GRILLO COME BORGHEZIO! - I 5STELLE SCENDONO IN PIAZZA CON LA FIOM E LUI ATTACCA I KABOBO D'ITALIA

1 - GRILLO ATTACCA SUGLI IMMIGRATI
Tommaso Ciriaco per "la Repubblica"

Prende tre casi di violenza e immigrazione. Poi sentenzia: «Quanti sono i Kabobo d'Italia? Centinaia? Migliaia? Dove vivono? Non lo sa nessuno». Dal suo blog Beppe Grillo torna a maneggiare una materia sensibile come il dossier immigrati. Con toni che fanno discutere. Parte dal recente, triplice omicidio di Milano, ma poi allarga il campo ad altri episodi di cronaca nera. Il leader, però, non convince una fetta rilevante del web, che dal blog lo contesta: «Sei superficiale come Borghezio».

Il fondatore del M5S ripesca episodi di violenza. Tutti commessi da immigrati, tutti in qualche modo con un conto aperto con la giustizia. Nell'elenco c'è «un comunitario portoghese che doveva (deve) stare in carcere», «un ghanese che doveva essere considerato sorvegliato speciale per la sua violenza» e «un senegalese il cui decreto di espulsione non è mai stato applicato». Grillo racconta delitti cruenti, stupri. Infine domanda: «Chi è responsabile?».

«Non la Polizia - è la risposta - che più che arrestarli a rischio della vita non può fare. Non la magistratura che è soggetta alle leggi. Non il Parlamento, che ha fatto della sicurezza un voto di scambio elettorale tra destra e sinistra e ha creato le premesse per la nascita del razzismo in Italia. Nessuno è colpevole, forse neppure Kabobo. Se gli danno l'infermità mentale presto sarà di nuovo un uomo libero». Grillo non indica direttamente i responsabili, né propone ricette. Si limita a dipingere con tinte fosche il variegato pianeta immigrazione. Chi invece ha qualcosa da dire è proprio il web.

Sul blog del comico non mancano i commenti a sostegno delle tesi del leader. Ma si contano critiche altrettanto dure. Come quella di Alberto: «Senza una parola sulla condizione dei milioni di immigrati che vivono onestamente in Italia, fai esattamente come il nano, che fa proclami. Hai volutamente elencato tre casi di disperati dei quali non conosci nulla, con una superficialità degna del miglior Borghezio». O come Edoardo, che si indigna: «Questo post è veramente indecente. Uno schifo».

Un utente che si sigla Mozart si fa interprete del sentimento di molti internauti: «Questo post è un'istigazione al razzismo ed è quanto è emerso per la maggior parte di questi commenti! Questo caso è infamante, ma non può ripercuotersi su tutti gli altri "sporchi negri", come molti qui dentro li hanno definiti!». E in effetti c'è chi soffia sul fuoco. Basta leggere Ferdinando: «I Kabobo in Italia sono ancora relativamente pochi, ma quando saranno diventati molto numerosi allora la loro ira sarà incontenibile e ci faranno tutti a pezzi».

Mentre un'anima della Rete accusa Grillo di solleticare sentimenti che sfiorano il razzismo, il comico a cinquestelle sceglie con una mossa a sorpresa di "coprire" anche il fianco sinistro del movimento. I cinquestelle, infatti, parteciperanno sabato a Roma alla manifestazione della Fiom di Maurizio Landini. La presenza di Grillo in piazza San Giovanni non è ancora confermata, ma nel dubbio il leader ha comunque incontrato la Rsu Fiom della Fincantieri di Ancona. Di fatto, un ulteriore passo che serve ad accreditarsi come interlocutore della sinistra sindacale.

2 - KABOBO D'ITALIA
Da "beppegrillo.it"

Quanti sono i Kabobo d'Italia? Centinaia? Migliaia? Dove vivono? Non lo sa nessuno.
Via Melzo, Milano, un cittadino portoghese originario dell'Angola, stacca a un passanteun orecchio a morsi. Prosegue poi per Porta Venezia dove picchia una persona all'uscita dalla metropolitana. Sale su un convoglio e alla fermata di Palestro aggredisce a testate, calci e pugni un ragazzo. Risalito in superficie, raccoglie un mattone e lo tira in faccia a un sessantenne che portava a spasso il cane.

Gli spacca il setto nasale e gli procura un vasto ematoma all'occhio. Viene arrestato e dopo un mese rilasciato in libertà. Il pensionato lo ha rivisto nel suo quartiere e si è rifugiato in macchina. Il cane si è dato alla fuga.

Niguarda, Milano, un cittadino ghanese, già identificato per atti violenti, tra i qualil'aggressione alla Polizia a Bari-Palese insieme ad altri immigrati, e per questo incarcerato per sei mesi, uccide a picconate tre persone e ne ferisce altre tre. Kabobo, senza dimora, senza un lavoro, gira da tempo per l'Italia indisturbato. Kabobo aveva chiesto asilo politico dopo essere sbarcato a Lampedusa, nel 2011, status che gli era stato negato.

Ma l'immigrato aveva presentato ricorso sul quale i giudici non si sono ancora pronunciati e pur irregolare non poteva essere espulso. Kabobo ha trascorso la notte prima dei delitti nei ruderi di villa Trotti,un'area abbandonata al centro del quartiere Niguarda. Era stato identificato il 16 aprile dai Carabinieri.

Castagneto Carducci, un senegalese, Ablaye Ndoye, spacciatore, è arrestato per l'omicidio di Ilaria, una ragazza di diciannove anni, picchiata durante un tentativo di stupro con tale violenza da farla soffocare dal sangue delle ferite al setto nasale. Ablaye era irregolare con provvedimento di espulsione.

Tre casi diversi. Un comunitario portoghese che doveva (deve) stare in carcere, qui o al suo Paese, e comunque va reimpatriato. Un ghanese che doveva essere considerato sorvegliato speciale per la sua violenza. Un senegalese il cui decreto di espulsione non è mai stato applicato.

Chi è responsabile? Non la Polizia che più che arrestarli a rischio della vita non può fare. Non la magistratura che è soggetta alle leggi. Non il Parlamento, che ha fatto della sicurezza un voto di scambio elettorale tra destra e sinistra e ha creato le premesse per la nascita del razzismo in Italia. Nessuno è colpevole, forse neppure Kabobo. Se gli danno l'infermità mentale presto sarà di nuovo un uomo libero.

 

 

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