meloni salvini schillaci

"RISCHIARE UN MELONI BIS PER SERRAVALLE E BELLAVITE (I DUE MEDICI SCETTICI SUI VACCINI SILURATI DA SCHILLACI) ANCHE NO" - GIORGIA MELONI PROVA A SERRARE I RANGHI E A METTERE LA MORDACCHIA AI SUOI (SALVINI E LOLLOBRIGIDA IN PRIMIS) CHE CANNONEGGIANO CONTRO IL MINISTRO DELLA SALUTE, CHE HA MINACCIATO DI DIMETTERSI - CONTINUARE AD ATTACCARLO POTREBBE SIGNIFICARE TIRARE TROPPO LA CORDA E COSTRINGERE SCHILLACI AD ANDARSENE, APRENDO LA POSSIBILITÀ A UNA CRISI DI GOVERNO - MATTARELLA HA GIÀ FATTO SAPERE CHE, DOPO I CAMBI IN CORSA DI FITTO E SANGIULIANO, UN'ALTRA MODIFICA DELLA SQUADRA DI GOVERNO IMPLICHEREBBE UN PASSAGGIO ALLA CAMERE PER RINNOVARE LA FIDUCIA...

Estratto dell'articolo di Paolo Russo per “La Stampa”

 

giorgia meloni orazio schillaci foto lapresse

La premier lo avrebbe già fatto capire ai suoi: «Rischiare un Meloni bis per Serravalle e Bellavite (i due medici silurati da Schillaci e che dire scettici sui vaccini è un eufemismo, ndr) anche no».

 

Perché in questo momento continuare il tiro al piccione contro il titolare della Salute ostacolando riforme e tagliando i finanziamenti per ripicca significherebbe spingerlo verso le dimissioni.

 

Una carta che ai suoi avrebbe confidato di essere pronto ad usare «se incontrassi difficoltà insuperabili ad attuare il programma sulla sanità che è poi quello elettorale del governo».

 

paolo bellavite 1

E Mattarella, a parte la stima per Schillaci, ha già fatto sapere a suo tempo che dopo i cambi in corsa di Fitto e Sangiuliano un'altra modifica della squadra di governo implicherebbe un passaggio alla Camere per rinnovare la fiducia.

 

Un bis dal quale Giorgia Meloni si è sempre tenuta alla larga sapendo quanto possa essere destabilizzante smuovere gli appetiti dei partiti della sua maggioranza. Quelli della Lega su tutti, che mirerebbe a piazzare uno dei suoi proprio al posto dell'ex rettore di Tor Vergata.

IL MINISTRO SCHILLACI TASTA LA FRONTE A GIORGIA MELONI

 

Non a caso dopo le punzecchiature di Salvini a Schillaci il Carroccio si è spinto ad annunciare l'intenzione di portare in Parlamento una proposta di legge per l'abrogazione dell'obbligo vaccinale nelle scuole.

 

Ma la reazione di FI e FdI è indicativa di come tra gli altri partiti della coalizione ci sia voglia di spegnere questo fuoco estivo divampiamo intorno al tema sempre caldo dei vaccini. «Non è una priorità e soprattutto non è nel programma elettorale» si sono affrettati a precisare azzurri e meloniani.

 

[...] 

 

eugenio serravalle 1

 

 

 

Fin qui però siamo nel solco di quanto già visto negli ultimi giorni, con Forza Italia schierata senza se e senza ma a difesa della decisione presa da Schillaci di azzerare l'intero Nitag, il comitato consultivo sui vaccini che nessuno ha mai nemmeno interpellato ai tempi della campagna vaccinale anti Covid e che ora ha creato una spaccatura nella maggioranza per via di quei due nomi che anno provocato una levata di scudi da parte di tutta la comunità scientifica e dell'intera armata dei professionisti oltre che delle Regioni.

 

meloni lollobrigida

[...] Ma il vento sembra girare. Il partito di Meloni infatti, dopo aver bacchettato Schillaci ora bolla come una «boutade estiva» la proposta leghista. Con i vertici di FdI a taccuini chiusi che ricordano come «nel programma elettorale non risulta ci fossero riferimenti all'abolizione dell'obbligo vaccinale».

 

Insomma dopo la grattata di pancia alla galassia No-vax, sembra che a Via della Scrofa si stia virando verso posizioni meno anti-scienza.

 

Anche perché due conti se li sono fatti anche da quelle parti, calcolando che gli anti-vaccini non valgono più di un 3-5% mentre il 70% è convinto della loro utilità. Certo, la frattura con Schillaci reo di non aver ascoltato il potente sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, che gli chiedeva di soprassedere fino a settembre sulle nomine del Nitag, resta ed è pure profonda.

 

Meloni Salvini

Ma la premier e i suoi sanno che spingere Schillaci verso le dimissioni sarebbe un boomerang, con una levata di scudi da parte di scienziati e ordini professionali vari che finirebbe per far passare l'idea di un governo poco affidabile su un tema elettoralmente così sensibile come quello della salute.

 

E poi Giorgia Meloni non ha alcuna intenzione di lasciare a Schlein la carta della sanità. Tanto che è stata proprio la premier a dire al titolare dell'Economia Giorgetti: «Impediamo all'opposizione di attaccarci ancora con la storia della spesa sanitaria in arretramento sul Pil».

MATTEO SALVINI - GIORGIA MELONI - ANTONIO TAJANI - MEME IN VERSIONE STUDIO GHIBLI

 

Così dal suo primo incontro a via XX settembre Schillaci ne è uscito con la promessa di due miliardi in più oltre ai 4 già previsti per il prossimo anno. Soldi che il ministro vuole spendere soprattutto per assumere e tagliare le liste di attesa. Un piano che a Palazzo Chigi non conviene a nessuno sabotare. [...]

giorgia meloni francesco lollobrigida

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