scalfari minniti renzi

LA SECONDA AFFETTUOSA INTERVISTA DI SCALFARI A MINNITI (PER FAR INCAZZARE ANCOR DI PIU' IL CAZZARO) - ''RENZI NON CREDO VOGLIA DIVENTARE PREMIER, PREFERISCE LEADER DEL PARTITO E SARA' LUI A OCCUPARSI DI EUROPA'' – ''GENTILONI DEVE CONTINUARE COME GOVERNO DI ORDINARIA AMMINISTRAZIONE COME VUOLE MATTARELLA. PUO' DURARE AL MASSIMO UN ANNO E POI NUOVE ELEZIONI. RENZI NON CAMBIERA' LA LEGGE ELETTORALE''

 

Eugenio Scalfari per la Repubblica

 

Ho incontrato ieri il ministro dell' Interno Marco Minniti. Ci vediamo spesso e quasi sempre è lui che viene a casa mia per una chiacchierata su tutto quello che accade intorno a noi. Questa volta però sono andato io al Viminale. Gli ho domandato che cosa era avvenuto a Piacenza.

 

SCALFARI MINNITI 1

«Il caso di Piacenza è stato grave. Qualcuno ha attaccato lo sparuto drappello di carabinieri che controllava la piazza. A quel punto ho mobilitato immediatamente un nucleo più numeroso di forza pubblica che è intervenuto per sciogliere la protesta. Ti dico tuttavia che sono molto contrario a sciogliere di forza le manifestazioni. Alcune volte noi dobbiamo tutelare le manifestazioni, anche contrarie alla politica del governo del quale faccio parte. La mia tesi è che la democrazia, che è la grande istituzione in tutto il mondo libero, va difesa in tutti i modi ma mai con la violenza».

 

Oltre al caso di Piacenza il corteo più importante si è svolto a Macerata. Vuoi per favore chiarire quale è stata la tua posizione?

«A Macerata sono accaduti due fatti, uno orribile che è quello di Pamela, nel quale non c' era assolutamente nulla da manifestare, gli autori erano già stati individuati e messi in galera. Io comunque sono andato a dare la mano ai suoi parenti più stretti, altro non c' era da fare. Poi sono andato dove ha sparato Traini che nel frattempo era anche lui stato arrestato. Qualche giorno dopo si è svolta una manifestazione di molte migliaia di persone venute un po' da tutta Italia. Ho ritenuto che la manifestazione fosse doverosa e quindi non ho dato nessuna disposizione alle forze dell' ordine».

 

marco minniti saluta eugenio scalfari (1)

Ti incontri molto spesso con Renzi e a quanto mi risulta i tuoi suggerimenti sono quasi sempre accettati e messi in pratica. Che cosa gli suggerisci?

«Te lo dico subito ma prima voglio parlare della democrazia in genere, dei suoi valori, dei modi di metterli in pratica. La democrazia è il solo sistema che conserva la libertà e la giustizia. È un motto che tu usi molto spesso e dici anche che costituisce il Dna del giornale da te fondato. Hai perfettamente ragione, quei valori vanno conservati, ma è anche vero che la democrazia con il passare del tempo va ricostruita e soprattutto va rinnovata.

 

Non è un sistema di classe dirigente, se a battersi per la democrazia è il popolo non è populismo ma è sovranità popolare. Questo tema è di grande importanza e Renzi lo sente molto. Infatti io non credo che lui voglia diventare dopo le elezioni del 4 marzo il presidente del Consiglio. Preferisce restare leader del partito e come tale, essendo come io sono sicuro, capo del partito di maggioranza sarà lui ad occuparsi anche dell' Europa».

 

Al referendum costituzionale del 2016 Renzi è stato sommerso dai No provenienti in gran parte dai populisti italiani. Io inizialmente ero portato al No ma non per il contenuto del referendum, che condividevo, ma per la legge elettorale che sarebbe stata di fatto una legge di nominati da parte del potere esecutivo. Poi mi convinse Romano Prodi a votare Sì perché anche lui condivideva il monocameralismo e, pur ritenendo che la legge elettorale avrebbe asservito il potere legislativo a quello esecutivo, fu orientato a distinguere. Votò Sì ed io feci come lui. Adesso, se sarà vera la tua previsione del Partito democratico in testa agli altri, questa legge elettorale dovrebbe esser cambiata. Tu credi che Renzi lo farà?

 

SCALFARI PRODI

«No, non credo che lo farà. Ma a mio avviso lui in Europa si può far sentire moltissimo. Tra l' altro il Partito socialista europeo è in decadenza ma continua ad essere fondamentale tra le forze politiche rappresentate nell' Europa attuale e noi non solo aderiamo a quel partito ma ne siamo la maggiore forza. Questo è un elemento che rende ancora più importante la presenza europea del leader socialdemocratico. Gli ho sempre suggerito di non limitarsi a mettere nella lista dei candidati i suoi fedelissimi. Dovrebbe dare spazio a tutti, anche a quelli che lo criticano all' interno del partito perché hanno anch' essi il diritto di essere rappresentati in Parlamento.

 

<Naturalmente possono essere critici non solo nel partito ma anche in Parlamento, e questo è non solo normale ma anche utile perché dimostra che la libertà è ampiamente rappresentata dal nostro partito. Se quelli che hanno formato un altro partito con il nome che gli ha dato Pietro Grasso fossero rimasti dentro come per esempio Cuperlo sarebbe stato solo un bene e un esempio di partito forte e libero. Questa è la realtà della nuova democrazia da costruire. Fermi restando i valori, molto cambiando nella pratica. Un altro suggerimento che gli ho dato è di non andare al governo.

