raffaele cantone luigi di maio giuseppe conte

IL CANTONE GIÙ DAL PONTE - ''RISCHIO INFILTRAZIONI MAFIOSE'' NEI LAVORI PER IL VIADOTTO DI GENOVA. LO DICE IL CAPO DELL'ANTICORRUZIONE, CHE NON È AFFATTO CONVINTO DI COME È STATO SCRITTO IL DECRETO. ''IL COMMISSARIO NON PUÒ OPERARE IN DEROGA A TUTTE LE DISPOSIZIONI DI NORME EXTRAPENALI, E NON È UNA POLEMICA DA CACADUBBI'' - SALVINI LO CHIAMA, LUI DICE DI AVERE UN OTTIMO RAPPORTO CON CONTE E ''DISCRETO'' CON TONINELLI

 

1. GOVERNO: CANTONE, HO OTTIMO RAPPORTO CON PREMIER CONTE

raffaele cantone

 (ANSA) - "I rapporti con il governo? Sono istituzionalmente corretti. Ad esempio, ho un ottimo rapporto con il premier Conte. Ho un buon rapporto con il ministro dell'Interno Salvini e con quello della Giustizia Bonafede. E ho un discreto rapporto con il ministro delle Infrastrutture Toninelli. Io comunque ho incontrato un po' tutti i ministri". Lo ha detto il presidente dell'Autorità Anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone a 24Mattino su Radio 24.

 

E quando gli viene chiesto se avesse sentito il vicepremier Luigi Di Maio, il presidente Anac risponde: "Dopo il caso Ilva non ho più sentito il ministro dello Sviluppo economico". Tornando a parlare, infine, di appalti, Cantone ha detto di ritenere che "la creazione di un diritto speciale per gli appalti sia un pericolo".

 

2. CROLLO PONTE: CANTONE, CORREGGERE DL, SOTTOVALUTATA MAFIA

 (ANSA) - "Decreto Genova? Il governo ha sottovalutato il rischio delle infiltrazioni mafiose": lo ha ribadito il presidente dell'Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, a 24Mattino di Maria Latella e Oscar Giannino su Radio 24. "Io credo - ha detto, auspicando che il provvedimento venga 'corretto' - che ci sia stata una sottovalutazione del tema. La norma dell'esecutivo prevede genericamente un'indicazione senza precedenti: il commissario opera in deroga a tutte le disposizioni di norme extra penali". "Qual è il rischio del decreto? Non è un rischio da azzeccagarbugli o cacadubbi", ha proseguito.

 

DI MAIO CONTE SALVINI

 "I lavori si devono fare ma creando un reticolo di norme vere. La scelta del governo con l'intento di semplificare è stata quella di derogare tutto e di consentire al commissario di fare quel che vuole. Ma non può essere così anche perché il nostro sistema rientra nell'ordinamento europeo e di conseguenza le norme del diritto europeo si applicano. Ma vi immaginate il commissario che applica il diritto europeo senza la mediazione del diritto italiano?".

 

 

3. CANTONE SMONTA IL DECRETO SUL PONTE GELO DEI GRILLINI, MA SALVINI LO CHIAMA

Giuseppe Salvaggiulo per “la Stampa

 

di maio salvini

Convocato in Parlamento, il presidente dell' Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone ha criticato l' impianto del decreto su Genova su diversi fronti: deregulation nei poteri del commissario, rischio di confusione interpretativa e ricorsi, assenza di filtri antimafia nei lavori. Palazzo Chigi ha risposto con una nota che elude le critiche, perché «il decreto non deroga alle norme penali».

 

Cantone ha precisato che le norme antimafia da lui invocate non sono quelle penali (i reati) ma quelle amministrative sulle interdittive per le aziende. Dunque «il governo ha capito male». O troppo bene? Fatto sta che alla gelida reazione del M5S fa da contraltare l' interesse di Salvini, che ha contattato Cantone proponendogli un incontro al più presto.

