discorso di zelensky all onu

ONU, IL NULLA CON UN APPARATO INTORNO - AL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU, ZELENSKY FA UNA DURISSIMA REQUISITORIA CONTRO L'IMPOTENZA DELLE NAZIONI UNITE: “SE NON SIETE IN GRADO DI INTERVENIRE, DI AIUTARCI, SE PER NOI AVRETE SOLO VUOTE PAROLE, ALLORA SIGNIFICA CHE NON AVETE NESSUNA FUNZIONE. DOVRESTE SEMPLICEMENTE DISSOLVERVI - I RUSSI SI SONO MACCHIATI DI OGNI TIPO DI CRIMINE, CI VUOLE UN PROCESSO COME QUELLO CHE SI È TENUTO A NORIMBERGA PER I CRIMINALI NAZISTI”

Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”

 

DISCORSO DI ZELENSKY ALL ONU

La requisitoria di Volodymyr Zelensky contro la Russia è stata la più dura ascoltata finora. Non poteva essere diversamente, dopo la scoperta dei massacri di Bucha. Il presidente ucraino si è presentato sul maxi schermo del Consiglio di sicurezza dell'Onu, riunito ieri mattina a New York su richiesta di Mosca. Ha paragonato i militari russi «ai terroristi dell'Isis»: «Si sono macchiati di ogni tipo di crimine, stuprando le donne, torturando i bambini, sterminando intere famiglie, schiacciando con i carri armati le persone nelle loro macchine».

UCRAINA - CIVILI MASSACRATI A BUCHA

 

Ha avvertito che «Bucha non è un caso isolato, presto purtroppo vedremo le immagini di Mariupol, Kharkiv, Irpin, Dumerka, Motyzin» e di tante altre città. Prima conclusione: i responsabili devono essere puniti severamente, «ci vuole un processo come quello che si è tenuto a Norimberga per i criminali nazisti dopo la Seconda guerra mondiale».

 

E a sostegno delle parole, Zelensky ha fatto proiettare un video con le sequenze raccapriccianti degli eccidi. I cadaveri carbonizzati, le fosse comuni, i civili uccisi con le mani legate, l'anziana donna colpita in bicicletta. Ma il leader ucraino ha anche un messaggio politico: il Consiglio di sicurezza dell'Onu sta dimostrando ancora una volta «di non essere in grado di garantire l'obiettivo fissato nell'articolo 1 della Carta delle Nazioni Unite, cioè "mantenere la pace e la sicurezza internazionale"».

DISCORSO DI ZELENSKY ALL ONU

 

Parole vuote Zelensky è netto: «Se non siete in grado di intervenire, di aiutarci, se per noi avrete solo vuote parole, allora significa che non avete nessuna funzione. Dovreste semplicemente dissolvervi». A quel punto il presidente ucraino chiede «di espellere la Russia dal Consiglio di sicurezza, in quanto Paese aggressore». In alternativa prospetta una riforma dell'Onu, che superi il diritto di veto concesso ai cinque membri permanenti del Consiglio, Russia compresa. «Il diritto di veto non può essere il diritto di uccidere».

Zelensky, però, sa che non accadrà nulla di tutto questo.

 

bucha strage

L'unico, blando risultato è l'appello del segretario generale, Antonio Guterres: «Serve un'inchiesta indipendente» sui massacri di Bucha. Non si è capito bene chi dovrebbe condurre le indagini. Più tardi l'ambasciatrice britannica, Barbara Woodward, presidente di turno del Consiglio di sicurezza, ha fatto capire che dovrà essere l'Onu a raccogliere le prove, in parallelo al dossier già aperto dalla Corte criminale dell'Aja, da non confondere con la Corte internazionale di Giustizia, che è un organismo delle Nazioni Unite.

 

Bisognerà, in ogni caso, prendere nota anche di quello che ha detto l'americana Rosemary DiCarlo, sottosegretaria generale dell'Onu: «Abbiamo accuse di violenze sessuali commesse dalle truppe russe, compresi stupri di gruppo o di fronte ai bambini.

Ci sono anche denunce di violenze sessuali attribuite ai militari ucraini e alle milizie di difesa civile. Stiamo cercando di verificare tutte le accuse».

bucha stanza torture

 

La riunione di ieri non ha avuto altri sbocchi concreti. Ma almeno è servita per aggiornare la mappa geopolitica sulla guerra. L'ambasciatore russo, Vassily Nebenzia, aveva chiesto la convocazione del Consiglio per «denunciare la montatura ucraina sui fatti di Bucha». Nebenzia ha sostenuto che siano stati «i nazisti radicali ucraini» a uccidere i civili, così come hanno fatto nel Donbass. Inoltre ha aggiunto che la Russia ha accolto «600 mila profughi» che «non sono partiti contro la loro volontà».

zelensky bucha

 

La rappresentante Usa, Linda Thomas Greenfield, è tornata a chiedere l'espulsione di Mosca dal Consiglio Onu per i diritti umani. Ma servirà il consenso di due terzi dell'Assemblea generale, composta da 193 Paesi. C'era attesa anche per l'intervento dell'ambasciatore cinese, Zhang Jun, che ha appoggiato la richiesta di un'indagine indipendente, avvertendo che le accuse «devono prima essere provate». Ancora nessuna condanna, quindi, della guerra scatenata da Vladimir Putin.

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)