 

PIETRO GRASSO

<Gentiloni deve continuare come governo di ordinaria amministrazione perché questa è l' intenzione del nostro presidente della Repubblica. Questo rinvio può durare sei mesi, otto mesi, un anno ma poi bisognerà indire ovviamente nuove elezioni. È possibile che Gentiloni venga rieletto non più per un governo di ordinaria amministrazione ma per un vero e nuovo incarico, ma avrà sicuramente anche altri concorrenti e non è escluso che abbiano la meglio. In teoria tra questi ci può benissimo essere anche Renzi ma suppongo che non lo farà».

 

Caro Marco, l' immigrazione è uno dei temi principali della tua attività. Lo so bene perché ho sempre seguito quello che hai fatto, ma dimmi cosa realmente proponi.

«Proprio pochi giorni fa ho incontrato il primo ministro a Tripoli dove erano anche presenti i vari leader delle regioni a sud del deserto tripolitano che è la via d' ingresso tipica dei migranti, trattati sinora talmente male che affrontano la traversata del deserto e l' arrivo al mare con gommoni quasi sempre in mano a scafisti che li fanno fuori durante il viaggio.

 

GIANNI CUPERLO

<Questo non avverrà più. Quelli che oggi marciscono nei campi di concentramento lungo le sponde africane verranno almeno in parte ricondotti in patria. Quanto ai rifugiati, provvederemo a farli arrivare in Italia una volta al mese. La porta del nostro Paese per loro sarà sempre aperta».

 

In Africa hai avuto contatto con tutti, dal capo del governo egiziano a quello di Tobruch e a quello di Misurata e al generale cirenaico Haftar.

«Hai fatto un' ampia rassegna dei miei contatti con tutta la costiera africana. questi contatti sono indispensabili per la politica dell' immigrazione. Specialmente da parte egiziana. Il capo del cui governo mi ha assicurato la sua piena collaborazione per intervenire in qualche modo anche sul rafforzamento dell' attuale governo di Tripoli».

 

Insomma è una crociata.

«A suo modo sì, è una crociata. Ma le antiche crociate servivano, con la scusa di recuperare la Terra Santa dove era nato il cristianesimo, a colonizzare un territorio dove i vari baroni dell' Europa dell' epoca si costruivano staterelli e castelli rendendo schiavi i palestinesi dell' epoca. La nostra crociata è esattamente l' opposto di quelle. L' Africa fino a poco tempo fa vedeva lentamente diminuire la sua popolazione. In quarant' anni la situazione africana si è completamente capovolta.

MINNITI HAFTAR

 

<Ormai la popolazione in pochi anni è aumentata enormemente e ringiovanisce allo stesso modo e continuerà così. Nella società africana aumenterà di conseguenza anche la cultura. La società globale consentirà anche un intreccio di popoli; c' è un' ondata di cinesi verso l' Africa e altrettanti africani verso la Cina. Di tutto questo bisogna tener conto e non escluderei affatto una emigrazione di europei e di italiani giovani e famiglie addirittura che si trasferiscono in Africa».

 

Vogliamo concludere con i tre poli in Italia?

renzi affacciato da palazzo chigi con maglietta bianca

«Infatti era questo di cui volevo parlare per concludere la nostra conversazione. Cominciamo dalla destra. Attualmente si dichiara un' alleanza maggioritaria con Berlusconi alleato con Salvini e con la Meloni. Raggiungono il 30 per cento e non escludono di arrivare al 35. Ma è un' alleanza puramente figurativa che non ha nulla di effettivo.

 

Berlusconi è a favore dell' Europa e comunque vuole essere il leader che fissa la politica dell' alleanza. Ma in realtà la situazione non è questa. L' alleanza con Salvini è puramente figurativa ma in realtà c' è una differenza di fondo e quasi una contrapposizione.

 

Fanno finta di essere alleati per ottenere ciascuno più voti di quanti già ne abbiano ma poi in realtà si contrappongono su tutto. Berlusconi si prepara semmai ad alleanze di altro genere».

 

Magari con Renzi.

Berlusconi Renzi

«Forse lo vorrebbe ma Renzi non si alleerà mai con Berlusconi. Semmai pensa che Berlusconi avrà verso il Partito democratico un comportamento neutrale. È possibile che questo avvenga ma certo non di più. Passiamo all' altro polo, quello grillino.

 

Di Maio sta facendo alleanze sottobanco, con la scusa di associarsi a personalità di grande competenza in singoli settori, dalla Costituzione (nell' ipotesi che venga rifatta come i Cinque Stelle vorrebbero), all' economia, all' educazione scolastica, alla parità delle donne. Questo perfino nella prospettiva di una loro eventuale presenza al Quirinale quando Mattarella sarà scaduto.

 

<È accaduto nel frattempo che abbiano scoperto una serie di mascalzoni tra i loro candidati. I grillini sono molto forti specialmente nel Sud e in Sicilia ma non hanno alcun piano concreto oltre a visioni puramente teoriche. Nel frattempo si è sviluppata una lotta interna tra Di Maio e molti altri esponenti del movimento ormai diventato partito. Ma alleanze politiche non ne faranno e quindi credo che perderanno terreno se la politica del Pd aumenterà l' efficienza, gli ideali e la raccolta di una nuova grande sinistra».

 

macerata corteo antirazzismo

A questo punto ci siamo alzati, abbracciati e lui mi ha detto: la prossima volta vengo di nuovo a casa tua, lì si sta meglio che qui. Si chiacchiera egualmente senza che circoli l' aria dell' ufficio.

 

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