 

Ruvido e surreale, il dialogo Anac-governo evidenzia «i dubbi e le perplessità» sul decreto, già sollevati da Quirinale e Antitrust; le frizioni tra Lega e M5S; la perdita di centralità dell' Anticorruzione, che porterà alla riforma (o controriforma) del codice degli appalti dopo soli 2 anni.

Salto all' indietro Ignorato nella convulsa fase di stesura del testo, Cantone aveva percepito che il suo parere non era gradito.

DANILO TONINELLI

 

«Il mio è un compito spiacevole ma doveroso», ha premesso ieri ai deputati. Per la sua audizione, le commissioni riunite Ambiente e Trasporti avevano riservato un' ora. Cantone ha letto un testo di cinque pagine. Poi hanno parlato solo quattro deputati su 90: uno di Forza Italia, un leghista, due del Pd. Grillini silenti e indifferenti. Dopo 35 minuti era tutto finito. Levato il dente.

 

Cantone si è detto d' accordo sia con la nomina di un commissario per Genova, sia con l' attribuzione di poteri speciali, sia con la necessità di «speditezza». Ma ha contestato l' assenza di «regole chiare» in «una legge senza precedenti», che consente al commissario di «muoversi con assoluta e totale libertà», derogando indistintamente a tutte le leggi della Repubblica (tranne la Costituzione e il codice penale) e tutte le norme Ue «non inderogabili». Distinzione, quest' ultima, artificiosa secondo la giurisprudenza della Corte costituzionale: nessuna norma Ue può essere derogata da una legge nazionale.

 

toninelli vespa

Privo di una «rete di protezione» irrobustita da regole «chiare e certe», il commissario dovrà di volta in volta farsi legislatore di se stesso, definire le leggi da applicare, avventurarsi in interpretazioni su materie complesse (non solo appalti ma anche ambiente e sicurezza dei lavoratori). Per non parlare dell' affidamento delle commesse e dei subappalti, avvolto in una nebulosa.

 

Secondo Cantone, il decreto si trasformerà in un boomerang per il commissario Bucci.

Qualsiasi suo atto sarà sommerso di ricorsi fino alla Consulta e alla Corte Ue.

Infine la deroga al codice antimafia, «sicuramente frutto di disattenzione» (ma dalla risposta del governo pare di no), inspiegabile date le «molte attività connesse alle ricostruzione - movimento terra, smaltimento rifiuti - in cui le imprese mafiose detengono purtroppo un indiscutibile know how» e operano «in sostanziale monopolio». Anche in Liguria. Il rischio di infiltrazioni richiederebbe viceversa «una barriera altissima».

 

L' infastidita reazione di Palazzo Chigi ha confermato Cantone nella sua idea: il decreto Genova crea un precedente e riporta gli appalti indietro di dieci anni. Chiunque potrà invocare deroghe e poteri speciali perché «quando l' eccezione si fa regola, la crepa diventa una falla».

toti sopralluogo ponte morandi

Il riflusso L' aria è cambiata, Cantone lo sa. Esponenti del governo annunciano una corposa modifica del codice degli appalti, additandolo come responsabile del blocco dei lavori pubblici.

Fake news, obietta l' Anac confortato dai dati di Bankitalia.

 

Anche Consiglio di Stato e Corte dei conti hanno spiegato che la perdita di capacità tecniche e giuridiche delle amministrazioni è il principale responsabile della lentezza degli appalti. Ma è il clima politico nei confronti dell' Anticorruzione a essere deteriorato. Lontani i tempi in cui i grillini consideravano Cantone un baluardo di legalità, tempestandolo di esposti. Ora i rapporti sono gelidi. Ieri solo Salvini gli ha dato sponda.

 

La legge garantisce l' indipendenza dell' Anac, anche dal governo. Il mandato di Cantone scade tra un anno e mezzo e l' audizione di ieri segnala la scelta di uno stile discreto e istituzionale, ma fermo. In ogni caso, come ripete sorridendo quando gli si chiede del futuro, «io un lavoro ce l' ho».

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)