giorgia meloni e matteo piantedosi alla camera - foto lapresse claudia conte

DALLA SCOPPOLA AL REFERENDUM, L’ARMATA BRANCA-MELONI SI E' INCEPPATA - CARLO VERDELLI: “LA MAGGIORANZA NON PARE RIUSCITA AD ASSORBIRE IL CONTRACCOLPO DELL’ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA E SI INGARBUGLIA IN UNA SERIE DI BARUFFE CHIOZZOTTE COME SULLA BIENNALE DI VENEZIA O NELLO STAFF DEL MINISTERO DELLA CULTURA, REAZIONI SCOMPOSTE DI MINISTRI DI PESO, RIMARCHEVOLE QUELLA DI PIANTEDOSI, CHE SULLA RELAZIONE CON CLAUDIA CONTE, DA LEI STESSA RIVELATA, INVECE DI CHIARIRE SE LA STESSA ABBIA RICEVUTO INCARICHI DI FAVORE, QUERELA CHI CHIEDE CHIARIMENTI SUL TEMA, COME DAGOSPIA…”

Carlo Verdelli per il Corriere della Sera – Estratti

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Non sta andando tutto proprio bene. Ma il coraggio di dirselo, di dircelo, quello non c’è. Certo, il tempo delle guerre, lo stretto di Hormuz, le bizze destabilizzanti di Trump: la funesta situazione internazionale colpisce quasi tutti, e il quasi sta per chi invece se ne avvantaggia.

 

Ma se i conti dell’Italia non tornano, anzi peggiorano, le responsabilità andrebbero cercate anche altrove, in decenni di mala amministrazione; prima, dentro e fuori l’attuale governo. 

 

Un’onda lunghissima a cui nessuno è riuscito né riesce a trovare un argine. 

 

carlo verdelli

E intanto l’onda avanza, travolgendo i nostri risparmi e le nostre speranze. 

Il Fondo monetario internazionale ha appena previsto che nel 2026 l’Italia scenderà all’ultimo posto nella classifica della buona gestione delle proprie finanze, scavalcando nel peggio la Grecia. A determinare la graduatoria è il rapporto tra debito e Prodotto interno lordo: il nostro è salito al 138,6% del Pil dal 137,1 del 2025, quello di Atene è dato in discesa dal 146,1 a 136,8 nello stesso periodo.

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Quindi, nonostante i cinque anni di sostegno del Pnrr (quasi 200 miliardi per noi, i più beneficiati) diventiamo maglia nera dell’area Euro, fanalino di coda tra i Paesi più fragili. Un traguardo purtroppo storico che, al netto della diminuzione di credibilità come Paese, renderà più diffidenti gli investitori a scommettere su di noi, costretti come siamo a pagare interessi sempre più alti su un debito pubblico sempre più fuori controllo.

 

Tra le molte altre ricadute, ci sarà la difficoltà di ottenere dalle Ue una deroga per «emergenza energetica» sullo scostamento di bilancio (siamo al 3,1%, dovremmo stare sotto il 3) per liberarci da una delle tante procedure d’infrazione a cui già siamo sottoposti.

 

crisi delle imprese italiane dal 2002 al 2025

Come non sembra alla nostra portata rifinanziare oltre la scadenza di giugno il bonus per il taglio delle accise sui carburanti. Gli italiani non saranno contenti, e invece gli italiani vanno tenuti buoni, anche sottacendo il reale stato patrimoniale di un’Italia obiettivamente più povera.

 

E la ragione per non inquietarli è che presto si tornerà a chiedere loro il voto, l’anno prossimo sicuramente. Succede così che, in vista di questa scadenza, persino dei dati preoccupanti come quelli appena riportati non occupino il centro del dibattito, non diventino l’emergenza numero uno della politica, ma vengano riposti in un cassetto in attesa di tempi migliori, alibi più spendibili, promesse più roboanti. 

 

L’opposizione aspetta di passare all’incasso di questa retrocessione finanziaria, spendendo nel concreto molte energie a discutere di primarie, quarte gambe, margherite, primavere, vecchi ulivi rivitalizzati. La patria chiama, risponderemo a suo tempo, quando avremo composto il giardino.

 

 

PIETRANGELO BUTTAFUOCO E ALESSANDRO GIULI IN VERSIONE SAN SEBASTIANO

Sull’altra sponda, la maggioranza Meloni, che sembrava salda e inattaccabile, non pare riuscita ad assorbire il contraccolpo dell’esito del referendum sulla Giustizia e si ingarbuglia in una serie di baruffe chiozzotte come sulla Biennale di Venezia o nello staff del ministero della Cultura, reazioni scomposte di ministri di peso (rimarchevole quella di Piantedosi, che sulla relazione con Claudia Conte, da lei stessa rivelata, invece di chiarire se la stessa abbia ricevuto incarichi di favore, querela chi chiede chiarimenti sul tema, come Dagospia), uscite temerarie tipo quella di Valditara su Piersanti Mattarella ucciso dalle Br.

 

 

BORDELLA - POSTER BY MACONDO

E poi il vicepremier Salvini che, incalzato dall’incubo di Vannacci, torna a spingere forte sulla «remigrazione», tema caro a Trump, guarda caso l’ex grande alleato della premier, finita in castigo per non averlo supportato nell’operazione Iran. Senza contare Forza Italia dove l’altro vicepremier, Antonio Tajani, è costretto dagli eredi del fondatore Berlusconi a sterzate non si sa quanto convergenti con gli interessi della coalizione. 

 

Quello che conta sopra ogni altra cosa non è certo l’alert del Fondo monetario, con i pericolosi ricaschi che comporta, quanto piuttosto reggere per altri quattro mesi in modo da permettere al governo Meloni di diventare il più longevo di sempre.

 

CLAUDIA CONTE - MATTEO PIANTEDOSI

Tagliare il nastro, entrare nella storia della Repubblica. Tutto il resto viene dopo, compreso per esempio cominciare una lotta senza quartiere all’evasione fiscale per invertire una rotta economica non proprio fausta e avere la possibilità di investire, invece che su astuzie da gradimento immediato, sul futuro di un Paese che di un futuro è disperatamente in cerca. 

 

Certo il caos mondiale, tra dazi, diplomazie prepotenti, guerre che non finiscono e altre che procedono a singhiozzo, giustifica qualsiasi affanno. Eppure forse si potrebbe.

TWEET SUI DAZI E GIORGIA MELONI

CLAUDIA CONTE - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA IL CASO PIANTEDOSI CONTE - VIGNETTA BY VAUROCLAUDIA CONTE E MATTEO PIANTEDOSI INSIEME AL SENATO PER UN CONVEGNO SU ALDO MORO - 11 MAGGIO 2023 claudia conte - matteo piantedosi CLAUDIA CONTE E MATTEO PIANTEDOSI INSIEME AL SENATO PER UN CONVEGNO SU ALDO MORO - 11 MAGGIO 2023 giorgia meloni antonio tajani giancarlo giorgetti foto lapresse

GIORGIA MELONI E I DAZI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

 

(...)

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