editoriale dello spiegel sul voto italiano

''ITALIANI, UN POPOLO DI BAMBINI CHE ELEGGONO PAGLIACCI'' - IL SOBRIO EDITORIALE DELLO ''SPIEGEL'' SUL VOTO: ''I CLOWN PORTANO I DEBITI, E SFORTUNATAMENTE CON L'EURO IL CONTO ARRIVA A NOI TEDESCHI'' - IL DIRETTORE DEL MAX PLANCK: ''L'ITALIA DOVREBBE NEGOZIARE L'USCITA DALL'EURO'' - JAMES POLITI DEL 'FINANCIAL TIMES' CONSEGNA IL PIZZINO DEI ''MERCATI'': ''LA PAZIENZA PUÒ FINIRE. SE VINCONO LE FORZE EUROSCETTICHE...''

 

1. «ITALIANI MINORATI, SCELGONO BUFFONI» I «FRATELLI» TEDESCHI CI VEDONO COSÌ

Martino Cervo per ''La Verità''

 

Adesso che - ricambiato - ha mandato a quel paese Donald Trump, Steve Bannon, il discusso ex stratega del presidente degli Stati Uniti, è passato da impresentabile a guru. E dunque ha destato interesse la sua visita in Italia alla vigilia del voto: in un' intervista concessa a Mediaset, il patron di Breitbart ha parlato delle elezioni, contribuendo a illuminare un aspetto che la canea della campagna elettorale ha nascosto. Andiamo infatti alle urne senza la retorica apocalittica che aveva accompagnato la Brexit e le presidenziali francesi. «Le elezioni italiane segneranno il percorso europeo», ha invece scandito Bannon.

berlusconi tajani

 

«Visti dall' America, i temi principali sono importantissimi: il controllo delle banche e dell' Unione europea sull' economia italiana, tutti i problemi relativi a quello che chiamo il "capitalismo d' élite": poi l' immigrazione e il lavoro, specie per i giovani». Nessuna parola sul fascismo («Tutte fake news», taglia corto), né il canone tv. Lo «stratega nero» si è augurato un' affermazione delle forze «populiste» (arrivando a ipotizzare un' alleanza tra Lega e M5s), ma ha posto l' accento sul rilievo continentale del destino italiano.

 

Malgrado la cosa sembri sparita dalle parole di tanti leader, infatti, il «dettaglio» di quale sia il posto dell' Italia nel mondo e il suo ruolo nell' Unione europea riguarderà comunque tutti noi, a cominciare da chi ci governerà, dal 5 marzo in avanti. Ce lo ricorda, tra le altre cose, un gradevole editoriale dello Spiegel, che rinfocola le speranze di costruire i famosi Stati Uniti d' Europa, analizzando così il voto italiano: «Con i clown arrivano i debiti» (l' intero articolo, in lingua, è disponibile al sito goo.gl/wqiS4B  ).

 

EDITORIALE DELLO SPIEGEL SUL VOTO ITALIANO

I clown sarebbero Silvio Berlusconi e Beppe Grillo. La tesi, svolta da Jan Fleischhauer, è un condensato di banalità destinate a creare mentalità: «I politici scelti da un popolo permettono di trarre alcune conclusioni sulla maturità mentale ed emotiva degli elettori. Gli adulti scelgono gli adulti, i bambini scelgono burattini». Non è ardita la parafrasi secondo cui gli italiani sarebbero minus habens, da interdire nella misura in cui potrebbero dare il potere a simili figure (e non al Pd, si suppone).

 

Alla profonda speculazione filosofica, lo Spiegel aggiunge una riflessione economica ai confini del delirio: «Non condividessimo l' unione monetaria, potremmo pensare: affari dell' Italia. Sfortunatamente, con l' euro il conto arriva a noi». Segue tirata contro Mario Draghi e la sua politica di alleggerimento monetario, cui è contrapposto il teutonico rigore antinflazionista incarnato da Jens Weidmann.

der spiegel

 

In sostanza balle propagandistiche, che comunque preparano il terreno tanto alla successione dello stesso Draghi (2019) quanto a ipotesi di disgregazione profonda dell' eurozona («L' Italia dovrebbe negoziare l' uscita dall' euro», diceva pochi giorni fa Lucio Baccaro, nuovo direttore dell' Istituto Max Planck di Colonia, intervistato dalla Faz).

