA - PER I PM, LA MOGLIE DI MATACENA E L’EX MINISTRO STAVANO COSTITUENDO UNA SOCIETÀ NEL PARADISO FISCALE - LA LETTERA DI “SUPPLICA” PER GEMAYEL, IL POTENTE LIBANESE CHE DOVEVA ‘ACCOGLIERE’ IL CONDANNATO

Giovanni Bianconi e Fiorenza Sarzanini per il "Corriere della Sera"

Quella nei confronti di Amedeo Matacena, per Claudio Scajola è una «persecuzione giudiziaria». Dimostrata dal fatto che negli altri Paesi il reato di concorso esterno in associazione mafiosa - per il quale nel 2013 il suo amico è stato condannato a cinque anni di carcere - non è nemmeno ipotizzato.

Che ci credesse o meno, questo aveva scritto l'ex ministro dell'Interno italiano nel «promemoria per la supplica» da rivolgere all'ex presidente libanese Amin Gemayel. Si tratta di alcune frasi appuntate sulla lettera indirizzata al «mio caro Claudio», in francese, che gli investigatori della Dia attribuiscono proprio a Gemayel. Sullo stesso foglio Scajola aveva annotato i punti da evidenziare nella richiesta ufficiale di asilo politico, giustificata «per motivi umanitari e medici».

ARRESTO CLAUDIO SCAJOLA

«MATACENA PERSEGUITATO»
A parte l'asserita «persecuzione», sostenuta anche attraverso una ricostruzione della lunga vicenda processuale, la «supplica» doveva fondarsi sulle cure mediche necessarie a Matacena. Di qui la richiesta di assistenza al Libano per evitargli il carcere, che secondo l'appunto vergato dall'ex ministro doveva essere inoltrata all'ambasciata subito dopo la formazione del nuovo governo a Beirut.

Dell'insediamento del nuovo esecutivo si parla spesso nelle telefonate di Scajola con la moglie di Matacena, Chiara Rizzo, e con Vincenzo Speziali, l'inquisito che secondo l'accusa era il mediatore principale con le autorità libanesi per conto dell'ex deputato calabrese e, forse, anche di un altro condannato eccellente: Marcello dell'Utri, tuttora detenuto a Beirut in attesa della decisione sull'estradizione chiesta dall'Italia.

CHIARA MATACENA CON LA FIGLIA

Ma l'indagine della Procura reggina non si limita alle pressioni su Gemayel (del quale Scajola e Speziali avevano organizzato l'incontro con Silvio Berlusconi, che però all'ultimo momento è saltato, durante una visita in Italia a fine febbraio ).

Schermata alle

Altri aspetti dell'inchiesta sull'associazione per delinquere messa in piedi con lo scopo di garantire la latitanza di Matacena, si estendono soprattutto ai movimenti economici e bancari della moglie del condannato, alla quale, accusano i pubblici ministeri, «Scajola forniva un'assistenza costante e apparentemente interessata».

Per esempio in relazione a un'operazione non ancora del tutto chiara, di cui l'ex ministro discute con Chiara Rizzo in una conversazione del 16 agosto scorso. A un certo punto Scajola dice: «Poi ho parlato ieri con Alessandro, a lungo... Io sono stato molto brusco, capito?».

Scrivono i pm: «Alessandro Olivieri è un dipendente della banca monegasca a cui gli indagati si rivolgono per l'inoltro di corrispondenza bancaria, volutamente non meglio specificata, ritenuta indispensabile, come si arguisce dagli esiti tecnici, per la costituzione di società offshore in un Paese dal regime fiscale agevolato».

LE INDAGINI BANCARIE
L'istituto di credito è la Compagnie Monegasque de Banque, a Montecarlo, sul quale Chiara Rizzo - residente del Principato di Monaco - ha un conto da cui ha tratto in quel periodo soldi da trasferire su un altro conto del Banco di Napoli. Forse quello della filiale della Camera dei deputati, di cui l'ex parlamentare Matacena ancora dispone e per il quale s'era interessata la segretaria di Scajola.

Schermata alle

Dieci giorni prima del colloquio con l'ex ministro, parlando con la segretaria di suo marito Maria Grazia Fiordelisi, Chiara Rizzo aveva chiesto notizie di un documento che doveva arrivare dalla banca monegasca, e l'interlocutrice aveva spiegato: «Se lo ha mandato Alessandro lo ha mandato nella lingua francese perché la banca è di là e la lingua è francese ... io adesso, a memoria non me lo ricordo».

La signora Matacena domanda: «Alessandro dalla banca, mi ha dato una cosa... un certificato di referenze... ce lo abbiamo un certificato di referenze?». E la Fiordelisi risponde: «Mi sembra uno sì, quello che abbiamo mandato a Miami».

In un'altra telefonata tra Scajola e la Rizzo, dell'8 agosto, si fa riferimento a una spedizione attraverso il corriere Dhl. Per i due interlocutori sembra una vicenda piuttosto importante: «Sto mandando tutto... però li vuole mandati Dhl», dice la donna;

«Ma lei è in grado? È in grado di seguire lei?», si preoccupa Scajola, probabilmente riferendosi alla segretaria di Matacena. «Sì, sì, tutto, ormai il grosso lo stiamo facendo... Dhl», assicura la Rizzo. «Sì, meglio ancora... sì, che è originale», commenta Scajola, e la Rizzo conferma: «Sì, perché poi vogliono gli originali».

chiara rizzo matacena b d e ab e fe c d

LA SPEDIZIONE AD ANTIGUA
Dai toni dei colloqui s'intuisce che la questione sta molto a cuore all'ex ministro, il quale chiede con insistenza notizie sull'arrivo del plico. Per capire di che cosa i due stessero parlando gli investigatori della Dia sono andati a controllare se l'indomani Maria Grazia Fiordelisi avesse effettuato una spedizione via Dhl.

Dai registri non è risultato nulla, ma è spuntata una coincidenza considerata molto interessante: il 9 agosto 2013 lo stesso corriere internazionale è stato utilizzato da una tale E.H., residente a Sanremo, per spedire un plico al convivente G.M, presso l'indirizzo della sua abitazione ad Antigua.

L'isola caraibica è uno dei paradisi fiscali più noti del mondo, e il particolare ha convinto gli inquirenti a svolgere nuovi accertamenti. Ne è venuto fuori che due telefonini intestati alla signora «hanno fatto registrare diversi contatti telefonici con le utenze utilizzate nel tempo da Matacena Amedeo».

chiara rizzo matacena e d dd af bc aded f deba a AMIN GEMAYEL

Conclusione dei pubblici ministeri: «Alla stregua degli enunciati elementi di riscontro, appare evidente che la menzionata coppia M.G. ed H.E. abbia nel tempo avuto contatti diretti con Matacena Amedeo e che, per tale motivo, possa essere stata impiegata per l'inoltro della riservata corrispondenza ad Antigua».

antigua

La quale potrebbe essere collegata alla necessità di costituire la società offshore ipotizzata dagli inquirenti. Tanto da estendere le perquisizioni dell'8 maggio scorso alla casa sanremese della Hoffmann.

 

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)