 

Che questa sia la natura delle sfide lo conferma anche la lettura di un' analisi di Lorenzo Bini Smaghi sul Financial Times (disponibile qui: goo.gl/YFVGUx). L' ex membro del direttivo della Bce, che si trincerò dietro il paravento dell' indipendenza dell' Eurotower per ritardare le dimissioni rese inevitabili dalla nomina dello stesso Draghi nel 2011, ribalta in maniera ideologicamente spettacolare il problema dell' eurozona.

 

A suo avviso, infatti, il rischio sui mercati nel 2011-2012 non fu dovuto al pericolo di default degli Stati, quanto piuttosto all' eventualità che qualcuno uscisse dalla moneta unica (pertanto il massacro fiscale di Monti sarebbe stato perfettamente inutile...). Il guaio, scrive, è che è «politicamente difficile scongiurare che un Paese membro scelga democraticamente l' uscita dall' euro». La democrazia sembra un rischio che l' Europa non può correre.

BANNON

 

Di qui la soluzione: cambiare Maastricht per rendere impossibile l' uscita dall' euro rimanendo nell' Unione europea. Chi esce, esce da tutto, come ha fatto l' Inghilterra (che ovviamente aveva e ha la sterlina).

 

Non è pensabile sostenere questa tesi se non per una paura che l' uscita dell' euro possa effettivamente accadere. Del resto, lo scenario e le sfide sono questi, e un rapido recupero della definizione di interesse nazionale nel casino che ci attende su banche, redditi, lavoro pare una necessità stringente per chiunque sieda in Parlamento e a Palazzo Chigi a breve.

GENTILONI E RENZI

 

Il think tank Bruegel, non esattamente un covo di pericolosi populisti, ha dedicato un report al voto italiano in cui si legge: «L' Italia è incastrata nell' impossibile trinità dell' eurozona. Non può stare nell' euro, onorare il debito pubblico e avere un' economia stagnante».

 

In caso di una nuova recessione, è il succo, «non è difficile immaginare che parti di una coalizione di governo premano per la prima o la seconda soluzione». Per questo, il voto italiano suggerisce l' immagine classica della «quiete che precede la tempesta», conclude Alessio Terzi.

 

Possiamo raccontarci che le turbolenze di un sistema che scricchiola vengano dai cosiddetti populisti, e che la stabilità di governo ci possa tenere al riparo, ma il prossimo biennio per l' Italia e l' Europa, nel mezzo di una guerra commerciale dalla quale Donald Trump non ha la minima intenzione di ritrarsi, sarà scosso da un sisma con origini un po' più profonde.

FICO GRILLO DI MAIO

 

 

2. LA PAZIENZA DEI MERCATI PUÒ FINIRE

James Politi, corrispondente del ''Financial Times'', commenta su ''la Repubblica'':

 

Dopo lo choc della Brexit, l' Europa sta cercando di ritrovare la sua identità .

L' elezione di Macron all' Eliseo e una nuova grande coalizione in Germania - se l' Spd darà il suo appoggio oggi - ha alimentato le speranze di una nuova spinta all' integrazione per l' eurozona .

 

Ma tutto ciò potrebbe essere pregiudicato dalle elezioni in Italia . Il rischio maggiore consisterebbe in una vittoria delle forze più euroscettiche come Lega o M5s. C' è però anche preoccupazione per la fragilità di un' eventuale grande coalizione con veti incrociati su riforme importanti per il paese che potrebbero continuare il processo di riavvicinamento dell' economia italiana al resto dell' eurozona .

 

JAMES POLITI

Finora i mercati sono rimasti tranquilli mantenendo la fiducia che l' Italia si districherà comunque da questo periodo di incertezza ma non è detto che rimarrà sempre così . I governi di Renzi e Gentiloni hanno fatto parecchio per rendere l' Italia meno vulnerabile ad uno choc finanziario, economico o politico. Ma tante debolezze rimangono, dalla bassa produttività delle imprese al debito pubblico ancora altissimo. Purtroppo, l' atmosfera politica, con tanti italiani ancora delusi dalla ripresa, non promette un grande passo verso la risoluzione di questi problemi.

SALVINI MELONI BERLUSCONI

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...